Carnal Art: chirurgia estetica all’ estremo
E’ possibile utilizzare il proprio corpo per realizzare un’ opera d’ arte? Stando a quello che teorizzano diversi artisti moderni parrebbe proprio di si. Cominciata con la Body Art, la tendenza all’ utilizzo del proprio corpo come oggetto dell’ opera artistica si è evoluta fino alla Carnal Art, il cui manifesto è stato pubblicato dalla francese Orlan. A differenza della Body Art, che prevede la sofferenza come parte indispensabile dell’ utilizzo artistico del proprio corpo, la Carnal Art propone il ricorso alle metodiche di chirurgia più avanzate per l’ ottenimento del risultato in assenza quasi totale di rischi e dolore. Il ruolo della chirurgia estetica è quindi determinante per la realizzazione dell’ opera artistica, poichè spetta al chirurgo la realizzazione delle modifiche di forma prefigurate dall’ artista. Assieme ad Orlan, famosa per l’ impressionante numero di interventi di chirurgia estetica “atipici” a cui si è sottoposta, vanno ricordati altri che hanno, in qualche modo, utilizzato il proprio corpo a fini artistici ed espressivi: in particolare Elizabeth Christiansen e Stelarc.
Orlan
Ad Orlan va il merito di aver trasformato quello che nel mondo medico viene ancora scientificamente definito il “teatro operatorio” in un teatro vero e proprio. Nello scenario surreale dei nove (almeno..) interventi chirurgici a cui si è sottoposta, Orlan ha indossato abiti disegnati per lo scopo da Paco Rabanne ed ha selezionato meticolosamente la musica per le varie fasi dell’ intervento. Tutte le procedure sono state eseguite in anestesia locale, in modo da consentire la sua partecipazione diretta, mentre venivano ripresi video e conservati campioni di sangue o grasso poi esposti in varie mostre. Tra tutti gli interventi eseguiti, quello più famoso è certamente rimasto l’ impianto di protesi di zigomo a livello delle tempie, creando due sporgenze simili a corni (nelle intenzioni dell’ artista avrebbe ricreato l’ aspetto della fronte della Gioconda di Leonardo…). La dichiarazione che meglio riassume il suo pensiero è forse: “This is my body… This is my software…“, che è anche il titolo di un libro autobiografico da lei pubblicato.

Fig. 1 – Orlan in sala operatoria subito prima di uno dei suoi interventi chirurgici. Sul cranio in primo piano sono evidenti i modelli di protesi nella posizione in cui saranno impiantati.
Elizabeth Christiansen
Si tratta di un’ artista poco conosciuta, che ha tentato di rimodellare progressivamente il proprio corpo fino a rassomigliare alla regina Nefertiti.
Stelarc
Rappresenta forse la frontiera più avanzata della Carnal Art. Questo artista australiano ha dichiarato: “Per come la vedo io il corpo è un oggetto di produzione di massa per il quale non sono disponibili parti di ricambio. OK, stiamo costruendo organi artificiali. Ma questo è soltanto l’ approccio medico. Quello di cui abbiamo veramente bisogno è il punto di vista del design. Se il cuore smette di battere a 70 anni, per me questo è un difetto di progettazione. Dobbiamo cominciare a riprogettare il nostro corpo”. Su queste basi, Stelarc propone la realizzazione di organi bionici, che superino nelle funzioni quelli che ci ha dato madre natura. Un suo studio abbastanza famoso è stato dedicato alle possibilità di impiantare un secondo orecchio in corrispondenza della guancia.
La Carnal Art è il nostro futuro?
Come tutte le forme estreme di arte, la Carnal Art solleva interrogativi e pone problemi etici. Dal punto di vista del chirurgo estetico, si tratta di stabilire se sia corretto sottoporre un paziente ad interventi chirurgici che ottengono risultati chiaramente devianti dal concetto dominante di bellezza e, quasi sempre, anche dalla normale struttura anatomica. Poco sorprendentemente, i chirurghi estetici si sono mostrati pronti nell’ accettare questa tendenza artistica, esaudendo i desideri più strani e prefigurando realizzazioni che neanche gli artisti avevano osato: Burt Brent, forse il chirurgo al mondo più esperto nella ricostruzione dell’ orecchio, ha tempo addietro pubblicato la descrizione del processo ideale di realizzazione di un’ ala per il nostro corpo! Forse un giorno sarà davvero possibile, come sognato da Stelarc, riprogettare il corpo umano per eliminare le strutture che non servono più, migliorare le altre o addirittura aggiungerne di nuove. Quello che purtroppo la Carnal Art lascia solo intravedere attraverso questa estrema finestra di molteplici, sperimentali e costosissimi interventi chirurgici e che anche questa evoluzione, ammesso che di evoluzione si tratti, rischia di essere riservata a chi potrà permettersela. Un mondo come quello di Stelarc, con pezzi di ricambio per il nostro corpo come oggetti di design, avrà forse bisogno di un controllo dei prezzi per evitare che a qualcuno restino soltanto i modelli obsoleti…
Riferimenti bibliografici
Hall, Charles. Surgery as Satire British Medical Journal, 312 (1996): 1308.
Brent B, ed. The artistry of reconstructive surgery: selected classic case studies 2 vols. St Louis: Mosby, 1987.
O’Bryan, Jill. Saint Orlan Faces Reincarnation Art Journal, Winter 1997, 50 et al.
Rose, Barbara. Is It Art? Orlan and the Transgressive Act Art in America, February 1993, 82-87, 125.


