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	<title>Xthetic &#187; Cicatrici</title>
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	<description>The Ethics in Aestetics</description>
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		<title>Mastoplastica additiva: Domande frequenti</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; vero che le protesi mammarie aumentano il rischio di cancro? Nonostante sia stato fatto molto clamore a proposito dell&#8217; argomento, studi effettuati in diversi paesi hanno mostrato con chiarezza che le protesi mammarie non aumentano il rischio di tumore della mammella. Come effetto secondario si è visto che, nel caso di tumore mammario, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>E&#8217; vero che le protesi mammarie aumentano il rischio di cancro?</h4>
<p>Nonostante sia stato fatto molto clamore a proposito dell&#8217; argomento, studi effettuati in diversi paesi hanno mostrato con chiarezza che le protesi mammarie non aumentano il rischio di tumore della mammella. Come effetto secondario si è visto che, nel caso di tumore mammario, le pazienti portatrici di protesi lo notano generalmente in una fase iniziale e più curabile, e questo probabilmente perchè sono sottoposte a controlli più frequenti rispetto alle altre donne.</p>
<h4>Quanto durano le protesi mammarie?</h4>
<p>Purtroppo non esistono dati certi sui limiti di durata delle protesi attualmente in uso. Considerati i dati sui modelli precedenti, è possibile supporre conservativamente una durata di circa 10-15 anni.</p>
<h4>Come sono fatte le protesi?</h4>
<p>Il tipo più comunemente usato in Europa è costituito da un involucro in silicone solido al cui interno si trova altro silicone in forma di gel. L&#8217; involucro può essere liscio o rugoso, e di forma circolare o a goccia.</p>
<h4>Esistono protesi senza silicone?</h4>
<p>L&#8217;involucro delle protesi è sempre realizzato in elastomero di silicone. Il materiale di riempimento può essere sostituito con altri, tra cui principalmente la soluzione salina.</p>
<h4>E&#8217; vero che andando in aereo le protesi possono scoppiare?</h4>
<p>Si tratta di un&#8217; autentica leggenda metropolitana, dura a morire. Le protesi mammarie possono resistere a forti traumi e manipolazioni, ed in ogni caso nessun aereo per uso civile sottopone i passeggeri a forti sbalzi di pressione.</p>
<h4>E&#8217; possibile fare immersioni subacque se si hanno protesi mammarie?</h4>
<p>Le immersioni subacque rappresentano sicuramente una sollecitazione severa per le protesi mammarie, in particolare alle alte profondità. Studi effettuati hanno tuttavia evidenziato l&#8217; assenza di rotture anche in protesi sottoposte ad immersioni profonde e subito dopo a voli aerei.</p>
<h4>Cosa è la contrattura capsulare?</h4>
<p>La contrattura capsulare è la formazione di una capsula connettivale intorno alla protesi impiantata, che tende ad indurirsi e, nei casi più gravi, a deformare l&#8217; aspetto esterno della mammella ed a causare dolore. La causa della contrattura capsulare è al momento non conosciuta con certezza, e la sua frequenza, nelle mani dei migliori chirurghi, oscilla intorno all&#8217; 4-14% delle pazienti. Nei casi più gravi richiede la rimozione della capsula e la sostituzione delle protesi.</p>
<h4>E&#8217; possibile l&#8217; allattamento dopo una mastoplastica additiva?</h4>
<p>Poichè le protesi vengono poste al di sotto della ghiandola mammaria (o ancora più profondamente, al di sotto del muscolo pettorale), non interferiscono con l&#8217; allattamento, che resta in genere possibile. Il rischio di non poter allattare al seno dopo una mastoplastica additiva è considerato pari al 5-6% nella maggior parte degli studi.</p>
<h4>E&#8217; preferibile avere le protesi al di sotto o al di sopra del muscolo         pettorale?</h4>
<p>Non esiste un posizionamento perfetto per tutte le paziente. In generale, donne magre e con mammelle piccole possono richiedere l&#8217; impianto sottomuscolare o Dual Plane. La scelta del posizionamento andrebbe discussa con il proprio chirurgo e fatta dopo aver valutato attentamente vantaggi e svantaggi di ciascun posizionamento.</p>
<h4>Quali cicatrici sono preferibili? E&#8217; vero che la cicatrice ascellare         è la migliore perchè meno visibile?</h4>
<p>Come per il posizionamento delle protesi, non esiste un&#8217; incisione chirurgica migliore in assoluto. La cicatrice ascellare è normalmente più nascosta, ma comporta alcune limitazioni di tecnica chirurgica e rischi specifici, come la malposizione delle protesi. La cicatrice sottomammaria è normalmente considerata la più versatile, mentre l&#8217; incisione periareolare comporta rischi maggiori per la possibilità di allattare al seno e per la sensibilità dei capezzoli. La scelta migliore è quella presa in accordo con il proprio chirurgo, dopo aver adeguatamente discusso i vantaggi e gli svantaggi di tutte le opzioni nel proprio caso specifico.</p>
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		<title>Lifting: Domande frequenti</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa è lo SMAS? Lo SMAS (letteralmente Sub Muscular Aponeurotic System) è posto profondamente rispetto allo strato superficiale rappresentato da cute e sottocute, ed è costituito dal sistema di muscoli e fasce muscolari del viso. Questo strato profondo viene teso in alcuni tipi di lifting (profondi o &#8220;deep plane&#8221;), con lo scopo di migliorare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Cosa è lo SMAS?</h4>
<p>Lo SMAS (letteralmente Sub Muscular Aponeurotic System) è posto profondamente rispetto allo strato superficiale rappresentato da cute e sottocute, ed è costituito dal sistema di muscoli e fasce muscolari del viso. Questo strato profondo viene teso in alcuni tipi di lifting (profondi o &#8220;deep plane&#8221;), con lo scopo di migliorare il risultato soprattutto nell&#8217; area inferiore delle guance ed a livello degli zigomi.</p>
<h4>Quanto dura un lifting?</h4>
<p>Dopo un lifting, il volto è ringiovanito ma i processi di invecchiamento non vengono arrestati. Molti pazienti non effettuano mai un secondo lifting, ritenendosi soddisfatti dei risultati raggiunti, mentre altri decidono di ripeterlo generalmente dopo un minimo di 7 ed un massimo di 15 anni.</p>
<h4>Un lifting profondo (con intervento sullo SMAS) dura più a lungo di uno superficiale?</h4>
<p>Sebbene sembri intuitivo che l&#8217; intervento sui piani profondi garantisce una miglior durata negli anni, non esistono pareri concordi, per cui il tipo di intervento va probabilmente selezionato sulla base delle indicazioni e dei risultati che si desidera ottenere più che per la durata.</p>
<h4>E&#8217; necessario il ricovero?</h4>
<p>Nella maggior parte dei casi il lifting richiede una notte di ricovero         e l&#8217; anestesia generale.</p>
<h4>Cosa è il minilifting?</h4>
<p>Con il termine di minilifting si intende in genere un intervento che rimuove soltanto piccole aree di cute, senza che vengano fatti estesi scollamenti. E&#8217; una procedura semplice, la cui efficacia è tuttavia spesso limitata dalla breve durata dei risultati ottenuti.</p>
<h4>Quanto tempo è necessario attendere per la ripresa delle attività?</h4>
<p>La maggior parte delle attività possono essere riprese entro tre settimane. Impegni sociali di una certa importanza andrebbero comunque programmati ad almeno due mesi dall&#8217; intervento.</p>
<h4>Le cicatrici del lifting sono visibili?</h4>
<p>La maggior parte delle cicatrici del lifting è molto sottile e difficile da notare. Nella zona dietro l&#8217; orecchio, dove viene esercitata la massima tensione, è possibile che la cicatrice sia piuttosto slargata, ma comunque ben nascosta. Ovviamente, le donne hanno in genere meno problemi degli uomini a coprire le zone di incisione con pettinature appropriate.</p>
<h4>E&#8217; possibile fare un lifting senza cicatrici?</h4>
<p>Sebbene in casi particolari, come nel nel lifting frontale endoscopico, le cicatrici siano piccolissime e nascoste nei capelli, al punto da essere praticamente invisibili, nella maggior parte dei casi è necessario asportare la cute in eccesso, cosa che può essere fatta soltanto al prezzo delle cicatrici.</p>
<h4>Quando è possibile riprendere ad usare il makeup?</h4>
<p>In genere, bastano due o tre giorni.</p>
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		<title>Domande frequenti &#8211; Quesiti generici</title>
		<link>http://www.xthetic.com/generali.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 13:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domande Frequenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Chirurghi Estetici]]></category>
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		<description><![CDATA[Potete indicarmi il miglior chirurgo nella mia città? Non è nè possibile nè tantomeno corretto indicare il &#8220;miglior chirurgo&#8221;, come purtroppo viene spesso chiesto. Il miglior medico è quello con cui si stabilisce il rapporto più chiaro ed onesto e, soprattutto, quello con cui è possibile comunicare facilmente e senza tensione. Si tratta di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Potete indicarmi il miglior chirurgo nella mia città?</h4>
<p>Non è nè possibile nè tantomeno corretto indicare il &#8220;miglior chirurgo&#8221;, come purtroppo viene spesso chiesto. Il miglior medico è quello con cui si stabilisce il rapporto più chiaro ed onesto e, soprattutto, quello con cui è possibile comunicare facilmente e senza tensione. Si tratta di una scelta complicata che spesso richiede più di un tentativo, ed è facile cedere alla tentazione di affidarsi completamente alle indicazioni o ai consigli di persone che riteniamo esperte (amici, medici di base, riviste, siti web). Il risultato di questo atteggiamento non è, in genere, dei migliori.</p>
<h4>E&#8217; possibile rimuovere completamente una cicatrice?</h4>
<p>Sfortunatamente no. Sebbene alcune tecniche, tra cui peeling e dermoabrasione, consentano di migliorare l&#8217; aspetto della maggior parte delle cicatrici, il danno a livello del derma è irreversibile. Molti degli interventi di chirurgia estetica appaiono come &#8220;senza cicatrici&#8221; perchè le incisioni vengono nascoste in posti come l&#8217; interno del naso o la parte posteriore dell&#8217; orecchio. Nessuna incisione chirurgica, comprese quelle effettuate con il laser, è al momento in grado di evitare la formazione di una cicatrice. Il compito specifico del chirurgo estetico è quello di ottenere la migliore posizione ed il migliore aspetto possibile, nonchè le più piccole dimensioni possibili per ogni cicatrice necessaria.</p>
<h4>Un intervento in anestesia generale è più rischioso di         uno in anestesia locale?</h4>
<p>Molti interventi possono essere effettuati sia in anestesia locale che in generale. La scelta pende in genere per l&#8217; anestesia locale, che comporta un costo ridotto ed una degenza più breve (spesso poche ore). Tuttavia, va tenuto presente che il rischio di una anestesia locale può essere più alto di quello di una generale, soprattutto se non ci si trova in ambienti perfettamente attrezzati per la gestione di una eventuale emergenza.</p>
<h4>Cosa è un &#8220;intervento di revisione&#8221;?</h4>
<p>In chirurgia estetica, nonostante il massimo degli sforzi, non è sempre possibile ottenere un risultato perfetto al primo tentativo. Alcuni interventi, come la rinoplastica, richiedono con una frequenza relativamente alta (3-4%) dei ritocchi da effettuare con un secondo intervento, definito, appunto, di revisione. Non si tratta di una complicanza vera e propria, ma è certamente una fastidiosa evenienza per il paziente, che dovrà ovviamente considerarla PRIMA di decidere di sottoporsi ad ogni intervento di chirurgia estetica.</p>
<h4>Cosa è il &#8220;consenso informato&#8221;?</h4>
<p>Molti pazienti, e purtroppo anche molti medici, considerano il consenso informato all&#8217; intervento come un documento cartaceo da firmare che comprova l&#8217; accettazione dei possibili rischi. Nella realtà, il termine consenso informato dovrebbe indicare l&#8217; intero processo di acquisizione delle informazioni da parte del paziente sotto la guida del medico, che si conclude con una scelta appunto &#8216;informata&#8217; e concordata tra medico e paziente. E&#8217; dovere del medico provare che sia stato seguito un percorso informativo corretto e completo, e questo normalmente richiede l&#8217; utilizzo di moduli da firmare: in teoria, tuttavia, il consenso non dovrebbe essere necessariamente scritto, essendo possibile acquisirlo in altra forma (verbale, ad esempio), possibilmente in presenza di testimoni.</p>
<h4>Posso fidarmi delle foto modificate al computer che mostrano come sarò         dopo l&#8217; intervento?</h4>
<p>Non c&#8217;è nessuna garanzia che le foto elaborate al computer mostrino un risultato effettivamente ottenibile. Per quanto la computer grafica sia indispensabile nel discutere con il paziente il risultato desiderato, spetta all&#8217; esperienza (e forse all&#8217; affidabilità&#8230;) del medico il compito di non proporre immagini che sarebbero non ottenibili chirurgicamente. Discutete a lungo con il vostro chirurgo, e sappiate che la maggior parte dei chirurghi vi farà, giustamente, firmare che avrete compreso che il risultato mostrato non è da considerarsi vincolante per l&#8217; esito reale dell&#8217; intervento a cui vi sottoporrete. In nessun caso scegliete un chirurgo solo sulla base dell&#8217; elaborazione computerizzata che vi propone.</p>
<h4>Posso chiedere al mio chirurgo di mostrarmi i risultati di interventi         precedenti e simili al mio?</h4>
<p>Molti pazienti chiedono di poter vedere i risultati di interventi effettuati su altre persone, prima di decidere. D&#8217; altra parte, diversi chirurghi mostrano veri e propri album fotografici con i risultati ottenuti su altri pazienti. La pratica è perfettamente normale, a condizione che i pazienti firmino una liberatoria che autorizzi l&#8217; uso delle loro foto per scopi promozionali. Nella maggior parte dei consensi informati è inclusa la richiesta di autorizzazione all&#8217; uso delle foto per scopi scientifici e divulgativi, il che probabilmente vi espone, anche nel caso non lo desideriate, a finire su questi album che possono essere mostrati in occasione della prima visita.</p>
<h4>E&#8217; indispensabile che siano fatte delle foto prima e dopo l&#8217; intervento?</h4>
<p>Per motivi legali è assolutamente indispensabile che siano fatte delle foto prima dell&#8217; intervento chirurgico, in modo da poter successivamente valutare il risultato e/o eventuali errori commessi dal chirurgo. E&#8217; anche perfettamente normale che siano effettuate delle foto postoperatorie, in modo da poter avere una prova legale del risultato ottenuto. Nessun chirurgo estetico vi opererà mai senza le foto preoperatorie, ma forse, firmando un apposito documento in cui ci si dichiara pienamente soddisfatti del risultato ottenuto, potreste, sempre che lo vogliate, evitare le foto postoperatorie.</p>
<h4>Posso chiedere un permesso per malattia, nel caso di un intervento di         chirurgia estetica?</h4>
<p>La maggior parte dei datori di lavoro riconosce un periodo di malattia e/o convalescenza, dietro presentazione di un certificato del vostro chirurgo o del vostro medico curante.</p>
<h4>Le spese sostenute per visite ed interventi di chirurgia estetica sono         detraibili dalla mia denuncia dei redditi?</h4>
<p>Le spese sostenute per interventi di chirurgia estetica non sono detraibili dalla propria denuncia dei redditi. Essendo spese mediche, tuttavia, le relative fatture sono esenti dall&#8217; IVA.</p>
<h4>I farmaci che mi verranno prescitti possono essere a carico del SSN?</h4>
<p>Si tratta nella quasi totalità dei casi di antibiotici ed antiinfiammatori che, per quanto di costo ridotto, possono essere prescritti dal vostro medico curante ed acquistati pagando solo il relativo ticket.</p>
<h4>Devo pagare prima o dopo l&#8217;intervento?</h4>
<p>In diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti, è pratica comune chiedere al paziente il pagamento anticipato delle prestazioni di chirurgia estetica. In Italia la quasi totalità dei chirurghi accetta il pagamento dopo l&#8217; intervento, con la possibile eccezione del costo di protesi o altro materiale specifico per cui è talvolta richiesto di versare un anticipo.</p>
<h4>Sono obbligato a tornare alle visite di controllo, anche a distanza di         anni?</h4>
<p>Un buon chirurgo estetico vi seguirà per diversi anni dopo l&#8217; intervento, sia pure ad intervalli di tempo sempre più ampi. Il controllo a distanza fa parte dei suoi doveri professionali, ed egli è legalmente tenuto a poter dimostrare, nel caso voi non torniate a visita, che siete stati adeguatamente avvisati ed informati degli eventuali rischi che correvate nel caso di mancata presentazione alle date stabilite. Indipendentemente da questo, è ovviamente nel vostro interesse ottenere tutte le visite di controllo necessarie.</p>
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		<title>Le cicatrici della mastoplastica additiva</title>
		<link>http://www.xthetic.com/cicatrici_mastoplastica.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 12:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ingrandire il seno con delle protesi mammarie prevede l&#8217; effettuazione di incisioni chirurgiche che, per quanto modeste, lasciano delle piccole cicatrici permanenti. La lunghezza di queste incisioni è praticamente sempre compresa tra 3 e 5 centimetri, ma la loro sede può variare molto, in base alle necessità tecniche, ai desideri della paziente ed anche alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ingrandire il seno con delle protesi mammarie prevede l&#8217; effettuazione di incisioni chirurgiche che, per quanto modeste, lasciano delle piccole cicatrici permanenti. La lunghezza di queste incisioni è praticamente sempre compresa tra 3 e 5 centimetri, ma la loro sede può variare molto, in base alle necessità tecniche, ai desideri della paziente ed anche alle preferenze del chirurgo.</p>
<h4>Tipi di incisione</h4>
<div style="float: right; width: 200px;"><img style="margin-left: 0.76em;" src="http://www.xthetic.com/pic/cicatrici_seno3.jpg" alt="Incisioni nella mastoplastica additiva" width="175" height="203" /></p>
<p style="text-align: justify; margin-left: 0.76em;"><small>Figura 1: Le principali incisioni nella mastoplastica additiva</small></p>
</div>
<p>Le incisioni per la <strong>mastoplastica additiva</strong> possono essere collocate nel solco sottomammario, al bordo dell&#8217; areola (incisione periareolare), all&#8217; interno dell&#8217; areola (incisione transareolare), nel cavo ascellare o all&#8217; interno dell&#8217; ombelico. Ciascuna incisione presenta vantaggi e svantaggi specifici, e non esiste una singola via di accesso che possa essere impiegata per tutte le pazienti.</p>
<h4>Incisione sottomammaria</h4>
<p>Utilizzata sin dal 1964, l&#8217; <strong>incisione sottommaria</strong> è la più classica tra le possibili alternative: è anche la più conosciuta, e forse per questo motivo molte donne sono portate istintivamente ad escluderla. Tuttavia, l&#8217; incisione sottomammaria consente una visualizzazione completa dei piani sottoghiandolari e sottomuscolari, un posizionamento accurato delle protesi anatomiche ed è probabilmente l&#8217; unica impiegabile se si programma un impianto &#8220;dual plane&#8221;. E&#8217; anche la via di accesso preferita nella maggior parte dei casi di revisione di una precedente mastoplastica additiva. Può essere utilizzata sia per la mastoplastica additiva sottoghiandolare che per la mastoplastica sottomuscolare.</p>
<h4>Incisione periareolare</h4>
<p>Descritta nel 1972, l&#8217; <strong>incisione periareolare</strong> viene collocata al bordo della metà inferiore dell&#8217; areola (periareolare classica) oppure al bordo della metà interna (periareolare mediale); più rara è la versione periareolare superiore, posta al bordo della metà superiore dell&#8217; areola. I suoi vantaggi risiedono nella facilità di allestimento della tasca per la protesi, nella possibilità di abbassare il livello del solco sottomammario secondo necessità, nell&#8217; ottimo controllo dell&#8217; emostasi e, in misura minore, nel fatto che la cicatrice finale è ben camuffata nel punto di passaggio tra areola e pelle più chiara. Gli svantaggi consistono nella limitata lunghezza dell&#8217; incisione ottenibile in donne con areole piccole (meno di 3 cm. di diametro), nella potenziale interferenza con la sensibilità del capezzolo, nella interruzione dei dotti galattofori e/o nella dissezione all&#8217; interno della ghiandola mammaria con conseguente rischio di contaminazione batterica della protesi (a cui fa seguito un maggior rischio di contrattura capsulare). Proposta inizialmente come via per impianti esclusivamente sottoghiandolari, dal 1981 ne è stato descritto l&#8217; utilizzo anche per l&#8217; ingrandimento sottomuscolare.</p>
<h4>Incisione transareolare</h4>
<p>Descritta da Pitanguy nel 1978, è una semplice incisione orizzontale che attraversa completamente l&#8217; areola, dividendo il capezzolo. Produce una cicatrice meno visibile rispetto alla variante periareolare, ma è poco impiegata per la ridotta lunghezza dell&#8217; incisione ottenibile e per i potenziali problemi legati alla divisione del capezzolo e dei dotti galattofori. Nel 1990 ne è stata proposta una variante a &#8220;tripla V&#8221; che, pur eliminando parte di questi problemi, non ha trovato ampia diffusione.</p>
<h4>Incisione ascellare</h4>
<p>Ben nascosta nel cavo ascellare, lontano dal seno, questa incisione proposta per la prima volta nel 1973 è da allora ai primi posti nelle preferenze delle pazienti, nonostante una serie di limitazioni che la rendono consigliabile solo in casi piuttosto selezionati. La <strong>mastoplastica per via ascellare</strong> prevede normalmente il posizionamento della protesi in posizione sottomuscolare, ed espone la paziente ad un rischio leggermente aumentato di ematomi o posizionamento errato delle protesi, in conseguenza della limitata visibilità nell&#8217; allestimento della tasca per l&#8217; impianto. L&#8217; utilizzo di tecniche endoscopiche ne ha grandemente aumentato l&#8217; affidabilità, anche se resta sconsigliato l&#8217; impiego di protesi anatomiche, non posizionabili correttamente con questa tecnica. La mastoplastica per via ascellare è invece la prima scelta per donne con seno piccolo e solco sottomammario non ben definito. Nel caso si renda necessaria la revisione di una mastoplastica additiva eseguita per via ascellare bisognerà impiegare una via di accesso diversa, aggiungendo quindi una nuova cicatrice.</p>
<h4>Incisione periombelicale</h4>
<p>La cosiddetta <acronym>TUBA</acronym> (<strong>TransUmbilical Breast Augmentation</strong>) è stata descritta recentemente, nel 1993, ed è ancora molto discussa e poco utilizzata nonostante alcuni potenziali ed interessanti vantaggi. La tecnica prevede l&#8217; inserimento di protesi gonfiabili in soluzione salina attraverso una piccola incisione posta all&#8217; interno dell&#8217; ombelico, assolutamente non visibile. Viene utilizzata principalmente per l&#8217; ingrandimento sottomuscolare, anche se non mancano descrizioni di impianti sottoghiandolari. Poichè l&#8217; incisione è molto distante dal seno, il rischio di danneggiamento della protesi durante l&#8217; inserimento è tale che le maggiori case produttrici non forniscono alcuna garanzia di durata se è stata utilizzata questa via di accesso. Nel caso sia necessaria la revisione di una mastoplastica additiva effettuata per questa via, infine, bisognerà sempre utilizzare una diversa incisione, aggiungendo una nuova cicatrice.</p>
<h4>Riferimenti bibliografici</h4>
<p>Cronin TD, Gerow FJ <em>Augmentation mammaplasty: A new &#8220;natural feel&#8221; prosthesis.</em> In: Transactions of the Third International Congress of Plastic and Reconstructive Surgery. Amsterdam, Excerpta Medica, 1964</p>
<p>Jenny H <em>The areolar approach to augmentation mammaplasty.</em> Int J Aesthetic Plast Surg 1972-F, 1972</p>
<p>Pitanguy I <em>Transareolar incision for augmentation mammaplasty.</em> Plast Reconstr Surg 51:641, 1973</p>
<p>Hoehler H <em>Breast Augmentation: The axillary approach.</em> Br J Plast Surg 26:373, 1973</p>
<p>Johnson GW, Christ JE <em>The endoscopic breast augmentation: the transumbilacal insertion of saline-filled breast implants.</em> Plast Reconstr Surg 92:801, 1993</p>
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		<title>Juvista, una speranza per cicatrici migliori</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2007 19:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad ottobre 2006 Juvista, il nuovo farmaco in grado di migliorare la cicatrizzazione prodotto dalla britannica Renovo, ha completato i trial clinici di fase I (sicurezza) e fase II (efficacia). Si tratta del primo farmaco di quella che è probabilmente destinata ad essere una famiglia piuttosto numerosa, e che, per stessa ammissione della Renovo, sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad ottobre 2006 <strong>Juvista</strong>, il nuovo farmaco in grado di         migliorare la cicatrizzazione prodotto dalla britannica <strong>Renovo</strong>,         ha completato i trial clinici di fase I (sicurezza) e fase II (efficacia).         Si tratta del primo farmaco di quella che è probabilmente destinata         ad essere una famiglia piuttosto numerosa, e che, per stessa ammissione         della Renovo, sarà destinata alla stessa fascia di utenti del Viagra         e del <a title="Botox" href="http://www.xthetic.com/interventi/tossina_botulinica.htm">Botox         / Vistabex</a>, considerati, più che medicinali, dei veri e propri         &#8216;lifestyle products&#8217;.</p>
<h4>Cosa è</h4>
<p>Juvista è un&#8217; applicazione terapeutica del <strong>TGFß3         umano ricombinante</strong> (Transforming Growth Factor Beta 3), una molecola         coinvolta nella differenziazione cellulare e nell&#8217; embriogenesi.<br />
La somministrazione di Juvista, normalmente per iniezione intradermica,         sui margini di una ferita sembrerebbe capace di ridurre significativamente         la visibilità della cicatrice finale.</p>
<h4>Trial clinici</h4>
<p>I trial clinici di fase II finora effettuati nel Regno Unito hanno dimostrato         un miglioramento statisticamente significativo della qualità delle         cicatrici trattate con Juvista rispetto a quelle trattate con placebo.<br />
I risultati dei trial clinici di fase I hanno dimostrato la sicurezza         di Juvista e l&#8217; assenza di effetti collaterali nell&#8217; impiego mediante         infiltrazione locale.<br />
Renovo sta al momento conducendo ulteriori studi di fase II, più         specificamente orientati alla chirurgia estetica, che includono il trattamento         di cicatrici conseguenti a mastoplastiche additive e riduttive.</p>
<h4>Quando sarà disponibile Juvista?</h4>
<p>Al momento in cui scriviamo, Renovo ha inviato alla FDA americana un         protocollo per ulteriori sperimentazioni, che dovrebbero portare alla         richiesta di commercializzazione del prodotto nel 2009.</p>
<h4>Link utili</h4>
<p><a title="Renovo" href="http://www.renovo.com/" target="_blank">Sito         ufficiale della Renovo</a></p>
<p><a title="Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/TGF-%CE%B2" target="_blank">Informazioni         sul TGFß3 umano ricombinante</a> (Wikipedia)</p>
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