Può sembrare strano, ma esistono anche in chirurgia estetica procedure e materiali potenzialmente in grado di esporre ai rischi di contagio con l’ agente della BSE (Encefalite Spongiforme Bovina o “Morbo della Mucca Pazza“). Anche se va sottolineato che al momento non esistono molti dati certi sulla BSE, poichè in chirurgia estetica è sempre possibile sostituire le procedure a rischio di contagio con altre più sicure, la nostra raccomandazione è di includere anche questo argomento nella discussione che farete con il vostro chirurgo.

Cosa è la BSE

L’ Encefalopatia spongiforme bovina (ESB) o BSE (Bovine Spongiform Encephalopathy) è una malattia neurologica degenerativa costantemente fatale che colpisce i bovini, e che è molto simile alla malattia di Creutzfeld-Jakob dell’ uomo. Nel 1995 è stata descritta in Inghilterra una variante della malattia di Creutzfeld-Jakob (nvCJD) che si ritiene rappresenti l’ equivalente umano della BSE, ed è stata quindi formulata l’ ipotesi che la BSE possa trasmettersi dai bovini all’ uomo. L’ agente infettivo presunto della BSE è una particella proteica (prione), dotata di stupefacente resistenza ai trattamenti sterillizzanti: prodotti chimici, acidi, enzimi come la DNAsi e la RNAsi, la luce ultravioletta e le radiazioni ionizzanti hanno modesti effetti sulla capacità infettiva dell’ agente; un ciclo in autoclave a 135 gradi per 18 minuti riduce notevolmente il potenziale infettivo ma non lo elimina completamente, poichè si è sperimentalmente controllata la resistenza dell’ agente a temperature di 360 gradi per un’ora o addirittura all’ incenerimento.

Procedure a rischio

Sono potenzialmente a rischio di trasmissione della malattia:

  • Trattamento delle rughe ed infiltrazioni in genere quando si utilizzi collageno bovino o di derivazione umana non autologa
  • Utilizzo di materiali alloplastici di derivazione bovina (cartilagine bovina irradiata)
  • Utilizzo di materiale di sutura di derivazione animale (ad es. catgut). L’ uso di questi materiali non è più consentito in Italia
  • Impianti di materiale alloplastico di derivazione umana (derma acellulare)
  • Utilizzo intraoperatorio di gelatine per emostasi di derivazione animale
  • Utilizzo di cosmetici che contengano gelatina o grassi di derivazione animale
  • Assunzione di farmaci in capsule prodotte con gelatina di derivazione animale
  • Emotrasfusioni.
Collageno

Si tratta di un materiale per infiltrazione sempre meno usato, almeno in Europa, dove è stato rimpiazzato dall’ acido ialuronico, che viene prodotto per sintesi batterica. Poichè quest’ ultimo presenta notevoli vantaggi oltre all’ eliminazione del rischio di infezione, non ci sono problemi di alcun genere nell’ indicarlo come il prodotto di scelta per le infiltrazioni dermiche.

Cartilagine bovina irradiata

E’ in vendita sotto forma di piccoli blocchi, e viene raramente utilizzata come materiale alloplastico per la ricostruzione di difetti del naso o del volto. Rappresenta una soluzione peggiore rispetto all’ utilizzo di cartilagine autologa (prelevata dallo stesso paziente), e pertanto andrebbe scartata indipendentemente dal rischio di infezione.

Materiale alloplastico di derivazione umana

Il cosiddetto derma acellulare da cadavere è un prodotto che sta trovando crescente diffusione. Trova indicazione in diverse procedure ricostruttive e, recentemente, ne sono state commercializzate formulazioni per infiltrazioni estetiche. Il trattamento a cui il prodotto è sottoposto è molto severo, ma non in grado di eliminare con certezza il rischio di trasmissione di BSE, nel caso il materiale provenga da un cadavere infetto.

Gelatine per emostasi

Si tratta di tamponcini spugnosi a base di collageno ed altri derivati animali che vengono saltuariamente impiegati per l’ emostasi intraoperatoria. Anche in questo caso si raccomanda di discutere il problema con il chirurgo.

Cosmetici

La maggior parte dei cosmetici contiene grassi, cere, gelatine ed emulsificanti in genere che sono di derivazione animale. Al momento non esistono dati sicuri sul rischio di trasmissione della BSE conseguente all’ utilizzo di questi prodotti. Se tuttavia desiderate garantirvi il massimo della sicurezza, è possibile far ricorso a prodotti cosmetici che non usino componenti di derivazione animale.

Farmaci

Il problema è analogo a quello dei cosmetici, a causa della gelatina e degli eccipienti contenuti in alcune capsule. Purtroppo è al momento difficilmente aggirabile, anche se il rischio di trasmissione della BSE per questa via sembra veramente molto basso. Il consiglio è di evitare, per quanto possibile, le preparazioni in capsule gelatinose.

Trasfusioni di sangue

L’ argomento è ormai discusso quotidianamente dal nostro Ministero della Sanità, ma è di relativa importanza per il mondo della chirurgia estetica, dove le trasfusioni di sangue da donatore rappresentano un evento molto raro e conseguente soltanto ad improvvise e gravi complicanze. Per tutte le procedure dove esiste il rischio teorico di ricorso ad una trasfusione è comunque possibile programmare un prelievo per autotrasfusione (un prelievo del vostro stesso sangue effettuato diversi giorni prima dell’ intervento, e conservato per le necessità successive) o un’ emodiluizione acuta normovolemica (un prelievo del vostro sangue effettuato immediatamente prima dell’ intervento, associato al mantenimento del volume ematico mediante soluzioni da infusione. Il sangue viene ritrasfuso al termine dell’ intervento).

Link Utili

Relazione della Food and Drug Administration sul rischio di infezione da cosmetici e gelatine in genere (molto dettagliata)

Resistenza dei prioni ai trattamenti sterilizzanti e rischio da gelatine

Sito ufficiale sul Morbo della Mucca Pazza: tutti i links sull’ argomento

Sito in italiano sul Morbo della Mucca Pazza: molti links di aggiornamento