Le protesi mammarie: storia, vantaggi, difetti

Fin dall’ introduzione del primo modello di protesi mammaria in silicone (1964), i più svariati materiali di costruzione sono stati testati clinicamente, alla ricerca del prodotto ideale che fosse chimicamente inerte, non allergenico, non carcinogenico, resistente agli stress meccanici, impermeabile ai fluidi corporei, non irritante, producibile nelle forme desiderate ed infine sterilizzabile.
Protesi mammarie
Dopo circa quaranta anni di impiego, tutte le protesi mammarie sono ormai costituite da un guscio esterno in elastomero di silicone, mentre esistono diverse possibilità di scelta, almeno teoriche, per quanto riguarda il materiale di riempimento interno.
Questo articolo descrive sei diversi tipi di protesi, alcuni dei quali non più in uso, che rivestono, o hanno rivestito, un ruolo importante nella storia e nella pratica clinica della mastoplastica additiva. Come già detto, il guscio esterno è per tutte in elastomero di silicone, mentre le principali differenze sono a livello del materiale di riempimento, del rivestimento esterno del guscio o della sua struttura. Per ogni tipo di protesi viene presentata la storia, i vantaggi e gli svantaggi principali rilevati nell’ impiego clinico.

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Indice della guida

  1. Introduzione
  2. Protesi mammarie con gel di silicone
  3. Protesi mammarie con soluzione salina
  4. Protesi mammarie a doppio lume (gel di silicone e soluzione salina)
  5. Protesi mammarie con gel di silicone e rivestimento in poliuretano
  6. Protesi mammarie con polivinilpirrolidone (Hydrogel)
  7. Protesi mammarie con olio di soia

  • Antonella Ho subito nel 2004 una mastectomia bilaterale. Nel 2007 ho fatto la ricostruzione (prima con l'espansore) poi con la protesi definitiva. Avendo la pelle molto delicata ed essendo allergica agli antibiotici (solo ad alcuni - non a tutti) non ho fatto la ricostruzione dell'areola e del capezzolo.
    Vorrei chiederVi se qualcuno ha mai pensato (per persone come me e non credo che siano poche) a creare una CEROTTO con la forma dell'areaola e del capezzolo, di quelli che possono essere portati per una settimana o più, che non si staccano con l'acqua.
    Scusandomi in anticipo per questa mia, Vi prego di volermi rispondere.
    Grazie.
    Cordiali saluti.
    Antonella
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    Gentilissima Antonella,
    Non siamo a conoscenza di cerotti del tipo che descrive. Se non desidera un intervento di ricostruzione di areola e capezzolo, la più semplice soluzione alternativa potrebbe essere il tatuaggio dell' areola. Si tratta ovviamente di una ricostruzione parziale, perchè non crea un capezzolo, ma data la semplicità potrebbe forse essere una buona soluzione per il suo caso. Ovviamente, se dovesse cambiare idea dopo il tatuaggio dell' areola, l' intervento chirurgico per la creazione di un capezzolo sarà sempre possibile.
    Cordiali saluti,
    Lo Staff

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