La chirurgia estetica va all' asta

Recentemente un nuovo sito web ha introdotto una nuova ed assai discussa modalità di selezione del chirurgo estetico: l’ asta al prezzo più basso. Le aste sono gestite dalla Medicine Online Inc., il cui CEO Kevin Moshayedi, ha dichiarato che: “il significato delle aste è di dare potere al consumatore: si tratta di un modo per consentire ai pazienti di esporre le loro necessità e, dall’ altro lato, per offrire ai chirurghi la possibilità di pubblicizzare le loro credenziali“.

Come funziona

Il meccanismo dell’ asta prevede che sia il paziente ad esporre la propria richiesta di intervento, assieme ad una serie di altre informazioni come età, sesso, condizioni di salute generali, ed anche occupazione ed eventuale assicurazione sanitaria. Il sito lascia a questo punto 72 ore a disposizione dei chirurghi che intendano fare la loro offerta, aggiungendo, oltre al prezzo che il paziente dovrà pagare, la loro specializzazione, il tipo di training svolto, i titoli accademici, le affiliazioni ospedaliere nonchè il numero di interventi del tipo che viene messo all’ asta da loro svolti negli ultimi due anni. La scelta finale spetta al paziente, che al termine dell’ asta seleziona la migliore offerta, prenota una visita e fissa contestualmente e definitivamente il prezzo dell’ intervento.

A chi si rivolge

Medicine Online ha stabilito che le aste si svolgano solo per problemi di estetica o per la chirurgia dei difetti visivi (miopia). E’ possibile partecipare anche se non si vive negli Stati Uniti, purchè si sia disponibili a viaggiare per il proprio intervento.

Le critiche

Immediatamente dopo la creazione del sito, la Società Americana di Chirurgia Plastica, che raggruppa il 99% degli specialisti, ha dichiarato senza mezzi termini che il metodo delle aste rappresenta una frode: “Non è previsto alcun sistema per la verifica delle credenziali mediche, delle competenze cliniche e della soddisfazione dei pazienti dopo l’ intervento”. Sempre la Società Americana ha poi sottolineato come il prezzo rappresenti solo un elemento tra quelli che è indispensabile comunicare al paziente per l’ ottenimento del suo consenso informato. In particolare, il paziente deve essere a conoscenza di: benefici ottenibili e limiti della tecnica, possibili complicanze incluse quelle rare, rischi connessi all’ anestesia ed ai farmaci che saranno richiesti, possibili alternative all’ intervento (inclusi i trattamenti non chirurgici). Se queste notizie non vengono adeguatamente comunicate prima che il paziente prenda la sua decisione, ci si trova di fronte ad una violazione degli standard di corretta pratica medica, con tutte le conseguenze che questo può comportare nel caso di insoddisfazione per il risultato ottenuto con l’ intervento.

La nostra opinione

Sebbene possa sembrare per certi versi attraente, il meccanismo dell’ asta costringe il paziente ad una scelta troppo precoce, e lo priva del diritto di acquisire tutte le informazioni necessarie. Il costo, tra l’ altro, è un fattore che può essere correttamente valutato solo dopo aver conosciuto personalmente più di un chirurgo, fino a farsi una propria idea del valore della prestazione che si desidera ottenere. Il dover poi esporre sul sito informazioni estremamente riservate come le proprie condizioni di salute o addirittura l’ occupazione (e quindi la capacità economica) rappresenta una palese violazione della privacy che, siamo convinti, ben pochi pazienti sarebbero disposti ad accettare. Dal punto di vista del medico, si tratta di un grave svilimento della propria funzione e delle proprie capacità, sebbene l’ obbligo di rendere visibile il proprio curriculum rappresenti certamente una positiva innovazione. Il problema, in realtà, risiede tutto nella precocità della scelta che, con questo metodo, viene effettuata. Si tratta di un vincolo contrattuale praticamente definitivo, contratto in una fase troppo iniziale del rapporto medico-paziente e, per di più, sulla base di una motivazione, il costo dell’ intervento, che il paziente stesso non può valutare in maniera comparativa.

Il futuro

Xthetic non ritiene che il meccanismo dell’ asta sia parte di una corretta pratica medica, e tantomeno lo considera un’ adeguata fonte di educazione ed informazione. La nostra opinione è che che sia piuttosto necessario spostare l’ inevitabile competizione tra chirurghi sul fronte delle qualità piuttosto che su quello del puro costo, essendo quest’ ultimo non comprimibile oltre un certo limite senza contemporaneamente ridurre le garanzie di sicurezza e corretta esecuzione dell’ intervento.

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