Protesi mammarie in soluzione salina
Storia
Introdotte nel 1965 da Arion, le protesi in soluzione salina divennero molto popolari intorno al 1973 con il nome di Mammatech. Esistono soltanto due generazioni di questo tipo di protesi. La prima (1965 – 1984) è stata caratterizzata da un’ alta percentuale (fino al 20%) di protesi che andavano incontro a svuotamento per difetto della valvola di riempimento (valvola Heyer Schulte style 1800: le protesi in soluzione salina, a differenza di quelle in gel di silicone, vengono riempite al momento dell’ impianto). La seconda (dal 1984 ad oggi) è successiva all’ acquisto della Heyer Schulte da parte della Mentor Corporation ed alla modificazione del design della valvola di riempimento (da allora chiamata Mentor style 1600).
Vantaggi
Le protesi in soluzione salina sembrano associate ad una minore incidenza di contrattura capsulare e, poichè vengono riempite dopo l’ inserimento, possono essere impiantate attraverso incisioni leggermente più piccole.
Svantaggi
Anche i modelli più recenti hanno una percentuale di protesi che perdono volume pari al 4-8%. La durata delle protesi in soluzione salina sembra inferiore a quelle in gel di silicone. In molti casi è possibile avvertire al tatto il movimento della soluzione acquosa di riempimento e le pieghe del guscio: questo può obbligare all’ impianto sottomuscolare per garantire una migliore naturalezza del risultato.
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Indice della guida
- Introduzione
- Protesi mammarie con gel di silicone
- Protesi mammarie con soluzione salina
- Protesi mammarie a doppio lume (gel di silicone e soluzione salina)
- Protesi mammarie con gel di silicone e rivestimento in poliuretano
- Protesi mammarie con polivinilpirrolidone (Hydrogel)
- Protesi mammarie con olio di soia
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