Novità dal 70° congresso della Società Americana di Chirurgia Plastica
Si è appena concluso il congresso annuale della Società Americana di Chirurgia Plastica (ASPS) [Ndr: L'articolo si riferisce all' anno 2001], dove oltre seimila chirurghi di tutto il mondo hanno presentato e discusso le principali novità del settore. Si conferma sempre di più la tendenza della chirurgia estetica ad orientarsi su tecniche meno invasive ed in grado di affrontare i problemi in maniera più selettiva, tendenza inaugurata anni or sono con il lifting del volto, ormai scomposto in una moltitudine di tecniche “figlie”, ognuna delle quali in grado di correggere difetti di una specifica area del viso. Quello che vi riportiamo di seguito è un breve riassunto delle relazioni più significative.
Botox
Il Botox©, farmaco a base di tossina botulinica da anni impiegato per la correzione delle rughe della fronte ed ai lati degli occhi, è stato sperimentato in nuovi impieghi, quali le rughe che si trovano nella porzione media del viso (ai lati del naso e sotto gli occhi) o intorno alle labbra. Gli studi presentati, oltre a dimostrare la sicurezza del prodotto anche nei nuovi impieghi, hanno confermato che il Botox© è in grado di ridurre la frequenza di cefalea muscolo tensiva anche quando impiegato per ragioni estetiche. Una ulteriore novità è costituita dal “chemical brow lift” (lifting farmacologico del sopracciglio), che si effettua infiltrando il Botox© agli estremi del sopracciglio, per ottenere un aspetto più arcuato e giovanile senza dover effettuare alcuna procedura chirurgica.
Microdermoabrasione
La microdermoabrasione viene effettuata per mezzo di uno speciale macchinario in grado di “soffiare” enrgicamente dei microgranuli di ossido di alluminio sulla pelle da trattare. Gli studi presentati hanno confermato l’ efficacia di questa semplice tecnica (che non richiede anestesia o ricovero, e produce solo un leggero arrossamento) in particolare per quanto riguarda le macchie da invecchiamento cutaneo e le rughe sottili e diffuse. Le biopsie effettuate sui pazienti che hanno partecipato allo studio hanno inoltre evidenziato un aumento della produzione di collageno nelle zone trattate, analogamente a quanto accade con altri comuni trattamenti come i peeling o il laser resurfacing.
Lifting del volto
Tutti gli studi presentati hanno sottolineato la tendenza in atto a non considerare il lifting come il semplice “stiramento” della pelle del viso, quanto piuttosto come un intervento volto a riposizionare e ricostruire anatomicamente le strutture alterate dai processi di invecchiamento. L’ attenzione è stata concentrata sul terzo medio del volto, ed in particolare sulla zona zigomatica per la quale sono state proposte diverse soluzioni, tutte volte a risollevare i tessuti della guancia risospendendoli all’ arcata zigomatica. Il lifting classico è stato quindi definitivamente scomposto in tre livelli (aggiungendo il livello sottoperiosteo, utilizzato per il sollevamento dei tessuti zigomatici, a quelli cutaneo e muscoloaponeurotico, prevalentemente utilizzati finora). La possibilità di aumentare il volume degli zigomi con una tecnica semplice ed affidabile, inoltre, apre al lifting malare (o zigomatico) la prospettiva di impiego anche in pazienti non anziani, che abbiano il solo desiderio di migliorare la definizione dei contorni del viso.
Altre novità
Di particolare rilievo, in chirurgia plastica ricostruttiva, è uno studio che ha dimostrato come l’ impiego di cute da donatore per il trattamento delle ustioni abbia fornito risultati non solo comparabili, ma addirittura superiori a quelli finora ottenuti con l’ impiego di cute proveniente dallo stesso soggetto. La cute da donatore è stata impiegata per il trattamento delle contratture cicatriziali e confrontata con il trattamento convenzionale, fornendo risultati nettamente superiori e lasciando intravedere la possibilità di un suo utilizzo su più ampia scala in altri settori della chirurgia plastica ricostruttiva.
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