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><channel><title>Xthetic&#187; Consigli Pratici</title> <atom:link href="http://www.xthetic.com/category/consigli-pratici/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.xthetic.com</link> <description>The Ethics in Aesthetics</description> <lastBuildDate>Sun, 25 Jul 2010 15:25:23 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator> <item><title>Come fare una ricerca bibliografica e perchè</title><link>http://www.xthetic.com/bibliografia.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/bibliografia.htm#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 May 2009 14:15:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=735</guid> <description><![CDATA[La maggior parte delle informazioni accessibili con i comuni mezzi di informazione sono di tipo divulgativo, e, sebbene adeguate per la maggior parte delle necessità, mancano di una base scientifica documentata e verificabile. Nel bene o nel male la pubblicità è parte integrante del mestiere di un chirurgo estetico e spesso, nell&#8217; ansia di fornire [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte delle informazioni accessibili con i comuni mezzi di         informazione sono di tipo divulgativo, e, sebbene adeguate per la maggior         parte delle necessità, mancano di una base scientifica documentata e verificabile.         Nel bene o nel male la pubblicità è parte integrante del mestiere di un         chirurgo estetico e spesso, nell&#8217; ansia di fornire una documentazione         accattivante, si trascura di informare adeguatamente la parte di pazienti         che ha esigenze e capacità di approfondimento più elevate. Questa guida         nasce come una sezione &#8220;fai da te&#8221; proprio perchè si rivolge         a persone con desiderio di conoscenza superiore alla media, con il desiderio         di ottenere informazioni scientifiche di prima mano, senza il filtro del         web writer o del chirurgo di turno. Seguite le istruzioni ed otterrete,         anche se non lo avete mai fatto finora, una perfetta bibliografia dei         più recenti articoli sull&#8217; argomento che vi interessa, oppure, perchè         no, sarete in grado di controllare se il chirurgo che vi ha appena detto         di aver centinaia di pubblicazioni scientifiche ha effettivamente mai         pubblicato su riviste di rilevanza internazionale.</p><h4>Come funziona</h4><p>Poichè la principale risorsa disponibile per le ricerche è un database         in inglese, sarà necessaria una sia pur minima conoscenza di questa lingua         (anche perchè la maggior parte degli articoli scientifici che otterremo         sarà in inglese&#8230;). Il primo passo, dunque, è recarsi al sito <a
href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi/" target="_blank">PubMed</a> dove la National Library of Medicine statunitense consente la consultazione         gratuita del proprio database. <a
href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi/" target="_blank">Cliccando         qui</a> aprirete una seconda finestra dove continuare seguendo le nostre         istruzioni.</p><h4>Ricerca per argomento</h4><p>In alto nella pagina che avete aperto trovate il modulo &#8220;search&#8221;         seguito da una casella dove lascerete la scelta di default, PubMed. Nella         casella &#8220;for&#8221; dovrete inserire una o più parole chiave, in inglese,         per la ricerca che vi interessa. Per esempio, per cercare gli ultimi articoli         che trattino della liposuzione laser inseriremo:&#8221;liposuction, laser&#8221;.         Il risultato ottenuto sarà una lista con i riferimenti bibliografici per         risalire alla rivista dove gli articoli sono pubblicati e, nella maggior         parte dei casi, per ogni articolo verrà riportato un breve sommario.</p><h4>Ricerca per autore</h4><p>Si esegue esattamente come la precedente, inserendo nella casella &#8220;for&#8221;         il cognome dell&#8217; autore seguito dall&#8217; iniziale del nome. Per esempio,         una ricerca eseguita inserendo &#8220;Pitanguy I&#8221; fornirà come risultato         le varie decine di pubblicazioni di uno dei più famosi chirurghi estetici         della storia. E&#8217; estremamente importante notare che PubMed elenca solo         le pubblicazioni su importanti riviste riconosciute dalla comunità scientifica         internazionale, ed è pertanto assai probabile che il chirurgo che vi interessa         ne abbia molte meno. Considerate che, se pubblicare su riviste internazionali         è sicuramente segno di capacità e merito, non è detto che all&#8217; esperienza         di ricerca e sperimentazione abbia fatto seguito il giusto training chirurgico&#8230;         Tutto sommato, vi consigliamo di usare questo tipo di ricerca solo per         controllare se quello che vi ha appena detto un chirurgo estetico a proposito         del suo curriculum è proprio vero.</p><h4>Cosa fare con i risultati</h4><p>Le principali riviste sono reperibili presso le biblioteche delle varie         Facoltà di Medicina o presso quella del CNR a Roma. Selezionate gli articoli         che vi interessano, fotocopiateli e&#8230; buon approfondimento! Per ottenere         gli articoli pubblicati su riviste che non riuscite a trovare, o se siete         semplicemente pigri, PubMed offre un servizio di consegna a pagamento,         chiamato <a
href="http://wwwcf.nlm.nih.gov/loansome/login.cfm?CALLING_SYSTEM=PubMed&amp;BACK_URL=http://www.ncbi.nlm.nih.gov:80/entrez/query.fcgi&amp;PMID_1=10812270&amp;PMID_2=10744247&amp;PMID_3=10744246&amp;PMID_4=9655428&amp;PMID_5=9348462&amp;PMID_6=8792967&amp;PMID_7=7708861&amp;PMID_8=8221307&amp;PMID_9=2631725&amp;PMID_10=2586805&amp;PMID_11=2662990&amp;PMID_12=2598203&amp;PMID_13=3062283&amp;PMID_14=3054261&amp;PMID_15=3065298&amp;PMID_16=3362004&amp;PMID_17=2975119&amp;PMID_18=3320646&amp;PMID_19=3472663&amp;PMID_20=3630840" target="_blank">Loansome         Doc</a>, al quale potrete richiedere ciò che vi interessa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/bibliografia.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Guida alla scelta del chirurgo estetico</title><link>http://www.xthetic.com/guida_intro.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/guida_intro.htm#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 May 2009 14:22:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[chirurghi estetici]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=738</guid> <description><![CDATA[La scelta del proprio chirurgo estetico, oltre ad essere un&#8217; operazione particolarmente delicata, comincia molto prima del momento in cui ci rechiamo al suo studio per parlare dei nostri desideri e delle tecniche disponibili. La chirurgia estetica è probabilmente la più commerciale tra le specialità mediche, con il risultato che decine di riviste, trasmissioni televisive, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La scelta del proprio chirurgo estetico, oltre ad essere un&#8217; operazione         particolarmente delicata, comincia molto prima del momento in cui ci rechiamo         al suo studio per parlare dei nostri desideri e delle tecniche disponibili.         La chirurgia estetica è probabilmente la più commerciale tra le specialità         mediche, con il risultato che decine di riviste, trasmissioni televisive,         pubblicità radiofoniche, siti internet ed anche manifesti, volantini e         suggerimenti più o meno occulti da parte di altri medici ci sottopongono         ad un bombardamento di informazioni non sempre richieste e molto spesso         incomplete. Questa guida spiega alcuni meccanismi occulti ed una parte         dei segreti riservati agli &#8220;addetti ai lavori&#8221;. Per comodità         è divisa in tre parti, che trattano rispettivamente:</p><ol><li><a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_1.htm">Valutazione del curriculum: Un glossario               per comprendere i titoli professionali del chirurgo estetico</a></li><li><a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_2.htm">La pubblicità in chirurgia estetica: chi               la fa, come si fa: valutazione dei messaggi</a></li><li><a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_3.htm">Lo studio e l&#8217; organizzazione del chirurgo               estetico: i requisiti minimi da ricercare</a></li></ol><h5><img
src="http://www.xthetic.com/pic/small_blue_book.gif" border="0" alt="_" width="33" height="23" /> <a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_1.htm">Vai alla prima parte della Guida &gt;&gt;&gt;</a></h5> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/guida_intro.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Guida alla scelta del chirurgo estetico [Prima parte: Glossario]</title><link>http://www.xthetic.com/guida_1.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/guida_1.htm#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 May 2009 14:41:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[chirurghi estetici]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=741</guid> <description><![CDATA[Il chirurgo estetico che lavora esclusivamente in privato, e che quindi non può godere della notorietà assicurata dalla presenza in una struttura pubblica, è obbligato a farsi pubblicità mostrando i propri titoli professionali su riviste, elenchi telefonici, siti web o anche semplicemente mediante lettere ai pazienti su carta con intestazione particolarmente dettagliata. Ognuno cerca di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il chirurgo estetico che lavora esclusivamente in privato, e che quindi         non può godere della notorietà assicurata dalla presenza in una struttura         pubblica, è obbligato a farsi pubblicità mostrando i propri titoli professionali         su riviste, elenchi telefonici, siti web o anche semplicemente mediante         lettere ai pazienti su carta con intestazione particolarmente dettagliata.         Ognuno cerca di esporre il maggior numero di qualifiche, e di rendere         evidente che si tratta di titoli prestigiosi. In un paese come il nostro,         dove di fatto non viene applicata nessuna legge per il riconoscimento         dei titoli conseguiti all&#8217; estero, e dove l&#8217; Ordine dei Medici spesso         e volentieri non sanziona l&#8217; uso di sigle ed abbreviazioni ingannevoli,         si è creata una vera e propria selva di titoli apparentemente importanti,         il cui scopo è, in realtà, soltanto quello di guadagnare credito ed attirare         l&#8217; attenzione. Pubblicare questo glossario         potrà creare qualche dispiacere in alcuni ottimi, affermati ed onesti         chirurghi che utilizzano per necessità commerciali questa tecnica pubblicitaria:         tuttavia, ci preme fornire uno strumento per fare chiarezza ed impedire,         nei limiti delle nostre possibilità, lo sviluppo di una pratica potenzialmente         ingannevole e dannosa. Quello che segue è l&#8217; elenco alfabetico dei titoli         e delle abbreviazioni più diffusi; non si tratta di una lista completa,         proprio per l&#8217; impossibilità di controllare un campo in continua evoluzione:         se avete notizia di titoli e abbreviazioni non in elenco, vi invitiamo         cortesemente a segnalarceli.</p><h5>AUTORE DI PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE</h5><p>Titolo presente in ogni curriculum, con l&#8217; indicazione del numero delle         pubblicazioni scientifiche e qualche volta accompagnato dall&#8217; elenco di         queste ultime. E&#8217; molto difficile da valutare, e dà un indice dalla produzione         scientifica del medico, non sempre pienamente correlata con l&#8217; attività         clinica. Se proprio desiderate farvi un&#8217; idea, è indispensabile avere         la lista completa delle pubblicazioni, con il titolo e l&#8217; indicazione         della rivista su cui è comparso ogni lavoro. Poichè le pubblicazioni scientifiche         costituiscono titolo per i concorsi pubblici, per anni molti medici hanno         pubblicato su riviste prive di diffusione, con il solo scopo di arricchire         il proprio curriculum. E&#8217; buona norma prendere in considerazione solo         i lavori pubblicate su riviste che compaiono nelle ricerche effettuate         su PubMed o Medline. Ovviamente, controllate che il vostro medico abbia         pubblicato su argomenti di chirurgia estetica, e non, per esempio, sul         carcinoma del colon (assai più frequente di quanto non si creda&#8230;). Se         volete sapere come controllare, <a
href="http://www.xthetic.com/bibliografia.htm">leggete         questo articolo</a>.</p><h5>CHIRURGO ESTETICO (o plastico)</h5><p>Di per sè non ha alcun valore. Chiunque, purchè laureato in medicina               e chirurgia, può definirsi chirurgo estetico e svolgere questa professione:               legalmente, per quanto assurdo possa sembrare, non è richiesto alcun               training postlaurea specifico</p><h5>CONSULENTE TECNICO DEL TRIBUNALE</h5><p>Qualsiasi       medico può, dietro sua richiesta, essere iscritto nell&#8217; albo dei consulenti       tecnici di un tribunale. Si tratta di un titolo che non garantisce alcuna       formazione specifica in chirurgia estetica.</p><h5>DIRIGENTE DI PRIMO LIVELLO</h5><p>E&#8217; la               qualifica di ingresso, con la quale si viene assunti in qualità               di medici presso ospedali del Sistema Sanitario Nazionale. Ai dirigenti               di primo livello possono essere attribuite qualifiche superiori,               come la responsabilità di particolari strutture interne. Titolo               superato dalla riforma Bindi, con la creazione del ruolo di dirigenza               unica.</p><h5>DIRIGENTE DI SECONDO LIVELLO</h5><p>Corrisponde alla vecchia qualifica di <strong>Primario</strong> di reparto.         Il titolo di Professore non spetta ai dirigenti di secondo (o di primo)         livello. Titolo superato dalla riforma Bindi, con la creazione del ruolo         di dirigenza unica.</p><h5>DOCENTE NELLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE</h5><p>E&#8217; il titolo conferito al titolare dell&#8217; insegnamento di una specifica         materia all&#8217; interno di un corso di specializzazione. E&#8217; possibile essere         titolari del corso di chirurgia estetica praticamente in ogni specializzazione         di argomento chirurgico, e non è necessario avere alcun rapporto di dipendenza         con l&#8217; università erogante, al di fuori, ovviamente, dell&#8217; insegnamento         stesso. Purtroppo è un titolo molto svalutato (certamente il più         abusato del momento), che viene assegnato dal consiglio della scuola di         specializzazione utilizzando criteri molto variabili e poco o per nulla         valutabili.</p><h5>DOCENTE NEI CORSI DI DIPLOMA UNIVERSITARIO (D.U.)</h5><p>Per molti versi analogo al titolo di docente nelle scuole di specializzazione,         in particolare per quanto riguarda la possibilità di valutazione dei meriti.</p><h5>DOTTORE (Dott., Dr)</h5><p>Indica ovviamente               il possesso della Laurea, che deve essere in Medicina e Chirurgia.               E&#8217; il titolo minimo ed indispensabile per svolgere l&#8217; attività di               chirurgo estetico. Perchè sia legale, il medico deve aver conseguito               la laurea nella Comunità Europea, oppure aver ottenuto il riconoscimento               del titolo e superato l&#8217; esame di stato italiano. Fare attenzione               ai chirurghi provenienti da stati sudamericani.</p><h5>DOTTORE DI RICERCA</h5><p>E&#8217; un titolo di               specializzazione post-laurea, che indica la frequenza di un corso               (generalmente quadriennale) con concomitante svolgimento di attività               di ricerca presso l&#8217; università erogante. Non sostituisce la specializzazione,               ed è necessario conoscere la materia in cui il dottorato è stato               svolto. Si tratta di un titolo che, originariamente pensato per               rappresentare l&#8217; inizio di una carriera universitaria, si è progressivamente               molto svalutato, fino quasi a diventare un&#8217; area di parcheggio temporanea               in attesa di migliori sistemazioni. Va notato che nei programmi               di dottorato non è in genere prevista un&#8217; attività clinica obbligatoria.               Con l&#8217; aumentare dei tempi di attesa per ottenere un posto di ricercatore               universitario, è stato introdotto il <strong>post-dottorato</strong>,               sostanzialmente un&#8217; estensione del precedente corso, sotto forma               di borsa di studio riservata ai titolari di dottorato di ricerca.</p><h5>E.B.O.P.R.A.S.</h5><p><strong>European Board of               Plastic, Reconstructive and Aesthetic Surgery</strong>. L&#8217; appartenenza al               Board viene riconosciuta a chi, in possesso del diploma di specialista               in chirurgia plastica conseguito nella Comunità Europea, supera               un esame scritto ed orale. Per sostenere l&#8217; esame è necessario presentare               la documentazione della propria attività clinica come chirurgo plastico,               fornendo un elenco certificato degli interventi chirurgici eseguiti.               Attualmente poco diffuso, rappresenta potenzialmente una certificazione               estremamente interessante per i pazienti, poichè attesta, oltre               ai al conseguimento dei titoli di specializzazione e profitto, anche               l&#8217; effettivo svolgimento dell&#8217; attività di chirurgo plastico.</p><h5>FELLOW:</h5><p>Titolo riconosciuto in alcuni paesi stranieri a chi termina un corso         di superspecializzazione, della durata di 1-3 anni. E&#8217; necessario che         sia indicata la materia del corso (Fellowship), ed il luogo dove si è         conseguito il titolo. Molto spesso viene impropriamente usato per indicare         l&#8217; effettuazione di soggiorni all&#8217; estero presso ospedali o università,         senza l&#8217; effettuazione di alcun corso formale. In alternativa, il titolo         di fellow indica l&#8217; appartenza ad uno specifico board (ad es. Fellow del         Board Europeo di Chirurgia Plastica).</p><h5>FREQUENTATORE</h5><p>Spesso usato all&#8217; interno di       un curriculum sotto la forma: &#8220;ha frequentato l&#8217; università/ospedale       di&#8230;&#8230;. dal &#8230;.. al&#8230;.&#8221;. Di per se stesso, è un titolo che non       garantisce alcuna formazione o approfondimento culturale. Le frequentazioni       sono su base volontaria, e quasi sempre escludono lo svolgimento di ogni       attività clinica nella struttura ospitante.</p><h5>LIBERO DOCENTE</h5><p>Titolo in origine               molto prestigioso, veniva riconosciuto a persone di provata capacità               e conoscenza in una specifica materia, con lo scopo di autorizzarle               a tenere corsi di insegnamento all&#8217; interno delle università. A               partire dal dopoguerra si è progressivamente svilito, fino a diventare               talmente abusato che ne è stata vietata l&#8217; attribuzione. In genere,               i pochi liberi docenti ancora professionalmente attivi non tengono               più corsi alle università, e mantengono il titolo a fini prettamente               di prestigio. Non ci risulta sia mai stato attribuito ad alcuno               il titolo di libero docente in chirurgia plastica.</p><h5>MODERATORE AI CONGRESSI</h5><p>Significa               che il medico in questione ha svolto il ruolo di &#8220;presentatore&#8221;               e moderatore della discussione durante la presentazione dei lavori               scientifici di un congresso. Data la quantità enorme di congressi               medici che si svolgono, ed il loro livello estremamente eterogeneo,               non è un titolo difficile da conseguire. Ovviamente è ben più difficile               essere moderatore in un prestigioso congresso internazionale che               non in uno di portata regionale o provinciale. Controllare, se possibile,               la lista dei congressi in cui il medico è stato moderatore.</p><h5>PERFEZIONATO</h5><p>Generalmente in chirurgia estetica o plastica, costituisce uno dei titoli         più ambigui. Alcune università italiane hanno istituito dei corsi di perfezionamento         legalmente riconosciuti, e rilasciano il relativo diploma. In tutti gli         altri casi è praticamente impossibile valutare la qualità del corso di         perfezionamento frequentato, generalmente all&#8217; estero, non conoscendone         la durata, le attività svolte ed il tipo di impegno clinico.</p><h5>PROFESSORE (Prof.)</h5><p>Titolo sempre più abusato, che è in realta riservato ai soli docenti         universitari di ruolo, di prima e di seconda fascia. Un ricercatore universitario,         un dirigente di secondo livello, un docente di scuola di specializzazione         o di altri corsi universitari non sono professori ai fini dell&#8217; utilizzo         del titolo. In ogni caso, è indispensabile informarsi sulla materia di         insegnamento, che, nel caso dei professori a pieno diritto, corrisponde         alla Cattedra Universitaria di cui si è titolari o presso cui si lavora.</p><h5>PROFESSORE ASSOCIATO (professore universitario di seconda fascia)</h5><p>Ha le stesse funzioni del professore               ordinario, e, in mancanza di quest&#8217;ultimo, ha la titolarietà della               Cattedra. Dal punto di vista clinico svolge il ruolo di dirigente               di primo livello o, in assenza di un professore ordinario, di dirigente               di secondo livello.</p><h5>PROFESSORE EMERITO</h5><p>Professore universitario               fuori ruolo, o in pensione.</p><h5>PROFESSORE INCARICATO</h5><p>Corrisponde di fatto       ad una supplenza universitaria. L&#8217; incaricato ricopre il ruolo di docente       per l&#8217; anno accademico in questione, e può essere tanto un ricercatore quanto       un professore ordinario o associato di altra università.</p><h5>PROFESSORE ORDINARIO (professore universitario di prima fascia)</h5><p>E&#8217; il titolo universitario più alto, dopo quelli di Rettore, Preside         di Facoltà e Direttore di Dipartimento/Istituto. Corrisponde praticamente         sempre alla titolarietà della Cattedra, che, nel caso di nostro interesse,         sarà di Chirurgia Plastica.</p><h5>PROFESSORE STRAORDINARIO</h5><p>Semplicemente               un professore ordinario che non ha ancora terminato il periodo di               prova nel ruolo, che, per la legislazione universitaria, è abnormemente               lungo (3-4 anni, in base al ruolo).</p><h5>RELATORE A CONGRESSI</h5><p>Significa che               il medico ha inviato dei lavori scientifici, che sono stati presentati               durante il congresso. Data la quantità enorme di congressi medici               che si svolgono, ed il loro livello estremamente eterogeneo, non               è un titolo difficile da conseguire. Ovviamente è ben più difficile               essere relatore in un prestigioso congresso internazionale che non               in uno di portata regionale o provinciale. Controllare, se possibile,               la lista dei congressi in cui il medico è stato relatore.</p><h5>RICERCATORE UNIVERSITARIO</h5><p>Primo livello della carriera universitaria. In casi particolari, per         assenza sia di un professore ordinario che di un associato, può essere         titolare dell&#8217; insegnamento per incarico (vedi: Professore Incaricato).         Dal punto di vista clinico svolge il ruolo di dirigente di primo livello.</p><h5>RESPONSABILE DI STRUTTURA SANITARIA COMPLESSA</h5><p>Equivale, nell&#8217; ultima riforma sanitaria, al vecchio titolo di primario               di reparto o di dirigente di secondo livello.</p><h5>SOCIO DI ASSOCIAZIONI SCIENTIFICHE</h5><p>Data l&#8217; estrema abbondanza di queste ultime, si tratta di un titolo da         valutare con accortezza. In Italia solo la SICPRE, Società Italiana di         Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, richiede obbligatoriamente         il possesso del diploma di specialista in chirurgia plastica (e lo chiede         limitatamente alla qualifica di socio ordinario, mentre i soci aderenti         possono essere non specialisti), ed effettua un esame per l&#8217; ammissione.</p><h5>SPECIALISTA</h5><p>E&#8217; necessario che sia indicata la materia per la quale si è conseguita         la specialità. Perchè il titolo sia legalmente riconosciuto deve essere         conseguito in Italia o nella Comunità Europea. Il possesso del titolo         di specialista in chirurgia plastica estetica e ricostruttiva certifica         l&#8217; effettuazione di un training adeguato, ma non è obbligatorio nè per         esercitare la professione di chirurgo estetico, nè tantomeno per definirsi         tale.</p><h5>U.S.M.L.E.</h5><p><strong>United States Medical Licensure Examination</strong>. Se il vostro         medico vanta un curriculum con uno o più soggiorni negli Stati Uniti,         controllate che abbia conseguito almeno gli Step I e II di questo esame,         oltre all&#8217; ECFMG Standard Certificate. Si tratta dell&#8217; equivalente del         nostro esame di stato, senza il quale, in tutti gli Stati Uniti, non è         possibile trattare alcun paziente. In assenza di queste certificazioni         potete esser certi che il vostro medico ha svolto il suo soggiorno da         osservatore, il che non è, tutto sommato, un titolo di particolare prestigio.</p><h4>UNA NOTA FINALE</h4><p>Come è facile capire, il valore di un titolo professionale dipende               dalla chiarezza dei requisiti necessari per ottenerlo, nonchè dalla               loro selettività. Per questo motivo, le cariche in università e               ospedali pubblici sono state a lungo motivo di prestigio, proprio               perchè era chiaro a tutti il percorso culturale e professionale               necessario per ottenerle. Sfortunatamente, nell&#8217; ultimo periodo               sono state create molte cariche pubbliche ambigue, e l&#8217; unico mezzo               efficace rimasto per la valutazione di un curriculum è quello di               esercitare un notevole spirito critico. Chiedete sempre di conoscere               il curriculum del vostro medico, e non abbiate timore di discuterlo               assieme a lui. Quando firmate il vostro consenso all&#8217; intervento               (cosiddetto consenso informato), state dichiarando di aver ricevuto               tutti i chiarimenti che desideravate sull&#8217; intervento che state               per subire, ed autorizzate il vostro medico ad eseguirlo: perchè               siate correttamente informati è necessario aver avuto modo di discutere               anche il curriculum del chirurgo di cui dichiarate di aver piena               fiducia.</p><h5><img
src="http://www.xthetic.com/pic/small_blue_book.gif" border="0" alt="_" width="33" height="23" /> <a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_2.htm">Leggi la seconda parte della Guida &gt;&gt;&gt;</a></h5><p><img
src="http://www.xthetic.com/pic/hndarrw01c.gif" border="0" alt="_" width="33" height="14" /> <a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_intro.htm">Torna all&#8217; introduzione</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/guida_1.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Guida alla scelta del chirurgo estetico [Seconda parte: La pubblicità]</title><link>http://www.xthetic.com/guida_2.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/guida_2.htm#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 May 2009 14:59:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[chirurghi estetici]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=744</guid> <description><![CDATA[La pubblicità commerciale in campo sanitario viene spesso vista come fuori luogo, impropria e, perchè no, un po&#8217; ciarlatanesca. Anche se non ci si meraviglia più di tanto per le raccolte televisive di fondi per la ricerca medica, che di fatto finanziano anche istituzioni private in aperta competizione di mercato, lo stesso codice deontologico dell&#8217; [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La pubblicità commerciale in campo sanitario viene spesso vista come         fuori luogo, impropria e, perchè no, un po&#8217; ciarlatanesca. Anche se non         ci si meraviglia più di tanto per le raccolte televisive di fondi per         la ricerca medica, che di fatto finanziano anche istituzioni private in         aperta competizione di mercato, lo stesso codice deontologico dell&#8217; Ordine         dei Medici italiano tratta la pubblicità dei singoli iscritti in maniera         estremamente restrittiva. Poichè la chirurgia estetica è un settore estremamente         commercializzato della medicina e ad altissima competizione interna, il         ricorso alla pubblicità, in tutte le sue possibili forme, è sempre stato         assolutamente indispensabile, anche se, per i motivi esposti, praticato         in maniera molto poco chiara ed aperta.</p><h4>Chi fa pubblicità</h4><p>In un modo o in un altro, tutti i chirurghi estetici, e in generale tutti         i medici, fanno pubblicità. I mezzi utilizzati sono diversi, e variano         dai più evidenti (manifesti, opuscoli, radio) a quelli francamente subdoli         (partecipazione come esperto a trasmissioni televisive, articoli redazionali         su riviste specializzate). La pubblicità sanitaria ha una sua storia,         e tra i mezzi più antichi vanno sicuramente ricordate le Pagine Gialle         e le targhe all&#8217; ingresso dello studio (diventate, ad un certo momento,         vere insegne luminose e subito vietate dall&#8217; Ordine dei Medici&#8230;). In         numerosi stati stranieri, la pubblicità sanitaria è consentita liberamente,         ed i medici fanno un vero e proprio preventivo di spesa, valutando il         ritorno di ogni investimento. In Italia la situazione è leggermente diversa,         e molti dei metodi usati hanno un costo imprecisabile, perchè spesso dipendenti         dalle amicizie proprie del chirurgo (vedi partecipazioni a trasmissioni         televisive). Anche se la cosa potrà sorprendere, molti chirurghi estetici         italiani ormai hanno un responsabile delle pubbliche relazioni, che in         genere organizza feste e convegni dove, in modo più o meno aperto, il         chirurgo verrà presentato ai possibili pazienti.</p><h4>Come si fa pubblicità in chirurgia estetica</h4><p>I modi per far pubblicità nel nostro settore sono infiniti, ed in continua         evoluzione. Per i motivi appena esposti, tuttavia, nessuno di questi sistemi         è veramente diretto, ed in generale il tentativo è quello di lanciare         un messaggio ambiguo, in cui non sia del tutto evidente che lo scopo del         chirurgo è quello di farsi conoscere e trovare nuovi pazienti. Di seguito         trovate un elenco, che spazia dai metodi semplici a quelli complessi,         da quelli più diretti a quelli forse troppo ambigui: ve lo forniamo come         guida, perchè possiate valutare voi stessi i messaggi che ricevete.</p><h6>Pagine gialle</h6><p>Tecnica che ha avuto un grande passato, ma che è ormai in grave declino.         Molti chirurghi acquistavano spazi sugli elenchi di tutta Italia, anche         se in genere il loro studio era solo a Milano o a Roma. Inizialmente completamente         priva di controlli, la pubblicazione degli annunci è stata parzialmente         moralizzata dopo una severa protesta della Società Italiana di Chirurgia         Plastica, che fece notare come molti di quelli che dichiaravano di possedere         la specializzazione in chirurgia plastica di fatto non l&#8217; avessero mai         conseguita.</p><h6>Manifesti e volantini</h6><p>Mai direttamente utilizzati a nome del chirurgo, in genere reclamizzano         centri medici di nuova istituzione. Molto utilizzati per la pubblicizzazione         di nuove apparecchiature (laser, endermologia), hanno un ritorno piuttosto         basso ed espongono al rischio di compromettere la propria immagine. Non         molto ben visti, nè dal medico, nè dai pazienti.</p><h6>Radio</h6><p>Sostanzialmente analogo al caso dei manifesti e dei volantini, non viene         praticamente mai usato direttamente dai chirurghi. Sorprendentemente,         si tratta di uno dei metodi più utilizzati negli Stati Uniti, dove la         stessa Società Americana di Chirurgia Plastica lo descrive ai propri iscritti         come uno dei sistemi con il miglior costo per contatto.</p><h6>Articoli su riviste e giornali</h6><p>Se comprate riviste specializzate nel fitness e nell&#8217; estetica, vi sarete         sicuramente imbattuti nell&#8217; intervista all&#8217; esperto di turno. In genere,         gli articoli in questione sono una forma di pubblicità redazionale, ed         assai spesso vengono pagati direttamente dal chirurgo che vi compare (che         in altri casi è più semplicemente amico del o della giornalista).         Si tratta di una forma di pubblicità occulta particolarmente insidiosa         e sgradevole, ma non per questo poco diffusa.</p><h6>Televisione</h6><p>A rischio di innescare una sgradevole polemica, è importante sottolineare         che praticamente nessuno degli esperti che compaiono in televisione sarebbe         lì se non conoscesse il giornalista che lo ha invitato. Le apparizioni         in televisione sono veramente molto richieste tra i chirurghi estetici         perchè hanno un ritorno molto alto e, se ottenute per amicizia, non costano         praticamente nulla. Inoltre, essendo il chirurgo invitato come esperto,         il messaggio è ambiguo, nel senso che non appare come pubblicità, e neanche         gli Ordini dei Medici possono opporsi a quella che compare come una consulenza         scientifica. Detto questo, se un chirurgo che vedete in televisione vi         sembra affidabile, unitevi pure alla schiera di quelli che al termine         della trasmissione chiamano per avere il numero di telefono del suo studio&#8230;</p><h6>Eventi mondani</h6><p>Li sfruttano tutti i chirurghi che hanno un proprio responsabile delle         pubbliche relazioni (e molti di quelli che non lo hanno ancora). In genere         questa stessa persona si occupa dei lanci sulle riviste di voci e pettegolezzi,         e costruisce amabili storie su relazioni con attricette o separazioni         improvvise. A quanto pare un metodo estremamente efficace, se si trova         il PR con l&#8217; indirizzario giusto.</p><h6>Internet</h6><p>E&#8217; ovviamente l&#8217; ultima frontiera. Offre il costo per contatto più basso.         Offre anche il grado di interattività più alto, e consente praticamente         un contatto diretto con i pazienti. E&#8217; una tecnica troppo giovane per         darne una valutazione, ma va fatto notare come la maggior parte dei chirurghi         intenda ancora il proprio sito come un cartellone pubblicitario statico,         immutabile nel tempo e privo di un significativo contenuto di informazione.         Il costo di gestione di un sito internet veramente ben fatto ed aggiornato,         inoltre, sta salendo al punto da non rappresentare un investimento conveniente         per il singolo chirurgo. Molti siti cominciano a mostrare la loro età,         ed è ancora impossibile stabilire se e quando questo mezzo di comunicazione         si trasformerà in una nuova forma di televisione (dove i chirurghi         estetici faranno nuovamente a gara per comparire come esperti&#8230;), oppure         in un sistema in grado di fornire servizi avanzati ai potenziali pazienti.</p><h4>Valutare la pubblicità</h4><p>Stabilito che la pubblicità in chirurgia estetica è inevitabile, è importante         essere in grado di riconoscerla come tale. Non commettete l&#8217; errore di         riconoscere autorevolezza ad una dichiarazione solo perchè proviene da         Internet o dalla televisione. Prima di convincervi che una nuova tecnica         è realmente rivoluzionaria ed unica, controllate se esiste una bibliografia         scientifica che ne documenti i risultati: se avete bisogno di un aiuto         per farlo, leggete il nostro articolo sulla realizzazione di una <a
href="http://www.xthetic.com/bibliografia.htm">bibliografia</a>,         dove troverete tutte le istruzioni.</p><p>In ultimo, se potete, non credete alla fandonia del chirurgo estetico         che è anche un artista. Seguire lo standard corretto della pratica medica         non consente la fantasia dell&#8217; artista, ed il compito vero del chirurgo         estetico è quello di riprodurre fedelmente forme e proporzioni secondo         il comune criterio del bello o, almeno, del normale. Farsi passare per         artista significa, in realtà, non aver pienamente compreso che la chirurgia         estetica ha una sua base scientifica, alla quale è necessario attenersi         strettamente, per la sicurezza dei risultati e, soprattutto, dei pazienti.</p><h5><img
src="http://www.xthetic.com/pic/small_blue_book.gif" border="0" alt="_" width="33" height="23" /> <a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_3.htm">Leggi la terza parte della Guida &gt;&gt;&gt;</a></h5><p><img
src="http://www.xthetic.com/pic/hndarrw01c.gif" border="0" alt="_" width="33" height="14" /> <a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_intro.htm">Torna all&#8217; introduzione</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/guida_2.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Guida alla scelta del chirurgo estetico [Terza parte: La valutazione finale]</title><link>http://www.xthetic.com/guida_3.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/guida_3.htm#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 May 2009 15:01:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[chirurghi estetici]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=746</guid> <description><![CDATA[Una volta completata la vostra &#8220;indagine di mercato&#8221;, e dopo aver selezionato un certo numero di chirurghi che possono fare al vostro caso, è necessario essere in grado di valutare, oltre alla loro competenza, anche la loro organizzazione di assistenza: studio, casa di cura, reperibilità, collaboratori. Aspetti logistici Lo studio di un chirurgo estetico può [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una volta completata la vostra &#8220;indagine di mercato&#8221;, e dopo         aver selezionato un certo numero di chirurghi che possono fare al vostro         caso, è necessario essere in grado di valutare, oltre alla loro competenza,         anche la loro organizzazione di assistenza: studio, casa di cura, reperibilità,         collaboratori.</p><h4>Aspetti logistici</h4><p>Lo <strong>studio</strong> di un chirurgo estetico può far parte di un         ambulatorio polispecialistico o essere una struttura indipendente e di         proprietà del medico, spesso anche dotata di sale operatorie. Alcuni pazienti         si lasciano impressionare positivamente da una sala d&#8217; attesa molto affollata,         altri da un prestigioso arredo antico, altri ancora da macchinari dall&#8217;         aspetto ipertecnologico. L&#8217; unica cosa veramente importante, tuttavia,         è assicurarsi che nello studio vengano condotte solo le procedure per         cui si è attrezzati ed autorizzati. Ricordate sempre, inoltre, che un         intervento chirurgico effettuato in uno studio medico, ovviamente dotato         di sale operatorie, dovrebbe costarvi leggermente meno rispetto a quello         effettuato in una casa di cura per una serie di motivi che includono le         spese fisse e l&#8217; economia di gestione. In ultimo, se proprio volete essere         perfezionisti, chiedete al chirurgo come è organizzato per il trattamento         di un eventuale emergenza che richieda il ricovero e/o trattamenti intensivi.         Si tratta di evenienze di rarità estrema, ma è bene che chi avete di fronte         le abbia considerate professionalmente e sappia darvi una risposta concreta.</p><p>Per quanto riguarda la <strong>casa di cura</strong>, valgono molte delle         considerazioni appena fatte. Sapere che nella casa di cura dove sarete         operati si effettuano interventi che richiedono terapia intensiva, per         esempio, è già una buona garanzia di sicurezza. E&#8217; perfettamente legittimo         che vi informiate di aspetti apparentemente banali come il parcheggio,         i costi della sala operatoria, e, se sarete ricoverati, della camera di         degenza. Nei casi migliori, aspettatevi di disporre di una camera per         voi ed un accompagnatore, con un vitto di buona qualità (interessante         più per l&#8217; accompagnatore che per voi, in genere&#8230;). Fate attenzione         se vi si propone il ricovero in una <strong>casa di cura convenzionata</strong>,         con la proposta di porre le spese di sala operatoria e degenza a carico         del Sistema Sanitario Nazionale. Poichè il SSN non prevede la copertura         per interventi di chirurgia estetica, si tratta in genere di un ricovero         con diagnosi falsa, o quantomeno equivoca (es. lipodistrofia per giustificare         una liposuzione, o deviazione del setto nasale per giustificare una rinoplastica         estetica). Il ricovero convenzionato è ovviamente possibile nel caso di         problemi come la revisione delle cicatrici o, al limite, della correzione         delle orecchie a sventola (se le si considera &#8220;malformazioni&#8221;);         in tutte le altre circostanze vi espone a seri problemi nel caso vogliate         far valere i vostri diritti in sede legale: dai vostri atti clinici risulterebbe         un intervento di chirurgia ricostruttiva e non di chirurgia estetica,         con tutto quello che consegue nella valutazione dei risultati da parte         di un perito.</p><h4>Durante la visita</h4><p>Informarsi sulla <strong>reperibilità del chirurgo</strong> e sui suoi         collaboratori è una parte importante del vostro colloquio durante la prima         visita. In questa circostanza, inoltre, assicuratevi almeno dei seguenti         punti:</p><ul><li>Il chirurgo dovrà rispondere a tutte le vostre domande, in un         linguaggio che sia per voi pienamente comprensibile</li><li>Dovrà informarsi delle vostre motivazioni all&#8217; intervento e delle         vostre attese, discutendole in rapporto alle tecniche che vi proporrà</li><li>Dovrà offrirvi varie alternative (inclusa la possibilità         di non sottoporvi ad un intervento che non vi convince appieno), e non         fare pressione perchè ne scegliate una in particolare</li><li>Dovrà dare risposta a tutte le domande sul suo curriculum, sulla         sua esperienza con l&#8217; intervento che vi interessa, sui costi e sulle modalità         di pagamento</li><li>Dovrà esporvi in maniera completa ed esauriente, riportandoli         per iscritto nel consenso all&#8217; intervento che dovrete firmare, tutti i         rischi, anche remoti, collegati all&#8217; intervento che desiderate, e tutte         le terapie che potrebbero essere richieste in conseguenza del loro verificarsi</li><li>Se vi vengono mostrate elaborazioni fotografiche computerizzate, dovrà         essere chiaro che si tratta di approssimazioni e non di una garanzia del         risultato ottenibile</li><li>Al momento di riprendere le vostre foto preoperatorie dovrà esserne         chiaro l&#8217; uso e l&#8217; archiviazione. Poichè le foto hanno valore legale,         non potete rifiutarvi di effettuarle (nè sarebbe nel vostro interesse).         Potete invece rifiutare l&#8217; autorizzazione all&#8217; uso scientifico (significa         impedire che le vostre foto possano essere mostrate a congressi o lezioni,         oppure pubblicate su riviste specializzate) e/o divulgativo (significa,         e ve lo consigliamo, impedire che il chirurgo possa mostrare il risultato         del vostro intervento ad altri pazienti o pubblicarlo su riviste non specializzate         o, ancora, porlo come illustrazione su un sito web di carattere, appunto,         divulgativo di massa). Chiedete anche dove saranno archiviate le vostre         foto, e chi ne è il responsabile.</li></ul><h4>Un consiglio finale</h4><p>Se avete letto l&#8217; intera guida, siete più che in grado di effettuare         una scelta informata e consapevole. Oltre ai nostri auguri per un intervento         che sicuramente migliorerà la qualità della vostra vita,         accettate una raccomandazione finale: <em>scartate qualsiasi chirurgo non         vi sottolinei che le decisioni le dovete prendere voi e che vi forzi,         in una direzione o in un&#8217;altra, già nel corso della prima visita.</em></p><p><img
src="http://www.xthetic.com/pic/hndarrw01c.gif" border="0" alt="_" width="33" height="14" /> <a
href="http://www.xthetic.com/guida/guida_intro.htm">Torna all&#8217; introduzione</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/guida_3.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Come nascondere i segni di un intervento</title><link>http://www.xthetic.com/makeup.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/makeup.htm#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 May 2009 15:04:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=748</guid> <description><![CDATA[La maggior parte delle persone, subito dopo un intervento di chirurgia estetica, è ansiosa di riprendere le proprie attività ma desidera che non siano visibili segni che riconducano all&#8217; intervento subito. L&#8217; uso appropriato del makeup può aiutare ad accorciare notevolmente il periodo in cui si è costretti a limitare le proprie attività sociali, nascondendo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte delle persone, subito dopo un intervento di chirurgia         estetica, è ansiosa di riprendere le proprie attività ma         desidera che non siano visibili segni che riconducano all&#8217; intervento         subito. L&#8217; uso appropriato del <strong>makeup</strong> può aiutare         ad accorciare notevolmente il periodo in cui si è costretti a limitare         le proprie attività sociali, nascondendo efficacemente <strong>lividi</strong>, <strong>gonfiore</strong> residuo e <strong>cicatrici</strong> ancora         arrossate.</p><h4>Quando cominciare</h4><p>E&#8217; sempre preferibile chiedere al proprio chirurgo, ma, in linea generale,         è possibile cominciare a nascondere lividi e gonfiore già         48 ore dopo la maggior parte degli interventi. Per applicare il makeup         direttamente sulle cicatrici bisognerà attendere la completa chiusura         della ferita e la rimozione dei punti di sutura, il che richiede normalmente         quattro o cinque giorni. Dopo una rinoplastica, si potrà utilizzare         cosmetici non appena rimosso il gessetto dal dorso del naso, mentre dopo         dermoabrasione, peeling medio-profondi e laser resurfacing è necessario         attendere la completa guarigione della pelle e la scomparsa delle crosticine         eventualmente formatesi.</p><h4>Quali cosmetici usare</h4><p>Sebbene esistano prodotti specifici, venduti in farmacia, per il camouflage         post chirurgico, non ci sono problemi nell&#8217; uso dei normali cosmetici,         inclusi, ovviamente, quelli già usati prima dell&#8217; intervento. Vanno         benissimo anche i prodotti in vendita nella grande distribuzione, il cui         costo è di molto inferiore rispetto a quello di marchi che investono         molto in pubblicità. E&#8217; importante, tuttavia, prendere alcuni accorgimenti:</p><ul><li>Usate solo prodotti ipoallergenici e privi di profumazione</li><li>Se intendete continuare ad usare i cosmetici che adoperavate prima dell&#8217;         intervento, si raccomanda di comprare delle nuove confezioni, non aperte         in precedenza</li><li>Usate solo applicatori nuovi, il più puliti possibile</li></ul><p>Indipendentemente dal prodotto che intendete utilizzare, si         raccomanda di dare la preferenza alle case che non testano i cosmetici         su animali. Purtroppo, questa pratica assolutamente non necessaria è         ancora diffusa, senza che ve ne sia un reale vantaggio per la qualità         e la sicurezza del prodotto finale.</p><h4>Come usarli</h4><p>I tipi di cosmetici da usare sono essenzialmente tre: un <strong>fondotinta</strong> per nascondere lividi ed incisioni chirurgiche, un <strong>correttore</strong> per le aree rossastre o giallastre, <strong>ombretto</strong> in due tonalità         per creare zone d&#8217; ombra e zone più luminose. Il <strong>fondotinta</strong> deve essere scelto di una tonalità vicina al colore della propria         pelle, ed essere leggermente più solido e cremoso di quello che         si userebbe normalmente. Va applicato sulla maggior parte del viso, evitando         le zone dove sono presenti rughe, anche piccole, perchè potrebbe         facilmente raccogliersi nei solchi evidenziandoli maggiormente. Per le         aree intorno agli occhi o sul labbro superiore è in genere preferibile         utilizzare un prodotto di colore analogo ma di consistenza minore. Il <strong>correttore</strong> più usato è uno stick di colore         verde, che va applicato sulle macchie rossastre prima di passare il fondotinta.         Il verde è complementare al rosso, e lo rende quasi invisibile.         Per le macchie tendenti al giallo è necessario usare uno stick         coprente color azzurro-violetto (lavanda). L&#8217; <strong>ombretto</strong> viene utilizzato per nascondere il gonfiore, soprattutto dopo interventi         come il lifting e la rinoplastica. Può essere applicato su tutto         il viso, ma il suo scopo principale è quello di creare aree di         luce e ombra contrastanti, in modo da evidenziare il profilo del volto.         E&#8217; necessario impiegare due diverse tonalità, una più chiara         del fondotinta ed una più scura. La tonalità chiara va applicata         sulle zone che si desidera evidenziare, dando l&#8217; impressione di una maggiore         sporgenza; la tonalità scura viene invece applicata sulle aree         che si desidera mostrare in secondo piano. E&#8217; molto importante che, durante         l&#8217; applicazione, non si creino zone di separazione netta tra le due tonalità,         ma che ci sia piuttosto una sfumatura di passaggio omogenea. Con la pratica         non è difficile utilizzare questa tecnica per dare l&#8217; impressione         di zigomi più alti e sporgenti, o di un naso più sottile.</p><h4>Rimuovere il makeup</h4><p>Poichè il makeup utilizzato per il camouflage post chirurgico è         più consistente di quello normale, si raccomanda di rimuoverlo         completamente e con cura ogni sera. Per la rimozione usate un latte detergente         e, a seguire, un tonico che non contenga alcol, applicandolo con un batuffolo         di cotone. Al termine trattate la pelle con una crema idratante per la         notte.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/makeup.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Autopalpazione del seno per le donne con protesi mammarie</title><link>http://www.xthetic.com/autopalpazione.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/autopalpazione.htm#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 May 2008 15:06:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Chirurgia Estetica Seno]]></category> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Mastoplastica Additiva]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[Autopalpazione]]></category> <category><![CDATA[Protesi mammarie]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=751</guid> <description><![CDATA[Tutte le donne, comprese ovviamente quelle che hanno protesi mammarie, devono periodicamente eseguire un autoesame del seno, in modo da evidenziare precocemente mutamenti e lesioni sospette. Poichè il rischio di tumori alla mammella, in base ai più recenti studi pubblicati, non è aumentato dalla presenza delle protesi, dopo una mastoplastica additiva la routine da seguire [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le donne, comprese ovviamente quelle che hanno protesi mammarie,         devono periodicamente eseguire un autoesame del seno, in modo da evidenziare         precocemente mutamenti e lesioni sospette. Poichè il rischio di         tumori alla mammella, in base ai più recenti studi pubblicati,         non è aumentato dalla presenza delle protesi, dopo una mastoplastica         additiva la routine da seguire è sostanzialmente identica a quella         normalmente consigliata per tutta la popolazione femminile. La presenza         delle protesi, che vengono sempre poste sotto la ghiandola, non deve intimorire         e non crea infatti alcun problema alla palpazione.</p><h4>Quando farla</h4><p>L&#8217; autopalpazione del seno deve essere eseguita ogni mese, ed il momento         migliore è normalmente due o tre giorni dopo il termine del ciclo         mestruale. Nel caso delle donne in menopausa è importante eseguire         l&#8217; autopalpazione ad intervalli regolari di un mese. Dedicate alla procedura         circa 15 minuti, effettuandola in una stanza tranquilla e ad una temperatura         confortevole.</p><h4>Come farla</h4><p>Potete palpare il seno sia stando distese che in piedi, con delle piccole         differenze tecniche. Indipendentemente dalla posizione, dovrete eseguire         tre tipi di movimento con i vostri polpastrelli: spirale o ad anelli (partendo         dall&#8217; esterno e giungendo fino al capezzolo), verticale (su e giù),         spingendo (verso l&#8217; interno e verso l&#8217; esterno). La pressione esercitata         non deve essere costante, ma variare di intensità, e le dita non         andrebbero mai sollevate durante la pressione, in modo da essere sicure         di non &#8220;saltare&#8221; nessuna area di ghiandola. Se preferite, potrete eseguire         l&#8217; autopalpazione durante una doccia e le dita umide scorreranno meglio         sulla pelle, evidenziando anche le più piccole irregolarità.         Un autoesame correttamente effettuato prevede un&#8217; ispezione visiva allo         specchio, ed una palpazione vera e propria.</p><h4>Ispezione allo specchio</h4><p>Ponetevi di fronte ad uno specchio, in una zona ben illuminata. Controllate         accuratamente ogni irregolarità di forma o posizione, in particolare         per quanto riguarda piccoli avvallamenti cutanei o alterazioni nella forma         dei capezzoli, così come notate l&#8217; eventuale presenza di aree gonfie         o arrossate. E&#8217; del tutto normale, nella maggior parte delle donne, che         una mammella sia leggermente più grande dell&#8217; altra. Ripetete i         controlli in ciascuna delle seguenti posizioni: braccia lungo il corpo,         braccia sopra la testa, braccia sui fianchi premendo con forza per contrarre         i muscoli pettorali, braccia sui fianchi e busto leggermente piegato in         avanti.</p><h4>Autopalpazione in posizione distesa</h4><ul><li>Ponetevi distese con un cuscino sotto la spalla destra e con la mano           destra dietro la testa;</li><li>Utilizzate la mano sinistra per palpare l&#8217; intera mammella destra           utilizzando la tecnica descritta precedentemente;</li><li>Spostate il cuscino e ripetete l&#8217; esame sulla mammella sinistra.</li></ul><h4>Autopalpazione in posizione eretta</h4><ul><li>Alzate il braccio destro sopra la testa;</li><li>Utilizzate la mano sinistra per palpare l&#8217; intera mammella destra           utilizzando la tecnica descritta precedentemente;</li><li>Ripetete l&#8217; esame a sinistra;</li><li>Assicuratevi di palpare anche la zona laterale, in prossimità           dell&#8217; ascella: quest&#8217; area contiene sia tessuto mammario che linfonodi.</li></ul><h4>Aree da esaminare con particolare cura</h4><p><img
class="f_right" style="margin-left: 0.76em;" src="http://www.xthetic.com/pic/breastcaquad.gif" alt="Quadranti della mammella" width="145" height="126" /></p><p>La mammella è convenzionalmente suddivisa in quadranti (vedi figura         a lato), ed i tumori si verificano con maggiore frequenza in alcuni di         essi. Poco meno della metà dei casi si verifica nel quadrante superiore         esterno, e per questo motivo si raccomanda di esaminarlo con particolare         attenzione.</p><p><small>(Illustrazione riprodotta da AMA, <a
href="http://www.ama-assn.org/" target="_blank">www.ama-assn.org</a>)</small></p><h4>Esame dell&#8217; areola e del capezzolo</h4><p>Circa un terzo dei tumori mammari si sviluppa posteriormente al complesso         areola-capezzolo. Oltre all&#8217; esame visivo ed alla palpazione, è         importante stringere il capezzolo tra le dita e spremerlo leggermente.         Una lieve secrezione giallognola è normale, mentre va segnalata         al medico la produzione di liquido ematico (rossastro) e denso. Se la         secrezione si verifica senza dover ricorrere alla spremitura, o se notate         macchie sul reggiseno, segnalate la cosa al vostro medico. La maggior         parte dei casi di secrezione sono dovuti ad una patologia benigna, chiamata         papilloma. Nelle donne al di sotto dei trenta anni meno del 10% dei casi         di secrezione sono dovuti a lesioni maligne.</p><h4>Esame dei linfonodi</h4><p>Stando in piedi, mettete la mano destra sul fianco ed usate la sinistra         per esaminare il cavo ascellare. Ripetete l&#8217; esame a sinistra. I linfonodi         sono normalmente piccoli noduli delle dimensione di un fagiolo. Occasionalmente         possono ingrandirsi per effetto di infezioni, o, assai più raramente,         per lesioni maligne. Segnalate ogni ingrandimento linfonodale al vostro         medico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/autopalpazione.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elaborazioni fotografiche: come usarle e come riconoscerle</title><link>http://www.xthetic.com/fotoelab.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/fotoelab.htm#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 May 2004 15:10:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=754</guid> <description><![CDATA[L&#8217; uso di elaborazioni fotografiche del risultato ottenibile con un intervento chirurgico è diventato estremamente comune in chirurgia estetica, e molti medici offrono questa possibilità ai pazienti, talvolta addirittura a distanza (inviando le foto tramite email). Come si fanno Disponendo di una fotocamera digitale, basta fotografare il paziente e trattare le foto con u n [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; uso di elaborazioni fotografiche del risultato ottenibile con un intervento         chirurgico è diventato estremamente comune in chirurgia estetica,         e molti medici offrono questa possibilità ai pazienti, talvolta         addirittura a distanza (inviando le foto tramite email).</p><h4>Come si fanno</h4><p>Disponendo di una fotocamera digitale, basta fotografare il paziente         e trattare le foto con u n apposito programma di modifica delle immagini.         Sebbene sia possibile ottenere risultati sufficienti con un programma         comune come Photoshop, esistono software specifici che trasformano l&#8217;         immagine in una struttura &#8220;liquida&#8221;, che può essere modificata         a piacimento. Le versioni più costose associano alla modifica la         funzione di archiviazione e dispongono di moduli specifici per ogni intervento,         con modelli preelaborati di nasi, labbra, mammelle, ecc., ed hanno un         prezzo di diverse migliaia di euro. In media, comunque, è possibile         trovare un programma sufficientemente completo per circa mille euro e         con molto meno è possibile comprare del software non professionale         che consente comunque di effettuare elaborazioni abbastanza realistiche.</p><h4>Possibilità e limiti</h4><p>Tutti i software disponibili, indipendentemente dal prezzo, hanno in comune         il fatto di funzionare ottimamente per la correzione dei profili e molto         meno bene per quel che riguarda le superfici in proiezione frontale. In         pratica, i risultati che si ottengono simulando una rinoplastica, un&#8217;         addominoplastica o una liposuzione sono molto più brillanti e realistici         di quelli ottenibili con una blefaroplastica, un lifting o una mastoplastica         additiva. Ovviamente, è compito del chirurgo presentare delle elaborazioni         di risultati realmente ottenibili: è molto facile modificare il         profilo di un naso in fotografia, ma è estremamente complesso farlo         nello stesso modo in cui lo si potrebbe realizzare con un intervento chirurgico.</p><h4>Come riconoscere un&#8217; elaborazione</h4><div
style="float: right;"><img
style="margin-left: 0.76em;" src="http://www.xthetic.com/pic/fakenose2_sm.jpg" border="0" alt="elaborazione rinoplastica" width="180" height="116" /></p><p
style="text-align: center; margin-bottom: 0.33em;"><small>Figura 1</small></p></div><p>Come è ovvio, in un&#8217; elaborazione l&#8217; immagine preoperatoria è         identica in tutti i particolari a quella postoperatoria, eccetto che per         le parti modificate [Fig.1]. In qualche caso, tuttavia, è possibile         che l&#8217; elaborazione sia fatta su un&#8217; immagine in posizione diversa rispetto         a quella preoperatoria, e questo può fornire la falsa sensazione         che si tratti di un risultato reale [Fig.2]. In qualche caso ancora, e         qui è purtroppo richiesta una notevole esperienza, l&#8217; elaborazione         propone dei risultati che non sarebbero ottenibili con un intervento chirurgico,         come è per la liposuzione simulata in Fig. 3, dove, oltre ad eliminare         gli accumuli adiposi sui fianchi, è stato ristretto il bacino e         ridotta leggermente la sporgenza ossea dei femori, cosa ovviamente non         realizzabile in pratica.</p><div
style="float: left;"><img
style="margin-right: 0.76em;" src="http://www.xthetic.com/pic/fakelipo2_sm.jpg" border="0" alt="elaborazione liposuzione" width="180" height="112" /></p><p
style="text-align: center;"><small>Figura 2</small></p><p><img
style="margin-right: 0.76em;" src="http://www.xthetic.com/pic/fakelipo1_sm.jpg" border="0" alt="elaborazione liposcultura" width="180" height="112" /></p><p
style="text-align: center; margin-bottom: 0.33em;"><small>Figura 3</small></p></div><h4>Altri trucchi con le foto</h4><p>L&#8217; efficacia di un trattamento può essere simulata anche con metodi         più diretti rispetto all&#8217; elaborazione grafica, ed è importante         che le immagini pre e post operatorie siano riprese nelle medesime condizioni.         Nella Fig. 4 è possibile notare come, confrontando una particolare         immagine preoperatoria (fronte corrugata ed occhi strizzati) con una postoperatoria         diversa (fronte rilassata), sia possibile simulare l&#8217; efficacia di un         trattamento delle rughe. Altri         punti da notare sono l&#8217; intensità della luce, spesso aumentata         nelle immagini postoperatorie quando si vuole nascondere le rughe, e la         costanza dell&#8217; inquadratura, che può essere leggermente modificata         nelle foto postoperatorie per dare la sensazione, ad esempio, di un naso         più corto.</p><h4>Divertirsi da soli</h4><div
style="float: right;"><img
style="margin-left: 0.76em;" src="http://www.xthetic.com/pic/botox_sm.jpg" border="0" alt="trattamento botox" width="242" height="103" /></p><p
style="text-align: center; margin-bottom: 0.33em;"><small>Figura 4</small></p></div><p>Come già detto, è possibile divertirsi con una &#8220;rinoplastica         virtuale&#8221; anche da soli e con poca spesa utilizzando i più         comuni programmi di fotoritocco. Magari il risultato non sarà riproducibile         chirurgicamente, ma di sicuro si avrà un&#8217; idea più precisa         delle infinite possibilità dei moderni programmi di grafica. Volendo         un programma dall&#8217; aspetto più professionale, è necessario         avere a disposizione almeno $1195 (prezzo aggiornato a settembre 2007) per l&#8217; acquisto di AlterImage, il più         diffuso software &#8220;a basso costo&#8221; per uso medico specialistico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/fotoelab.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il consenso informato: perchè è necessario</title><link>http://www.xthetic.com/consenso_informato.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/consenso_informato.htm#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 May 2004 15:12:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[Consenso informato]]></category> <category><![CDATA[Rischi della chirurgia estetica]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=756</guid> <description><![CDATA[Da diversi anni è pratica comune in medicina, e non solo in chirurgia estetica, che il medico richieda la firma di un documento comunemente conosciuto come &#8220;consenso informato&#8220;, il cui scopo principale è quello di attestare che il paziente è ben cosciente della scelta che sta effettuando, in particolare per quanto riguarda rischi e possibili [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da diversi anni è pratica comune in medicina, e non solo in chirurgia         estetica, che il medico richieda la firma di un documento comunemente         conosciuto come &#8220;<strong>consenso informato</strong>&#8220;, il cui         scopo principale è quello di attestare che il paziente è ben cosciente         della scelta che sta effettuando, in particolare per quanto riguarda rischi         e possibili benefici della procedura desiderata.</p><h4>A cosa serve il consenso informato</h4><p>Si tratta, in effetti, di un vero e proprio documento con valore legale, il         cui scopo è quello di tutelare tanto il chirurgo quanto il paziente da         errori o incomprensioni. Il chirurgo ha il dovere, durante le visite preoperatorie,         di fornire al paziente una serie di informazioni indispensabili per una         valutazione delle proposte di trattamento ed una scelta finale serena         e corretta: il consenso informato all&#8217; intervento non fa altro che elencare         le informazioni ricevute e certificare che queste sono effettivamente         state comprese, oltre che semplicemente fornite. Contestualmente, il consenso         informato viene generalmente utilizzato per la richiesta di una serie         di autorizzazioni, soprattutto relative ad eventuali procedure di emergenza         o specifici usi della documentazione clinica e fotografica.</p><h4>Le informazioni che deve contenere</h4><p>In base ai correnti standard di buona pratica clinica, il chirurgo ha         l&#8217; obbligo di fornire le seguenti informazioni:</p><ul><li> <strong>Tecniche disponibili</strong> per la soluzione del problema           posto dal paziente, con indicazione dei vantaggi e degli svantaggi di           ognuna (nel caso di procedure con finalità terapeutiche e non estetiche,           nella discussione deve essere anche inclusa la possibilità di           non sottoporsi ad intervento, e devono essere chiarite le conseguenze           derivanti da questa scelta);</li><li><strong>Alternative all&#8217; intervento chirurgico in esame</strong> (nel           caso della chirurgia estetica normalmente rappresentate dall&#8217; accetazione           della condizione esistente);</li><li> <strong>Descrizione dei rischi</strong> degli interventi chirurgici           in generale, ed esposizione dettagliata delle complicanze connesse specificamente           alla procedura desiderata dal paziente. La lista di queste deve essere           chiaramente riportata nel documento;</li><li> Oltre alla frequenza con cui si verificano le <strong>possibili complicanze</strong>,           è necessario dare indicazione delle terapie che si possono rendere necessarie           a seguito del verificarsi di queste, e, preferibilmente, chiarire come           saranno ripartite le eventuali maggiori spese da sostenere;</li><li> Descrizione del <strong>tipo di anestesia</strong> da impiegare durante           l&#8217; intervento, e discussione dei rischi connessi;</li><li> <strong>Spiegazione delle terapie e dei controlli clinici</strong> da eseguire dopo l&#8217; intervento, nonchè dei rischi connessi con l&#8217; abbandono           dei controlli clinici postoperatori;</li><li> Modalità di utilizzo ed archiviazione della <strong>documentazione           clinica e fotografica</strong>.</li></ul><h4>Le autorizzazioni normalmente richieste</h4><p>In genere è necessario che il chirurgo, per sicurezza propria e del paziente,         richieda anticipatamente le seguenti autorizzazioni:</p><ul><li> Autorizzazione ad eseguire l&#8217; intervento o la procedura in questione,             normalmente estesa ai propri collaboratori;</li><li> Autorizzazione alla eventuale conversione dell&#8217; anestesia locale             in anestesia generale, ove se ne creasse la necessità;</li><li> Autorizzazione ad effettuare tutte le terapie di emergenza che si             rendessero necessarie per la sicurezza del paziente durante l&#8217; intervento,             incluse le trasfusioni di sangue da donatore;</li><li> Autorizzazione alla ripresa ed archiviazione di immagini pre, intra           e postoperatorie del paziente (deve essere specificato l&#8217; uso che sarà           consentito farne).</li></ul><h4>Come devono essere fornite le informazioni</h4><p>Le informazioni devono essere fornite in linguaggio chiaro e pienamente comprensibile         al paziente, preferibilmente con l&#8217; ausilio di materiale illustrativo.         Se vengono mostrate foto di altri pazienti che hanno subito interventi         simili è necessario che sia chiaro che i risultati differiscono da paziente         a paziente, e, soprattutto, che il chirurgo abbia ricevuto l&#8217; autorizzazione         a mostrare le foto da parte dei pazienti i cui casi vengono utilizzati         per finalità divulgative. Quando si utilizzino elaborazioni grafiche computerizzate         deve essere specificato che il loro scopo è di facilitare la discussione         e la comprensione dei risultati di una specifica tecnica, ma che le elaborazioni         proposte non possono essere intese in nessun modo come un impegno all&#8217;         ottenimento di quell&#8217; esatto risultato.</p><h4>Quando firmare il consenso informato</h4><p>Al paziente deve essere lasciato tempo sufficiente per la valutazione         delle informazioni fornite: di conseguenza, il consenso informato non         dovrebbe essere firmato nel corso della prima visita, ma durante un secondo         incontro a distanza di 7-14 giorni dal primo. In questa occasione il chirurgo         potrà anche rispondere a tutte le domande eventualmente poste dal paziente         e relative ai dubbi sorti dopo la prima discussione. Se il consenso informato         viene firmato nei giorni precedenti all&#8217; intervento, questo potrà         ovviamente essere ritirato dal paziente fino all&#8217; ultimo momento. Per         questo motivo, se avete firmato il vostro consenso informato con anticipo,         il giorno del vostro intervento vi verrà richiesto di firmare un         modello di &#8216;conferma del consenso&#8217;, attestante che non abbiate cambiato         la vostra opinione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/consenso_informato.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Farmaci generici: cosa sono</title><link>http://www.xthetic.com/farmaci_generici.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/farmaci_generici.htm#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 May 2004 15:16:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=759</guid> <description><![CDATA[Gli interventi di chirurgia estetica richiedono normalmente la prescrizione e l&#8217; assunzione di pochi farmaci, praticamente limitati alle categorie degli antibiotici e degli antidolorifici/antiinfiammatorii. Questi farmaci, prescritti dallo specialista all&#8217; atto della dimissione e normalmente rimborsabili dal SSN, vengono acquistati direttamente dal paziente che, a partire dal 1 luglio 2001, troverà una modifica importante per [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gli interventi di chirurgia estetica richiedono normalmente la prescrizione         e l&#8217; assunzione di pochi farmaci, praticamente limitati alle categorie         degli antibiotici e degli antidolorifici/antiinfiammatorii. Questi farmaci,         prescritti dallo specialista all&#8217; atto della dimissione e normalmente         rimborsabili dal SSN, vengono acquistati direttamente dal paziente che,         a partire dal 1 luglio 2001, troverà una modifica importante per         quanto riguarda la possibilità di rimborso.</p><h4>Farmaci generici e rimborsabilità</h4><p>Per farmaco generico si intende un medicinale non coperto da brevetto,         avente uguale composizione in principi attivi, nonchè uguale forma         farmaceutica, via di somministrazione e modalità di rilascio rispetto         ad un analogo medicinale venduto sotto una denominazione commerciale specifica.         In pratica, i farmaci generici, venduti con il solo nome della molecola         attiva, sono in tutto identici ai farmaci venduti con nomi &#8220;di fantasia&#8221;         e gravati da spese pubblicitarie, ed hanno un costo ovviamente minore.         A partire dal 1 luglio 2001 il SSN rimborserà il costo dei medicinali         &#8220;fino a concorrenza del prezzo medio ponderato dei medicinali aventi         prezzo non superiore a quello massimo attribuito al generico&#8221;.</p><h4>Cosa significa in pratica</h4><p>Se non desiderate pagare per dei farmaci rimborsabili dal SSN, dal 1         luglio 2001 è necessario controllare che vi siano stati prescritti         dei farmaci a denominazione generica, indicante il principio attivo. Questi         farmaci, in tutto identici a quelli più costosi, sono gli unici         che verranno rimborsati per intero dal SSN. Se richiedete un farmaco più         costoso, spetterà a voi pagare la differenza rispetto al prezzo         medio di vendita del farmaco generico equivalente.</p><h4>Da tenere presente</h4><p>Il medico di base è comunque tenuto ad informare il paziente circa         la disponibilità di medicinali bioequivalenti alla specialità         prescritta dallo specialista ed interamente rimborsabili dal SSN (art.         85, comma 26 della legge 388 del 23/12/2000).</p><h4>Riferimenti legislativi</h4><p>Le informazioni riportate in questo articolo sono tratte dalla legge finanziaria         2001 (L. 23/12/2000 n.388, pubblicata nel SO alla GU n.302 del 29/12/2000),         art. 85 (&#8220;Riduzione dei ticket e disposizioni in materia di spesa         farmaceutica)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/farmaci_generici.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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