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	<title>Xthetic &#187; Rischi della chirurgia estetica</title>
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		<title>Linfoma anaplastico a cellule giganti e protesi mammarie in silicone</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 08:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente la FDA americana ha individuato una possibile associazione tra un raro tipo di linfoma (<strong>Anaplastic Large Cell Lymphoma</strong>, ALCL, o linfoma anaplastico a cellule giganti) e la presenza di protesi mammarie. Questo tipo di linfoma è estremamente raro, ed ogni anno copisce negli Stati Uniti in media una donna su cinquecentomila, ed in particolare il linfoma anaplastico localizzato al seno colpisce circa 3 donne su cento milioni. Nell&#8217; archivio della FDA sono riportati al momento circa 60 casi di linfoma anaplastico a cellule giganti in donne con protesi mammarie, su un numero stimato di donne con protesi mammarie compreso tra cinque e dieci milioni, che, pur rappresentando un rischio estremamente basso, indicano una possibile associazione tra questo tipo di linfoma e le protesi mammarie.</p>
<h3>Cosa è l&#8217; ALCL, Anaplastic Large Cell Lymphoma (linfoma anaplastico a cellule giganti)</h3>
<p>Si tratta di un raro tumore del sistema immunitario, un linfoma non-Hodgkin che coinvolge i linfociti T. Ne esistono due versioni distinte in base alle presenza o meno di una proteina (ALK, Anaplastic Lymphoma Kinase) e chiamate ALK-positiva ed ALK-negativa. La possibile associazione con le protesi mammarie riguarderebbe la versione <strong>ALK-negativa</strong>. Va notato che questo tipo di tumore non è un tumore del seno in senso stretto, ma, come detto, un tumore del sistema immunitario che raramente può localizzarsi al seno.</p>
<h3>Quale è il rischio per le donne con protesi mammarie?</h3>
<p>La FDA descrive il rischio di linfoma anaplastico a cellule giganti per le donne con protesi mammarie come &#8216;molto basso&#8217;, ed al momento non ritiene sia possibile definire con certezza un&#8217; associazione tra protesi mammarie e questo tipo di linfoma.</p>
<h3>Cosa fare se si hanno protesi mammarie in silicone?</h3>
<p>La FDA non raccomanda alcuna modifica alla normale routine di controlli postoperatori, dato il rischio estremamento basso. In presenza di modifiche dell&#8217; aspetto del seno, in particolare se si notano raccolte di fluido, è necessario contattare uno specialista che dovrà valutare la possibilità di ALCL.</p>
<h3>Cosa fare se si vuole programmare una mastoplastica additiva?</h3>
<p>La FDA non raccomanda alcuna limitazione per l&#8217; uso di protesi mammarie in silicone, sulla base dei dati disponibili. La possibile presenza di ALCL è al momento inclusa negli studi a lungo termini condotti dalla FDA su donne con protesi mammarie in silicone, ma, data l&#8217; estrema rarità di questo tipo di tumore, sarà probabilmente necessario attendere dieci anni o più per avere dati statistici significativi sull&#8217; associazione tra linfoma anaplastico a cellule giganti e protesi mammarie in silicone.</p>
<h3>Cosa raccomanda Xthetic<sup>®</sup>?</h3>
<p>Xthetic<sup>®</sup> segue le linee guida fornite dalla FDA, e continua nella sua politica di fornire controlli postoperatori illimitati e gratuiti con chirurghi esperti e pienamente qualificati. Il linfoma anaplastico a cellule giganti ha un rischio estremamente basso, e per questo non dovrebbe modificare la scelta di effettuare una mastoplastica additiva o meno. Per maggiori informazioni, se si desidera discutere l&#8217; argomento in maniera più approfondita e con un esperto, è possibile <a title="Prenotazione visita" href="http://www.xthetic.com/prenotazione.htm">prenotare una visita </a> con i nostri specialisti.</p>
<h3>Link Utili</h3>
<p><a title="Documento FDA su linfoma anaplastico a cellule giganti e protesi mammarie in silicone" href="http://www.fda.gov/MedicalDevices/ProductsandMedicalProcedures/ImplantsandProsthetics/BreastImplants/ucm239996.htm" target="_blank">Rapporto preliminare della FDA sull&#8217; ALCL in donne con protesi mammarie</a></p>
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		<title>Le protesi PIP ritirate dal mercato</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 16:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero della Salute ha emesso una circolare, in data 1.4.2010, che dispone il divieto di utilizzo, con effetto immediato, delle protesi mammarie in silicone PIP, prodotte dalla azienda francese Poly Implant Prothese (P.I.P) e commercializzate in Italia da G.F. Electromedics Srl con sede in Firenze. Allo stesso tempo, il Ministero ha disposta la quarantena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero della Salute ha emesso una circolare, in data 1.4.2010, che dispone il divieto di utilizzo, con effetto immediato, delle <strong>protesi mammarie in silicone PIP</strong>, prodotte dalla azienda francese <strong>Poly Implant Prothese (P.I.P)</strong> e commercializzate in Italia da <strong>G.F. Electromedics Srl </strong>con sede in Firenze. Allo stesso tempo, il Ministero ha disposta la quarantena di tutte le protesi mammarie PIP eventualmente disponibili e non ancora impiantate.</p>
<h3>Perchè le protesi PIP sono state ritirate</h3>
<p>L&#8217; Agenzia francese responsabile per i dispositivi medici (AFSSAPS) ha informato tutte le autorità europee di aver effettuato un controllo negli impianti produttivi della PIP, in seguito a ripetute segnalazioni di rotture precoci delle protesi di questa società. In seguito ai controlli, è emerso che a partire dal 2001 la maggior parte delle protesi PIP è stata riempita con un gel di silicone differente da quello autorizzato.</p>
<h3>I rischi per le pazienti</h3>
<p>Al momento in cui scriviamo l&#8217; AFSSAPS sta ancora effettuando i test di tossicità sul gel di silicone impiegato senza autorizzazione, per cui non è possibile dare una chiara indicazione dei rischi per le pazienti con protesi PIP.</p>
<h3>La posizione di Xthetic</h3>
<p>Xthetic non ha mai utilizzato nè raccomandato le protesi PIP, che in passato hanno avuto altri problemi sia sul mercato europeo (protesi PIP in hydrogel) che su quello americano (protesi PIP in soluzione salina). Nessuna delle pazienti di Xthetic ha mai avuto impiantate protesi PIP.</p>
<h3>I consigli per le pazienti</h3>
<p>Se si è effettuata una mastoplastica additiva con protesi PIP potrebbe essere consigliabile una sostituzione delle protesi con altre di qualità superiore, indipendentemente dalla tossicità del gel di silicone utilizzato. L&#8217; American Society for Testing and Material (ASTM) ha riscontrato un&#8217; eccessiva trasudazione di silicone nelle protesi PIP, con conseguente indebolimento del guscio delle protesi. Questo meccanismo sarebbe alla base del numero elevato di rotture riscontrate nelle protesi mammarie PIP, e di per se stesso, può rappresentare un buon motivo per cambiare al più presto le protesi precedentemente impiantate.</p>
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		<title>Protesi mammarie all&#039; olio di soia: un insegnamento da ricordare</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 22:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le protesi Trilucent sono costituite da un involucro di silicone solido riempito con un olio purificato derivato dalla soia. Inizialmente prodotte dalla LipoMatrix Inc., le protesi sono state successivamente sviluppate dalla AEI Inc., che è attualmente la società responsabile dell&#8217; assistenza alle pazienti. Sebbene siano state molto pubblicizzate negli anni scorsi sia dalla stampa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le protesi Trilucent sono costituite da un involucro di silicone solido riempito con un olio purificato derivato dalla soia. Inizialmente prodotte dalla LipoMatrix Inc., le protesi sono state successivamente sviluppate dalla AEI Inc., che è attualmente la società responsabile dell&#8217; assistenza alle pazienti. Sebbene siano state molto pubblicizzate negli anni scorsi sia dalla stampa che dai chirurghi, le protesi all&#8217; olio di soia non hanno praticamente mai superato lo stadio della sperimentazione clinica, che ha coinvolto circa 470 donne in uno studio sospeso nel 1997 (successivamente a quella data, tuttavia, altre protesi potrebbero essere state impiantate al di fuori dello studio clinico, essendo state le Trilucent approvate per la commercializzazione in Europa). Nel 1999 la Medical Device Agency (MDA) inglese ha sospeso la commercializzazione delle protesi contenenti olio di soia, poichè si era dimostrato che i prodotti di degradazione del liquido di riempimento erano significativamente diversi da quelli previsti nello studio, e potenzialmente pericolosi per la salute. Dopo ulteriori approfondimenti, nel giugno 2000 la MDA ha raccomandato la rimozione di tutte le protesi all&#8217; olio di soia precedentemente impiantate. La AEI Inc., rispettando questa decisione, ha deciso di finanziare la rimozione e la sostituzione di tutte le protesi impiantate, con un programma che è terminato nel 2003.</p>
<h4>Cosa fare</h4>
<p>Se si ha il dubbio di avere avuto l&#8217; impianto di protesi Trilucent con         olio di soia, è necessario contattare il proprio medico e/o un chirurgo         plastico per programmarne la eventuale rimozione. E&#8217; assolutamente sconsigliato         intraprendere una gravidanza o l&#8217; allattamento se si è portatrici di protesi         di questo tipo. La necessità di rimuovere le protesi Trilucent non comporta,         in assenza di gravidanza ed allattamento, un&#8217; urgenza assoluta, e consente         pertanto la programmazione dell&#8217; intervento nelle migliori condizioni         e senza rischi. La presenza di sintomi quali arrossamento ed infiammazione         locale, tuttavia, consiglia un intervento più rapido se non immediato.         In nessun caso le protesi all&#8217; olio di soia dovrebbero essere più considerate         una opzione per la mastoplastica additiva, almeno fino a che gli studi         in atto non abbiano dimostrato la completa innocuità dell&#8217; olio di soia         dopo lunghe permanenze all&#8217; interno del corpo umano.</p>
<h4>Spese per la sostituzione delle protesi</h4>
<p>La AEI Inc. si è fatta carico di tutte le spese per la rimozione e la sostituzione delle protesi Trilucent, fino al termine previsto del 2003. Eventuali pazienti che non abbiano sostituito le protesi entro il termine previsto dovranno adesso sostenere personalmente le spese per la sostituzione.</p>
<h4>Una regola generale</h4>
<p>Molte pazienti, purtroppo, hanno scelto di avere protesi all&#8217; olio di         soia perchè se ne è a lungo parlato su riviste ed in televisione, e perchè         sono state proposte (o, più propriamente, vendute) come l&#8217; ultimo ritrovato         tecnologico nel settore. Come sempre accade, in qualche caso le protesi         Trilucent sono state usate come vero e proprio strumento di marketing,         per attrarre nuove pazienti offrendo loro un prodotto che purtroppo non         era ancora efficacemente testato. Per questo come per tutti i casi analoghi,         vale la seguente regola generale: i materiali e le tecniche di nuova introduzione         devono avere una comprovata storia di sicurezza ed efficacia. La mancanza         di dati certi, e soprattutto la mancanza di un follow up di almeno 2-3         anni, espone al rischio di trovarsi in situazioni non previste e potenzialmente         pericolose per la salute. Se decidete di affrontare un intervento che         prevede una nuova tecnica e, in particolare, l&#8217; uso di un nuovo materiale         biocompatibile (o presunto tale), informatevi accuratemente sui test effettuati.         Ricordate sempre che, se tutti i miglioramenti sono delle novità, non         tutte le novità debbono necessariamente costituire un miglioramento.</p>
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		<title>Le complicanze della liposuzione</title>
		<link>http://www.xthetic.com/2007_complicanze_liposuzione.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 17:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Liposuzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Liposcultura]]></category>
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		<description><![CDATA[La liposuzione è costantemente ai primi posti della classifica degli interventi di chirurgia estetica più eseguiti nel mondo, nelle sue numerose variazioni tecniche (liposcultura, microliposcultura, liposuzione ad ultrasuoni, laserlisi, ecc.). Non di rado si incontrano notizie di complicanze particolarmente gravi in conseguenza di interventi di liposuzione effettuata per ragioni puramente cosmetiche, che creano sempre notevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>liposuzione</strong> è costantemente ai primi posti         della classifica degli interventi di chirurgia estetica più eseguiti         nel mondo, nelle sue numerose <a title="Varianti della liposuzione" href="http://www.xthetic.com/lipo_varianti.htm">variazioni         tecniche</a> (liposcultura, microliposcultura, <a title="Liposuzione ad ultrasuoni" href="http://www.xthetic.com/liposuzione_ultrasuoni.htm">liposuzione         ad ultrasuoni</a>, <a title="Liposuzione laser" href="http://www.xthetic.com/laserlipolisi.htm">laserlisi</a>, ecc.). Non         di rado si incontrano notizie di complicanze particolarmente gravi in         conseguenza di interventi di liposuzione effettuata per ragioni puramente         cosmetiche, che creano sempre notevole clamore. La liposuzione è         in realtà un intervento molto sicuro, i cui rischi, se si rispettano         le indicazioni corrette e ci si rivolge a specialisti esperti, sono molto         limitati. Durante la vostra visita con il chirurgo estetico, assicuratevi         che questi vengano tuttavia discussi apertamente, e diffidate di chi vi         propone soluzioni miracolose.</p>
<h4>Aspettative non realistiche</h4>
<p>Diretta conseguenza delle false promesse di un marketing troppo aggressivo         che si sta diffondendo sempre più, le aspettative non realistiche         rappresentano probabilmente il principale rischio della liposuzione. Sebbene         rimuova il grasso in maniera efficace, la liposuzione non è una         tecnica adeguata per perdere peso o ridurre la taglia d&#8217; abito. Il paziente         ideale per la liposuzione è già al suo peso ideale, e desidera         rimuovere degli accumuli adiposi localizzati che alterano il profilo corporeo         e resistono alla dieta.</p>
<h6>Cosa succede se non si è contenti del risultato</h6>
<p>Se avete purtroppo effettuato la vostra liposuzione sulla base di aspettative         eccessive, ed il risultato si è rivelato deludente, non è         in genere possibile rimediare neanche con una revisione chirurgica. L&#8217;         unica soluzione è in questo caso l&#8217; accettazione del risultato         insoddisfacente. Nessun chirurgo plastico esperto dovrebbe mai proporre         la liposuzione come un metodo per perdere peso o taglia d&#8217; abito.</p>
<h4>Irregolarità cutanee superficiali</h4>
<p>Alla liposuzione possono residuare irregolarità della superficie         cutanea, normalmente di ridotta entità e più frequentemente         in pazienti con scarsa elasticità cutanea o pelle particolarmente         sottile. In qualche caso, se la vostra pelle è particolarmente         rilassata, queste sono inevitabili ed il chirurgo dovrà avvisarvi         di questa situazione prima dell&#8217; intervento. La <a title="Cellulite" href="http://www.xthetic.com/cellulite.htm">cellulite</a> presente prima della liposuzione può migliorare, restare immutata         o peggiorare con l&#8217; intervento: la liposuzione non è da considerarsi         un trattamento efficace per la cellulite (pelle a buccia d&#8217; arancia).</p>
<h6>Cosa succede in caso di irregolarità cutanee</h6>
<p>Piccole irregolarità conseguenti alla liposuzione migliorano spontaneamente         nei mesi successivi all&#8217; intervento, e possono essere ulteriormente trattate         con massaggi manuali o meccanici (endermologie). Irregolarità più         marcate possono talvolta essere migliorate con un intervento di revisione         (ulteriore liposuzione o in qualche caso <a title="Lipofilling" href="http://www.xthetic.com/lipostruttura.htm">lipofilling</a>).</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>I costi degli eventuali massaggi sono normalmente a carico del paziente.         Non molti chirurghi offrono la revisione chirurgica gratuita se necessaria.</p>
<h4>Asimmetrie</h4>
<p>Spesso non si tratta di una vera e propria complicanza, poichè         è normale che nel nostro corpo siano presenti delle modeste asimmetrie.         Anche nel caso di asimmetrie più visibili, non sempre queste sono         dovute alla distribuzione adiposa, e pertanto potrebbero non essere correggibili         con la liposuzione. Un chirurgo esperto vi farà notare eventuali         asimmetrie durante la vostra visita preoperatoria.</p>
<h6>Cosa succede in caso di asimmetrie</h6>
<p>Raramente, se le asimmetrie sono dovute ad incompleta correzione dell&#8217;         eccesso adiposo, è possibile effettuare un intervento di revisione         (nuova liposuzione).</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Il costo dell&#8217; eventuale revisione è normalmente a carico dei         pazienti per la parte relativa a sala operatoria ed anestesia. Alcuni         chirurghi lo comprendono nel costo iniziale dell&#8217; intervento, ed effettuano         la seconda liposuzione gratuitamente.</p>
<h4>Eccesso cutaneo</h4>
<p>Se effettuata in pazienti con cute rilassata, la liposuzione (che rimuove         il grasso, ma non la pelle sovrastante) può creare un eccesso cutaneo         con pieghe visibili. Alcune aree, come l&#8217; interno delle cosce, ed i pazienti         in età più avanzata sono particolarmente a rischio.</p>
<h6>Cosa succede in caso di eccesso cutaneo</h6>
<p>Alcuni trattamenti come i massaggi sono di modesta efficacia, ed in genere         non è possibile correggere la presenza di eccesso cutaneo, a meno         di accettare cicatrici visibili. Si tratta di un rischio che il vostro         chirurgo deve assolutamente discutere con voi, se la vostra pelle non         è più molto elastica.</p>
<h4>Rischio anestesiologico</h4>
<p>La liposuzione viene molto spesso effettuata in anestesia locale, ed         a volte anche in ambienti non attrezzati per eventuali emergenze. Sebbene         estremamente sicura a dosi ordinarie e per liposuzioni medio-piccole,         l&#8217; anestesia locale può creare complicanze molto gravi, anche fatali,         se si supera la dose massima tollerabile di anestetico locale infiltrato.         In generale è consigliabile evitare di effettuare liposuzioni con         volume di aspirato maggiore di 1.500 cc. in anestesia locale ed al di         fuori di strutture adeguatamente attrezzate.</p>
<h4>Infezione</h4>
<p>L&#8217; infezione dopo un intervento di liposuzione è un evenienza         molto rara.</p>
<h6>Cosa succede in caso di infezione</h6>
<p>Oltre a richiedere trattamento con antibiotici, l&#8217; infezione nello spazio         chiuso creato dalla liposuzione può richiedere un adeguato drenaggio,         ed una visibile incisione cutanea.</p>
<h4>Embolia polmonare</h4>
<p>Ogni intervento chirurgico presenta un rischio di embolia polmonare,         normalmente conseguente ad un&#8217; iniziale trombosi venosi profonda. Nel         caso della liposuzione esiste inoltre il rischio, almeno teorico, dell&#8217;         entrata in circolo di particelle adipose (emboli adiposi). Alcune statistiche         hanno quantificato questo rischio in un caso su circa 18.000 liposuzioni.</p>
<h6>Cosa succede in caso di embolia polmonare</h6>
<p>Si tratta di una complicanza molto seria, potenzialmente fatale, che         richiede trattamenti di emergenza in strutture appropriate. Discutete         sempre con il vostro chirurgo quali strutture saranno disponibili nel         caso si verifichi una complicanza particolarmente seria, e scartate i         chirurghi che non offrono un piano adeguato per il trattamento delle emergenze.</p>
<h4>Link utili</h4>
<p><a title="Costo liposuzione" href="http://www.xthetic.com/costo_interventi.htm">Costo         della liposuzione e garanzie incluse</a></p>
<p><a title="Liposuzione: Articoli" href="http://www.xthetic.com/category/liposuzione">Tutti gli articoli sulla liposuzione</a></p>
<p><a title="Domande frequenti: liposuzione" href="http://www.xthetic.com/liposuzione-domande.htm">Domande          frequenti sulla liposuzione</a></p>
<p><a title="Liposuzione" href="http://www.xthetic.com/liposuzione.htm">Tutto quello che dovreste sapere sulla liposuzione</a></p>
<p class="piccolo">Data di prima pubblicazione di questo articolo: Febbraio         2007</p>
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		<title>Le complicanze della mastoplastica riduttiva</title>
		<link>http://www.xthetic.com/2007_complicanze_riduttiva.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 17:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mastoplastica riduttiva, o riduzione mammaria, è un intervento chirurgico sicuro, che tuttavia può comportare complicanze postoperatorie sgradevoli, ed in grado di prolungare notevolmente il processo di guarigione. Alcune pazienti, come ad esempio le fumatrici, hanno un rischio sensibilmente più alto di andare incontro a problemi. Durante la vostra visita con il chirurgo estetico, assicuratevi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mastoplastica riduttiva, o riduzione mammaria, è un intervento chirurgico sicuro, che tuttavia può comportare complicanze postoperatorie sgradevoli, ed in grado di prolungare notevolmente il processo di guarigione. Alcune pazienti, come ad esempio le fumatrici, hanno un rischio sensibilmente più alto di andare incontro a problemi. Durante la vostra visita con il chirurgo estetico, assicuratevi che tutti i rischi elencati in questa pagina vengano discussi apertamente, e come sempre diffidate di chi vi propone soluzioni miracolose e prive di rischi, tecniche &#8216;uniche&#8217; o esclusive mondiali.</p>
<h4>Asimmetrie</h4>
<p>Non si tratta di una complicanza vera e propria, perchè piccole differenze tra le mammelle, in forma o dimensione, sono assolutamente normali ed impossibili da eliminare completamente. In qualche caso, tuttavia, le asimmetrie potrebbero essere particolarmente visibili, e richiedere una correzione.</p>
<h6>Cosa succede in caso di asimmetrie visibili</h6>
<p>Se dopo la riduzione del seno si notano differenze marcate tra una mammella e l&#8217; altra è in genere necessario effettuare una revisione chirurgica, normalmente a distanza di almeno sei mesi dal primo intervento.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>I costi della revisione, se non compresi in quanto pagato per il primo intervento, potrebbero essere abbastanza elevati, dovendo includere il costo di sala operatoria, anestesista ed eventuale ricovero.</p>
<h4>Cicatrizzazione patologica</h4>
<p>La riduzione mammaria, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, produce sempre cicatrici estese ed abbastanza visibili. In alcune pazienti, inoltre, il processo di cicatrizzazione può risultare in cicatrici ipertrofiche o cheloidi. In ambedue i casi si tratta di cicatrici rilevate, indurite, pruriginose che richiedono trattamento specifico.</p>
<h6>Cosa succede in caso di cicatrici ipertrofiche o cheloidi</h6>
<p>Cicatrici ipertrofiche e cheloidi possono essere trattati con diversi metodi, tra cui: infiltrazione locale di triamcinolone, compressione elastica, applicazione occlusiva di foglietti di silicone.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Il costo dei trattamenti non è molto elevato, anche se reggiseni specifici per compressione elastica o foglietti di silicone per medicazione possono facilmente raggiungere e superare i cento euro per un trattamento completo.</p>
<h4>Sanguinamento</h4>
<p>Tutti gli interventi chirurgici, mastoplastica riduttiva inclusa, prevedono un rischio di sanguinamento intra e postoperatorio, con possibile necessità di trasfusione. Nella maggior parte dei casi, il sanguinamento causa la formazione di un ematoma (una raccolta di sangue all&#8217; interno di una mammella), che richiede di essere drenato.</p>
<h6>Cosa succede in caso di sanguinamento</h6>
<p>In caso di ematoma, il drenaggio viene normalmente effettuato in sala operatoria ed è di fatto un piccolo intervento chirurgico. Se il sanguinamento è stato notevole, potrebbe essere necessaria una trasfusione. Non tutte le pazienti accettano trasfusioni di sangue (come è ad esempio il caso delle Testimoni di Geova), e questa eventualità va discussa durante la visita preoperatoria.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Il costo del drenaggio di un ematoma viene normalmente compreso nel costo dell&#8217; intervento chirurgico principale.</p>
<h4>Infezione</h4>
<p>Sebbene sia raro che si verifichino infezioni estese, nel caso della mastoplastica riduttiva non è infrequente lo sviluppo di piccole infezione localizzate, in corrispondenza delle suture, che possono causare la riapertura delle ferite e ritardare notevolmente la guarigione completa.</p>
<h6>Cosa succede in caso di infezione</h6>
<p>In presenza di infezioni è normalmente necessario un trattamento antibiotico, accompagnato da medicazioni frequenti delle ferite. A guarigione avvenuta è necessario valutare la qualità finale delle cicatrici, e la possibilità di una revisione chirurgica se queste non sono della qualità attesa.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Il costo degli antibiotici è normalmente a carico della paziente. La maggior parte dei chirurghi effettua le revisioni delle cicatrici gratuitamente.</p>
<h4>Necrosi del capezzolo</h4>
<p>Dopo una mastoplastica riduttiva possono crearsi problemi di apporto ematico in grado di causare la perdita totale o parziale del complesso areola-capezzolo. La frequenza con cui questa complicanza si verifica è pari a 1-2%, nella maggior parte delle pubblicazioni scientifiche. Il rischio è maggiore nei casi di riduzione mammaria superiore a 1.000 g. per mammella, e soprattutto nelle fumatrici.</p>
<h6>Cosa succede in caso di necrosi del capezzolo</h6>
<p>La necrosi del capezzolo richiede normalmente almeno un intervento di ricostruzione, generalmente con innesti cutanei.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>La maggior parte dei chirurghi effettua l&#8217; intervento di revisione gratuitamente, ma i costi di sala operatoria ed anestesia potrebbero essere a carico della paziente, a meno di diversi accordi preoperatori.</p>
<h4>Impossibilità di allattare al seno</h4>
<p>Più che una complicanza, l&#8217; impossibilità di allattare al seno dopo una mastoplastica riduttiva dovrebbe essere considerata l&#8217; esito normale dell&#8217; intervento. In alcuni casi, tuttavia, la capacità di allattare al seno potrebbe essere conservata.</p>
<h6>Cosa succede in caso di impossibilità all&#8217; allattamento al seno</h6>
<p>Non esiste un trattamento specifico, e questo rischio va assolutamente valutato ed accettato prima di sottoporsi alla riduzione mammaria.</p>
<h4>Perdita della sensibilità del capezzolo</h4>
<p>La riduzione o perdita completa della sensibilità del capezzolo è molto comune immediatamente dopo la mastoplastica riduttiva. Nella maggior parte delle donne la sensibilità migliora nel giro di pochi mesi, anche se può richiedere fino ad un anno per un recupero completo. In alcuni casi, tuttavia, la perdita di sensibilità può essere permanente, ed accompagnarsi alla perdita della capacità erettile del capezzolo.</p>
<h4>Necrosi adiposa</h4>
<p>In particolare nelle riduzioni mammarie di notevole entità, il tessuto adiposo non rimosso può andare incontro a necrosi per infezione o insufficiente apporto vascolare. In genere questo determina la formazione di un ascesso e la necessità di un intervento di drenaggio e rimozione del tessuto adiposo non vitale.</p>
<h6>Cosa succede in caso di necrosi adiposa</h6>
<p>La necrosi adiposa può essere un evento particolarmente stressante, e richiedere cure mediche e chirurgiche prolungate.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>I costi relativi agli interventi di drenaggio e revisione, nonchè le spese di ricovero, potrebbero essere particolarmente elevati. Molti chirurghi che non includono questi costi potenziali nel prezzo dell&#8217; intervento optano, in caso di necrosi adiposa, per il ricovero della paziente presso una struttura del Sistema Sanitario Nazionale.</p>
<h4>Rischio anestesiologico</h4>
<p>La riduzione mammaria viene normalmente effettuata in anestesia generale. Sebbene estremamente sicura, l&#8217; anestesia generale prevede rischi di particolare gravità se l&#8217; intervento non viene effettuato in strutture dotate delle necessarie attrezzature di emergenza e di personale addestrato.</p>
<h4>Link utili</h4>
<p><a title="Costo mastoplastica riduttiva" href="http://www.xthetic.com/costo_interventi.htm">Costo della mastoplastica riduttiva e garanzie incluse</a></p>
<p><a title="Mastoplastica riduttiva" href="http://www.xthetic.com/interventi/mastoplastica_riduttiva.htm">Informazioni utili sulla mastoplastica riduttiva</a></p>
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		<title>Controindicazioni e rischi della lipostruttura</title>
		<link>http://www.xthetic.com/lipostruttura-5.htm</link>
		<comments>http://www.xthetic.com/lipostruttura-5.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 13:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lipofilling]]></category>
		<category><![CDATA[Lipostruttura]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217; infiltrazione di tessuto adiposo è una tecnica semplice, eseguibile in anestesia locale pura o con l&#8217; aggiunta di sedazione, con rischi &#8216;generici&#8217; (definiti così perchè comuni a tutti gli interventi chirurgici) molto bassi e sostanzialmente limitati a: ematomi, infezione, allergia ai farmaci impiegati. I rischi specifici della lipostruttura sono, in ordine di frequenza: gonfiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; <strong>infiltrazione di tessuto adiposo</strong> è una tecnica         semplice, eseguibile in <strong>anestesia locale</strong> pura o con l&#8217;         aggiunta di sedazione, con rischi &#8216;generici&#8217; (definiti così perchè         comuni a tutti gli interventi chirurgici) molto bassi e sostanzialmente         limitati a: ematomi, infezione, allergia ai farmaci impiegati.</p>
<p>I rischi specifici della lipostruttura sono, in ordine di frequenza:         <strong>gonfiore prolungato</strong> (anche 3-4 mesi), <strong>correzione         insufficiente o eccessiva</strong>, <strong>riassorbimento parziale</strong> dell&#8217; innesto adiposo per mancato attecchimento, <strong>irregolarità</strong> della superficie cutanea, <strong>cicatrizzazione patologica</strong> delle piccole incisioni necessarie per il trasferimento del grasso, <strong>pigmentazione</strong> delle aree cutanee trattate.</p>
<p><strong>Alcune aree del corpo non sono indicate</strong> per il lipofilling         e/o la lipostruttura, e tra queste va ricordato in particolare il <strong>seno</strong>.         La possibile necrosi o calcificazione del grasso infiltrato, infatti,         potrebbe creare immagini ambigue e simulare o nascondere una lesione cancerosa         alla mammografia.</p>
<p>La lipostruttura, infine, non fornisce buoni risultati nel trattamento         delle <strong>rughe sottili</strong>, poichè il grasso va infiltrato         profondamente e non è in grado di riempire efficacemente le rughe,         che necessitano invece di un trattamento superficiale.</p>
<h4>Riferimenti bibliografici essenziali</h4>
<p>Peer LA. <em>Loss of weight and volume in human fat grafts.</em> Plast Reconstr Surg 5:217, 1950</p>
<p>Peer LA. <em>The neglected free fat graft</em>. Plast Reconstr                 Surg 18:233, 1956</p>
<p>Billings E jr, May JW jr. <em>Historical review and present status                 of free fat graft autotransplantation in plastic and reconstructive                 surgery</em>. Plast Reconstr Surg 83:368, 1989</p>
<p>Nguyen A et al. <em>Comparative study of survival of autologous                 adipose tissue taken and transplanted by different techniques.</em> Plast Reconstr Surg 85:378, 1990</p>
<p>Coleman SR. <em>Long-term survival of fat transplants: controlled                 demonstrations.</em> Aesthetic Plast Surg 19:241, 1995</p>
<p>Coleman SR. <em>Facial recontouring with lipostructure.</em> Clin                 Plast Surg 24(2):347, 1997</p>
<p>Coleman SR. <em>Facial reconstruction with lipostructure.</em> Presented at Horizons in Plastic Surgery, Amer Soc Aesthetic Plast                 Surg, Jan 1998</p>
<p>Ellenbongen R. <em>Fat transfer. Current use in practice.</em> Clin Plast Surg 27(4):545, 2000</p>
<p>Guerrerosantos J. <em>Long-term outcome of autologous fat transplantation                 in aesthetic facial recontouring. Sixteen years of experience                 with 1936 cases.</em> Clin Plast Surg 27(4):515, 2000</p>
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		<title>Le complicanze della mastoplastica additiva</title>
		<link>http://www.xthetic.com/2006_complicanze_mastoplastica.htm</link>
		<comments>http://www.xthetic.com/2006_complicanze_mastoplastica.htm#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 May 2007 19:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Estetica Seno]]></category>
		<category><![CDATA[Mastoplastica Additiva]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Contrattura capsulare]]></category>
		<category><![CDATA[Ingrandimento del seno]]></category>
		<category><![CDATA[Protesi mammarie]]></category>
		<category><![CDATA[Rippling]]></category>
		<category><![CDATA[Rischi della chirurgia estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Rottura protesi mammarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni intervento chirugico comporta il rischio di complicanze che devono essere valutate in rapporto ai benefici che si intende ottenere. Alcune complicanze sono generiche, e si applicano più o meno a tutti gli interventi chirurgici (rischio anestesiologico, infezione, sanguinamento, ecc.), mentre altre sono specifiche per ogni procedura. Nel caso della Mastoplastica Additiva le complicanze dell&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni intervento chirugico comporta il rischio di complicanze che devono essere valutate in rapporto ai benefici che si intende ottenere. Alcune complicanze sono generiche, e si applicano più o meno a tutti gli interventi chirurgici (rischio anestesiologico, infezione, sanguinamento, ecc.), mentre altre sono specifiche per ogni procedura. Nel caso della <a title="Mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/interventi/mastoplastica_additiva.htm">Mastoplastica Additiva</a> le complicanze dell&#8217; <strong>ingrandimento del seno con protesi mammarie in silicone</strong> sono state oggetto di studi approfonditi per diversi anni, e sono ormai ben conosciute. Sfortunatamente, la chirurgia estetica viene sempre più spesso proposta come un prodotto di largo consumo, e per ragioni di marketing poco spazio viene dedicato alla diffusione delle conoscenze in materia di rischi. Se state valutando una mastoplastica additiva vi consigliamo di leggere attentamente questo articolo, e di discutere i rischi dell&#8217; ingrandimento del seno con il vostro chirurgo, informandovi non solo sulla loro probabilità reale, ma anche sui trattamenti eventualmente necessari e sui costi aggiuntivi che potreste dover sostenere.</p>
<h3>Rottura delle protesi mammarie</h3>
<p><strong>Le protesi mammarie non sono progettate per durare tutta la vita</strong>. Sebbene venga comunemente detto che la durata delle protesi in gel di silicone è di circa 10-15 anni, la rottura delle protesi può verificarsi prima o dopo questo intervallo di tempo. La rottura di una protesi mammaria di nuovo tipo in gel di silicone ad alta coesività può essere difficile da riconoscere, poichè la protesi rotta mantiene la propria forma. Al momento, tuttavia, nessuno studio ha evidenziato rischi legati al mancato riconoscimento della rottura di una protesi mammaria in silicone.</p>
<h6>Cosa succede in caso di rottura</h6>
<p><strong>In caso di rottura di una protesi mammaria è necessaria la sostituzione</strong> o la rimozione completa, se non si desidera avere nuovamente delle protesi mammarie (in questo caso il seno potrebbe risultare svuotato e potrebbe essere necessaria una mastopessi per la correzione della forma).</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>L&#8217; intevento di sostituzione delle protesi mammarie ha un <a title="Costo mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/costo_interventi.htm">costo</a> simile a quello della mastoplastica additiva originale.</p>
<h3>Contrattura capsulare</h3>
<p>Una volta inserita, la protesi mammaria viene circondata da un sottile tessuto cicatriziale, comunemente definito capsula periprotesica. La capsula rimane normalmente molto sottile e soffice, tranne in alcune donne, che tendono a formare una capsula più spessa e con tendenza alla retrazione. Non sono note con esattezza le ragioni per cui questo accade e pertanto non è possibile garantire con certezza che il problema non si verificherà. Il rischio di <strong>contrattura capsulare</strong> (a volte definita assai impropriamente &#8216;<strong>rigetto delle protesi</strong>&#8216;) varia in base al <a title="Tipi di protesi mammarie" href="http://www.xthetic.com/protesi.htm">tipo di protesi</a>, alla <a title="Posizioni delle protesi mammarie" href="http://www.xthetic.com/pos_prot.htm">posizione delle protesi</a>, ed anche in base al verificarsi o meno di altre complicanze come ematoma o seroma. Nella maggior parte degli studi disponibili la frequenza di contrattura capsulare è compresa tra il 4% ed il 14% per la mastoplastica additiva estetica effettuata per la prima volta.</p>
<h6>Cosa succede in caso di contrattura capsulare</h6>
<p>La contrattura capsulare viene classificata in base alla severità in quattro diversi gradi (classificazione di Baker). Segni di contrattura capsulare severa (gradi 3 e 4 della classificazione) sono le modifiche di forma e dimensione della protesi, la durezza del seno, il dolore e la visibilità della protesi. Le contratture capsulari di grado lieve non vengono normalmente trattate, mentre per le contratture capsulari di grado 3 e 4 è necessaria la sostituzione della protesi mammaria con contemporanea <strong>capsulectomia</strong> (rimozione chirurgica della capsula periprotesica). Sebbene efficace in una buona percentuale di casi, la correzione chirurgica della contrattura capsulare comporta un alto rischio di recidiva (30-50%).</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Il costo dell&#8217; intervento di capsulectomia e sostituzione delle protesi mammarie è paragonabile a quello della mastoplastica additiva iniziale. Durante la visita preoperatoria con il chirurgo è altamente consigliabile chiedere se il costo di revisione in caso di contrattura capsulare è compreso nel costo dell&#8217; intervento, e per quanto tempo verrà fornita questa copertura.</p>
<h3>Infezione</h3>
<p>Sebbene l&#8217; <strong>infezione</strong> sia una complicanza generica di ogni intervento chirurgico, nel caso della mastoplastica additiva la presenza delle protesi può complicare il decorso ed il trattamento. Il rischio di infezione è basso e principalmente limitato alle prime settimane dopo la mastoplastica, ma alcune circostanze (in particolare piercing ed allattamento al seno) potrebbero determinare un&#8217; infezione anche a distanza di anni dall&#8217; ingrandimento del seno.</p>
<h6>Cosa succede in caso di infezione</h6>
<p>Normalmente la presenza di un&#8217; infezione estesa alla cavità che contiene la protesi mammaria comporta un intervento chirurgico di <strong>rimozione della protesi</strong> stessa, seguito da un periodo di attesa di diversi mesi prima di poter impiantare una nuova protesi mammaria.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>L&#8217; infezione comporta le spese di due interventi chirugici (rimozione e reimpianto della nuova protesi), più il costo della nuova protesi. Pochi chirurghi includono questi costi potenziali in quello dell&#8217; intervento primario.</p>
<h3>Ematoma</h3>
<p>Un ematoma è una raccolta di sangue all&#8217; interno dello spazio che contiene la protesi mammaria, conseguente a sanguinamento postoperatorio. Normalmente un ematoma può verificarsi nelle prime ore dopo una mastoplastica additiva o, più raramente, a distanza di giorni, ed il rischio relativo è inferiore all&#8217; 1%.</p>
<h6>Cosa succede in caso di ematoma</h6>
<p>Un ematoma nelle prime ore dopo la mastoplastica additiva comporta normalmente il ritorno in sala operatoria per un <strong>intervento di drenaggio</strong>. Se l&#8217; ematoma è di piccole dimensioni e/o si verifica a distanza di giorni dalla mastoplastica può normalmente essere trattato in maniera conservativa, lasciando che venga riassorbito spontaneamente. Diversi studi hanno associato l&#8217; ematoma ad un aumentato rischio di contrattura capsulare e infezione.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>L&#8217; ematoma comporta normalmente le spese relative all&#8217; intervento chirurgico di drenaggio, variabili in base al tipo di struttura dove si è effettuata la mastoplastica additiva. Se la mastoplastica additiva era stata programmata in day hospital senza ricovero, è di norma necessario aggiungere il costo di una notte di ricovero.</p>
<h3>Malposizione o rotazione delle protesi mammarie</h3>
<p>Le protesi mammarie possono ruotare all&#8217; interno della loro tasca, o anche spostarsi lentamente nel tempo per effetto dell&#8217; azione del muscolo pettorale, se posizionate in posizione sottomuscolare. Il rischio legato alla rotazione è specifico delle <strong>protesi mammarie anatomiche</strong> o &#8216;a goccia&#8217;, la cui forma asimmetrica comporta modifiche della forma del seno in caso di spostamento. La malposizione delle protesi si verifica più comunemente con l&#8217; inserimento delle protesi in posizione sottomuscolare per via ascellare.</p>
<h6>Cosa succede in caso di malposizione/rotazione della protesi</h6>
<p>La posizione delle protesi può essere modificata con un nuovo intervento chirurgico, ma la correzione può a volte risultare solo temporanea (la rotazione può recidivare) o incompleta (nel caso di spostamento dovuto all&#8217; azione muscolare).</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Il costo dell&#8217; intervento di correzione dovrebbe essere leggermente inferiore al costo della mastoplastica additiva iniziale, e solo in pochi casi viene incluso nelle coperture fornite con l&#8217; intervento principale.</p>
<h3>Insoddisfazione</h3>
<p>Il rischio di insoddisfazione è principalmente legato al risultato ottenuto in termini di <a title="Misura del seno" href="http://www.xthetic.com/reggiseno.htm">taglia del seno</a> e forma delle mammelle. Scegliere un chirurgo esperto e discutere tutti gli aspetti dell&#8217; intervento riduce grandemente ma non elimina completamente il rischio di restare insoddisfatte dopo la mastoplastica additiva. In studi recenti circa il 5% delle pazienti ha richiesto una modifica della misura delle protesi (generalmente un incremento di taglia) nei primi quattro anni dopo l&#8217; ingrandimento del seno.</p>
<h6>Cosa succede in caso di insoddisfazione</h6>
<p>In caso di insoddisfazione per la taglia raggiunta con la mastoplastica additiva, il risultato va discusso con il proprio chirurgo. In alcuni casi è possibile effettuare una seconda mastoplastica additiva per un ulteriore incremento di volume, ma non è mai possibile garantire una specifica misura di reggiseno. In alcune pazienti la ptosi mammaria (mammelle troppo basse) diviene più evidente dopo l&#8217; ingrandimento del seno. Poichè la mastoplastica additiva non corregge la ptosi mammaria, questo aspetto va assolutamente discusso prima dell&#8217; intervento, associando, se necessario, una <a title="Mastopessi" href="http://www.xthetic.com/interventi/mastopessi.htm">mastopessi</a> all&#8217; ingradimento del seno.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>I costi sono legati agli interventi che verranno effettuati. Di norma non sono mai compresi nel costo della mastoplastica additiva iniziale.</p>
<h3>Rischi per l&#8217; allattamento al seno</h3>
<p>Il rischio di problemi per l&#8217; <strong>allattamento al seno</strong> dopo mastoplastica additiva (impossibilità completa di allattare al seno o riduzione della quantità di latte prodotta) è normalmente del 5-6%. L&#8217; utilizzo dell&#8217; <a title="Le incisioni per la mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/cicatrici_mastoplastica.htm">incisione periareolare</a> per l&#8217; inserimento delle protesi mammarie comporta un aumento di questo rischio.</p>
<h3>Dolore persistente</h3>
<p>La presenza di protesi mammarie può determinare <strong>dolore persistente</strong> di intensità e durata variabile anche a distanza di anni dalla mastoplastica additiva. Normalmente il dolore può essere controllato con brevi cicli di trattamento con farmaci antinfiammatorii.</p>
<h3>Alterazioni della sensibilità</h3>
<p>Alterazioni temporanee della sensibilità dei capezzoli sono normali dopo una mastoplastica additiva, e si verificano praticamente nella totalità dei casi. La <strong>sensibilità dei capezzoli</strong> può essere aumentata o ridotta per un periodo variabile da alcuni mesi ad un anno dopo l&#8217; ingrandimento del seno. Assai raramente la riduzione di sensibilità può essere permanente, e ad essa può associarsi la perdita della <strong>capacità erettile</strong> del capezzolo.</p>
<h3>Cicatrizzazione ipertrofica</h3>
<p>Di norma assai rara, la formazione di <strong>cicatrici ipertrofiche</strong> o cheloidee dopo mastoplastica additiva può richiedere il trattamento con infiltrazioni locali di corticosteroidi. Va notato che la qualità finale di una cicatrice dipende principalmente dal tipo di pelle della paziente, più che dall&#8217; operato del chirurgo. Complicanze infettive possono ritardare la guarigione e peggiorare la qualità della cicatrice.</p>
<h3>Interferenza con la mammografia</h3>
<p>Le protesi mammarie non sono radiotrasparenti e possono mascherare parte del tessuto mammario alla <strong>mammografia</strong>. Questo potrebbe rendere più difficile il riconoscimento precoce del cancro al seno. La maggior parte degli studi scientifici, tuttavia, ha evidenziato come la presenza di protesi mammarie non ritardi normalmente l&#8217; identificazione del cancro al seno e non ne alteri in maniera sfavorevole il decorso. Quando si esegue una mammografia dopo una mastoplastica additiva è comunque necessario avvisare il radiologo della presenza di protesi mammarie, che, sebbene assai raramente, possono essere danneggiate dalla procedura.</p>
<h3>Visibilità delle protesi, Rippling</h3>
<p>Anche nel caso di mastoplastiche additive perfettamente eseguite, le protesi mammarie possono diventare maggiormente visibili con il tempo, per effetto del naturale invecchiamento dei tessuti o di altri fattori concomitanti (ad esempio perdite di peso, gravidanze ed allattamento al seno, trattamento con farmaci cortisonici). Nel caso di pelle particolarmente sottile, è spesso possibile notare alcune irregolarità ed ondulazioni cutanee, comunemente definite con il termine inglese <strong>rippling</strong>. In molti casi guadagnare peso corregge almeno in parte il problema, ma a volte è necessario ricorrere ad interventi di mastopessi associati alla sostituzione delle protesi con altre di volume inferiore.</p>
<h3>Anaplastic Large Cell Lymphoma (linfoma anaplastico a cellule giganti)</h3>
<p>Nel 2011 la FDA americana ha identificato una possibile associazione tra un tumore molto raro del sistema immunitario, il linfoma anaplastico a cellule giganti, e la presenza di protesi mammarie in silicone. Si tratterebbe di un rischio estremamente basso (solo 60 casi descritti su circa dieci milioni di donne con protesi mammarie), che tuttavia viene al momento incluso negli studi che la FDA effettua per valutare la sicurezza delle protesi mammarie in silicone. Maggiori informazioni sono disponibili leggendo il <a title="Linfoma anaplastico a cellule giganti e protesi mammarie in silicone" href="http://www.xthetic.com/linfoma-anaplastico-a-cellule-giganti-e-protesi-mammarie-in-silicone.htm">nostro articolo dedicato al linfoma anaplastico a cellule giganti</a>.</p>
<h3>Link utili</h3>
<p><a title="Costo mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/costo_interventi.htm">Costo della mastoplastica additiva e garanzie incluse</a></p>
<p><a title="Mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/lp000_mpladd_GEN.htm">Informazioni sulla mastoplastica additiva</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le complicanze della rinoplastica</title>
		<link>http://www.xthetic.com/2007_complicanze_rinoplastica.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2007 17:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Estetica Viso]]></category>
		<category><![CDATA[Rinoplastica]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rischi della chirurgia estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[La rinoplastica è uno dei più comuni e sperimentati interventi di chirurgia estetica, ed i rischi relativi possono essere in buona parte contenuti (ma non completamente eliminati) discutendo in maniera approfondita con il proprio chirurgo, ed accertandosi sia della piena reciproca comprensione, sia della reale fattibilità del cambiamento che ci si aspetta. L&#8217; utilizzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>rinoplastica</strong> è uno dei più comuni e sperimentati interventi di chirurgia estetica, ed i rischi relativi possono essere in buona parte contenuti (ma non completamente eliminati) discutendo in maniera approfondita con il proprio chirurgo, ed accertandosi sia della piena reciproca comprensione, sia della reale fattibilità del cambiamento che ci si aspetta. L&#8217; utilizzo di <strong>elaborazioni fotografiche computerizzate</strong> è particolarmente utile nella programmazione della rinoplastica estetica, a condizione che sia chiaro che le elaborazioni non possono mai rappresentare esattamente il risultato che si otterrà con l&#8217; intervento. Oltre alle <strong>complicanze generiche</strong> comuni ad ogni intervento chirurgico (rischio anestesiologico, infezione, sanguinamento), la rinoplastica presenta il rischio di <strong>complicanze specifiche</strong>, che vengono descritte di seguito in questo articolo, con particolare attenzione alla necessità di eseguire un ulteriore intervento chirurgico di revisione del risultato ed ai costi aggiuntivi che potrebbe essere necessario sostenere nel caso si verificassero problemi.</p>
<h3>Asimmetrie, irregolarità</h3>
<p>Non si tratta di una complicanza vera e propria, almeno nella maggior parte dei casi. Il nostro viso non è mai perfettamente simmetrico, e modeste deviazioni del naso sono assolutamente normali sia prima che dopo una rinoplastica. Un chirurgo esperto punterà la vostra attenzione sulle asimmetrie e sulle piccole irregolarità già presenti durante la visita preoperatoria, ben sapendo che la maggior parte dei pazienti nota queste piccole differenze solo ad intervento eseguito. Se le asimmetrie dopo una rinoplastica eccedono quello che può essere considerato il range della normalità, si può rendere necessaria la loro correzione chirurgica.</p>
<h6>Cosa succede in caso di asimmetrie o irregolarità visibili</h6>
<p>Se il risultato della rinoplastica è veramente e visibilmente asimmetrico è necessario eseguire un intervento chirurgico di revisione. Normalmente è necessario aspettare che sia trascorso un anno dalla rinoplastica iniziale prima di effettuarne la revisione. Va notato che <strong>il rischio di revisione chirurgica dopo una rinoplastica è compreso tra il 3% ed il 7%</strong>, il che più o meno equivale a dire che mediamente un paziente su venti avrà necessità di un intervento chirurgico di correzione, indipendentemente dalla bravura del chirurgo a cui ci si rivolge.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Alcuni chirurghi comprendono il costo della eventuale revisione nel costo della rinoplastica, ma nella maggior parte dei casi viene richiesto il pagamento delle spese di sala operatoria ed anestesia.</p>
<h3>Aspettative non realistiche</h3>
<p>Come per tutti gli interventi di chirurgia estetica, il risultato di una rinoplastica è dipendente dalla situazione di partenza. Il vostro chirurgo dovrà spiegarvi esattamente quali sono i limiti nel vostro caso specifico e cosa potreste aspettarvi dalla rinoplastica. Ad esempio, nel caso di nasi molto grandi e con pelle molto spessa non è realistico aspettarsi come risultato un naso piccolo ed appuntito. Non è inoltre realistico aspettarsi grossi cambiamenti nei vostri rapporti interpersonali solo perchè avete cambiato il vostro naso. Dopo una rinoplastica aspettatevi pure ogni tipo di commento da parte dei vostri amici e conoscenti, e non saranno rari quelli che diranno che preferivano il vostro naso precedente.</p>
<h6>Cosa succede se non si è contenti del risultato</h6>
<p>Se non si sono verificate altre complicanze ed il vostro chirurgo non ha commesso errori, non è di norma possibile nè consigliabile modificare ulteriormente il vostro naso. Ricordate inoltre che <strong>la rinoplastica non è reversibile</strong>, e non è quindi mai possibile tornare al vostro naso precedente.</p>
<h3>Problemi respiratori</h3>
<p>La rinoplastica estetica non prevede modifiche alla parte funzionale del vostro naso: nel caso di deviazioni del setto nasale ed ostruzioni meccaniche alla respirazione è possibile eseguire una <strong>rinosettoplastica</strong>. La sola rinoplastica estetica potrebbe tuttavia creare un peggioramento temporaneo della vostra respirazione, principalmente dovuto all&#8217; edema della mucosa nasale. Raramente le cicatrici all&#8217; interno delle narici possono formare delle adesioni (<strong>sinechie</strong>) in grado di ostacolare il flusso d&#8217; aria.</p>
<h6>Cosa succede in caso di problemi respiratori</h6>
<p>I problemi temporanei vengono trattati con l&#8217; attesa e l&#8217; uso di anticongestionanti nasali. Le sinechie cicatriziali richiedono un intervento chirurgico di revisione.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Il costo dell&#8217; eventuale intervento di revisione delle sinechie nasali è normalmente a carico del paziente, a meno di differenti accordi con il chirurgo, presi precedentemente all&#8217; intervento di rinoplastica.</p>
<h3>Sanguinamento</h3>
<p>Al termine della rinoplastica vengono posizionati dei <strong>tamponi nasali</strong> all&#8217; interno delle narici, il cui scopo è ridurre il sanguinamento e limitare il rischio di ematoma. Nonostante i tamponi, è normale che il naso sanguini per le prime ore dopo l&#8217; intervento. I tamponi nasali vengono rimossi il giorno dopo la rinoplastica, nella maggior parte dei casi, e subito dopo la loro rimozione può verificarsi un breve sanguinamento. Nei giorni immediatamente successivi alla rinoplastica è bene evitare tutti i movimenti che comportino un aumento della pressione sanguigna, poichè questi potrebbero causare una epistassi (sanguinamento dal naso).</p>
<h6>Cosa succede in caso di sanguinamento</h6>
<p>Gli episodi di sanguinamento non destano normalmente particolari problemi e possono essere trattati semplicemente elevando il capo e applicando del ghiaccio. Nei rari casi di sanguinamento persistente diviene necessario riapplicare i tamponi all&#8217; interno delle narici e, a volte, anche all&#8217; interno della bocca (tamponamento posteriore).</p>
<h3>Gonfiore persistente</h3>
<p>Non si tratta di una complicanza vera e propria, ma a volte il gonfiore o i lividi possono restare visibili più a lungo del normale, e questo va preso in considerazione se si programma la rinoplastica <strong>in prossimità di eventi particolarmente importanti</strong> (matrimoni, colloqui di lavoro, ecc.). La formazione di lividi al di sotto degli occhi può determinare, in soggetti di pelle particolarmente chiara, la formazione di <strong>occhiaie scure</strong> dovute al pigmento ematico che possono persistere per diversi mesi e richiedere l&#8217; applicazione di makeup correttivo.</p>
<h3>Depressione postoperatoria</h3>
<p>Una fase di leggera e transitoria depressione e normale durante i primissimi giorni successivi all&#8217; intervento di rinoplastica. In rari casi, soprattutto se le aspettative non erano realistiche, la <strong>depressione postoperatoria</strong> può aggravarsi e divenire seria.</p>
<h6>Cosa succede in caso di depressione postoperatoria</h6>
<p>Le forme di depressione più severe richiedono trattamento specialistico da parte di medici psichiatri.</p>
<h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6>
<p>Il costo dei trattamenti medici in caso di depressione postoperatoria severa può essere elevato, e non è mai compreso nel costo iniziale della rinoplastica.</p>
<h3>Link utili</h3>
<p><a title="Costo rinoplastica estetica" href="http://www.xthetic.com/costo_interventi.htm">Costo della rinoplastica e garanzie incluse</a></p>
<p><a title="Rinoplastica: Articoli" href="http://www.xthetic.com/category/rinoplastica">Informazioni sulla programmazione della rinoplastica</a></p>
<p><a title="Guida alla rinoplastica" href="http://www.xthetic.com/rinoplastica.htm">Guida completa alla rinoplastica</a></p>
<p><a title="Domande frequenti: rinoplastica" href="http://www.xthetic.com/rinoplastica-domande.htm">Domande frequenti sulla rinoplastica</a></p>
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		<title>Chirurgia estetica: le cose da sapere per non restare insoddisfatti</title>
		<link>http://www.xthetic.com/insodd.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 29 May 2006 15:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rischi della chirurgia estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[La maggiore preoccupazione prima di un intervento di chirurgica estetica è, per chiunque, la paura che il risultato non sarà quello desiderato. Su questo timore si basano le incessanti richiesta di elaborazioni grafiche, di foto di precedenti pazienti, di statistiche operatorie personali del chirurgo (classica la domanda &#8220;quanti casi come il mio ha operato?&#8221;), ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La maggiore preoccupazione prima di un intervento di chirurgica estetica         è, per chiunque, la paura che il risultato non sarà quello         desiderato. Su questo timore si basano le incessanti richiesta di elaborazioni         grafiche, di foto di precedenti pazienti, di statistiche operatorie personali         del chirurgo (classica la domanda &#8220;quanti casi come il mio ha operato?&#8221;),         ed anche molte delle richieste che riceviamo noi stessi, tramite email,         sul nostro sito (&#8220;come posso tutelarmi, se il risultato non sarà         quello che desidero?&#8221; tra le più frequenti). E&#8217; possibile         fare qualcosa per evitare, o almeno ridurre, questa ansia preoperatoria?</p>
<h4>I fattori di rischio per l&#8217; insoddisfazione</h4>
<p>Una caratteristica della chirurgia estetica è la sua estrema popolarità         e diffusione su riviste non mediche (o addirittura &#8220;scandalistiche&#8221;)         che la presentano spesso come un semplice gesto privo di rischi, un piacevole         atto per il miglioramento del proprio aspetto, al pari del cambiamento         dell&#8217; acconciatura o di un ciclo di massaggi. La natura medica e chirurgica         delle procedure proposte viene completamente trascurata, al pari degli         aspetti sgradevoli (tempi di recupero dopo l&#8217; intervento, dolore) e, soprattutto,         dei rischi. Molti chirurghi, inoltre, si lasciano trascinare in questa         spirale che porta a definire ogni procedura con termini come &#8220;mini&#8221;,         &#8220;dolce&#8221;, &#8220;micro&#8221;, &#8220;soft&#8221; dando l&#8217; idea sbagliatissima         che, per esempio, una liposcultura &#8220;dolce&#8221; sia qualcosa di completamente         diverso dalla liposcultura chirurgica, e non, come invece è, soltanto         un modo diverso di vendere lo stesso prodotto.         Le comunicazioni preoperatorie tra paziente e chirurgo vengono spesso         ridotte all&#8217; osso, ed è facile che molte delle cose dette dal chirurgo         vengano, più o meno coscientemente, ignorate dal paziente. Statisticamente,         un paziente medio comprende e ricorda soltanto un terzo di quello che         il medico ha esposto durante la visita, e la metà di quello che         è contenuto nel materiale informativo scritto che gli è         stato consegnato. All&#8217; interno di queste informazioni recepite, esiste         un forte squilibrio a favore di quelle &#8220;piacevoli&#8221; (risultati         possibili, miglioramenti) ed a svantaggio di quelle &#8220;spiacevoli&#8221;         (rischi, complicanze, possibile inefficacia dell&#8217; intervento desiderato).</p>
<h4>Le cause di insoddisfazione più frequenti</h4>
<p>In base a quanto recentemente pubblicato su riviste scientifiche, alcune         cause di insoddisfazione sono particolarmente frequenti. Tutte derivano         da errori di comunicazione tra chirurgo e paziente o dall&#8217; incompleta/inesatta         informazione preoperatoria fornita. Tra queste vanno ricordate, divise         per intervento, le osservazioni più comuni:</p>
<h6>Liposuzione</h6>
<p><strong>Non ho perso peso dopo l&#8217; intervento</strong>: Molti pazienti         ritengono che la liposuzione possa essere un metodo efficace per perdere         peso. Ovviamente, se il chirurgo che eseguirà l&#8217; intervento non         chiarisce che gli effetti della liposuzione sul peso corporeo sono del         tutto trascurabili, l&#8217; insoddisfazione sarà garantita. Nella maggior         parte dei casi, tuttavia, questa informazione viene fornita al paziente,         che, più o meno consapevolmente, trascura di valutarne il significato         e le conseguenze.</p>
<p><strong>La mia cellulite non è migliorata dopo l&#8217; intervento</strong>:         La liposuzione può fornire, nel migliore dei casi, solo un lieve         miglioramento della cellulite. Questa informazione dovrebbe essere fornita         per iscritto nel consenso informato all&#8217; intervento.</p>
<h6>Rinoplastica</h6>
<p><strong>Non sono cambiato/a per nulla</strong>: Si tratta di un&#8217; osservazione         che spesso nasconde, dietro la facciata dell&#8217; insoddisfazione per l&#8217; intervento,         problemi di natura diversa. Molti pazienti suppongono che un cambiamento         del loro aspetto determinerà un cambiamento di molti aspetti negativi         della loro vita, in particolare di quella sentimentale. E&#8217; compito del         chirurgo individuare questo problema ed eventualmente non eseguire l&#8217;         intervento.</p>
<h6>Addominoplastica</h6>
<p><strong>Il mio punto vita non si è ridotto</strong>: L&#8217; addominoplastica         non riduce il punto vita, che anzi, in qualche caso, può risultare         meno definito.</p>
<h6>Mastoplastica additiva</h6>
<p><strong>Il mio seno è troppo piccolo</strong>: Molte pazienti         tendono ad indicare, nelle discussioni preoperatorie, una taglia più         piccola di quella che realmente desiderano. Si tratta spesso di una banale         questione di timidezza che può causare notevole insoddisfazione         dopo l&#8217; intervento. I criteri di scelta delle dimensioni delle protesi         vanno discussi ampiamente con il chirurgo e, se necessario, i risultati         ottenibili vanno valutati con l&#8217; aiuto di elaborazioni computerizzate.</p>
<p><strong>Una mammella è diversa dall&#8217; altra</strong>: Nessuna donna         ha un seno perfettamente simmetrico. E&#8217; compito del chirurgo evidenziare         le differenze di forma e/o dimensione prima dell&#8217; intervento, in modo         che non risaltino solo dopo, quando la paziente osserverà con estrema         attenzione ed occhio critico il risultato ottenuto.</p>
<h6>Blefaroplastica</h6>
<p><strong>Le rughe ai lati degli occhi non sono scomparse</strong>: La         blefaroplastica non può eliminare le rughe laterali, e questa informazione         è normalmente contenuta nel materiale informativo scritto che viene         consegnato ai pazienti.</p>
<h4>Consigli pratici per prevenire l&#8217; insoddisfazione</h4>
<p><strong>Non sottovalutare i rischi ed i fastidi che sono associati ad         ogni procedura chirurgica</strong>. Anche se vengono usati i termini &#8220;soft&#8221;         o &#8220;dolce&#8221; richiedete sempre che siano chiariti, e messi per         iscritto nel consenso informato, tutti i passaggi &#8220;sgradevoli&#8221;         dell&#8217; intervento che vi interessa, in particolare per quanto riguarda         le possibili complicanze.</p>
<p><strong>Richiedete del materiale informativo scritto</strong> sull&#8217; intervento         che vi interessa. Statisticamente il materiale scritto viene compreso         meglio e ricordato più a lungo. Sarà più difficile,         in questo modo, che riusciate ad ignorare gli aspetti dell&#8217; intervento         che preferireste non affrontare.</p>
<p><strong>Dividete la vostra visita preoperatoria con il chirurgo in due         sedute</strong> distanziate di almeno una settimana. Questo vi darà         il tempo di meditare sulle spiegazioni avute nel primo incontro, leggere         il materiale informativo e preparare le domande su eventuali dubbi residui;</p>
<p><strong>Prevedete di operarvi in un periodo di basso stress</strong>,         senza impegni importanti nel periodo postoperatorio. Le complicanze, sebbene         assai raramente, si verificano e potrebbero costringervi ad annullare         appuntamenti troppo ravvicinati;</p>
<p><strong>Discutete chiaramente tutti gli aspetti economici dell&#8217; intervento</strong>.         Chiarite nei dettagli il costo della procedura, incluse tutte le spese         che dovrete sostenere. Un prezzo &#8220;tutto incluso&#8221; vi consentirà         di non preoccuparvi più della cosa durante la fase più stressante         del post-operatorio;</p>
<p>Infine, e soprattutto, <strong>abbiate aspettative realistiche</strong>.         Un intervento di chirurgia estetica migliorerà la qualità         della vostra vita, ma non può risolvere ogni genere di problemi.         Non è neanche possibile, infine, che un chirurgo esperto ed onesto         vi assicuri un aspetto uguale a quello di attori o attrici: evitate di         usare foto di personaggi famosi come modelli del risultato da ottenere         e concentratevi invece sullo specifico difetto che desiderate eliminare.</p>
<h4>Riferimenti bibliografici</h4>
<ul>
<li>Rohrich RJ. Mirror, mirror on the wall: When the postoperative reflection         does not meet patients&#8217; expectations. Plast. Reconstr. Surg. 108(2):507,         2001</li>
</ul>
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		<title>Il consenso informato: perchè è necessario</title>
		<link>http://www.xthetic.com/consenso_informato.htm</link>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2004 15:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli Pratici]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Consenso informato]]></category>
		<category><![CDATA[Rischi della chirurgia estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Da diversi anni è pratica comune in medicina, e non solo in chirurgia estetica, che il medico richieda la firma di un documento comunemente conosciuto come &#8220;consenso informato&#8220;, il cui scopo principale è quello di attestare che il paziente è ben cosciente della scelta che sta effettuando, in particolare per quanto riguarda rischi e possibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diversi anni è pratica comune in medicina, e non solo in chirurgia         estetica, che il medico richieda la firma di un documento comunemente         conosciuto come &#8220;<strong>consenso informato</strong>&#8220;, il cui         scopo principale è quello di attestare che il paziente è ben cosciente         della scelta che sta effettuando, in particolare per quanto riguarda rischi         e possibili benefici della procedura desiderata.</p>
<h4>A cosa serve il consenso informato</h4>
<p>Si tratta, in effetti, di un vero e proprio documento con valore legale, il         cui scopo è quello di tutelare tanto il chirurgo quanto il paziente da         errori o incomprensioni. Il chirurgo ha il dovere, durante le visite preoperatorie,         di fornire al paziente una serie di informazioni indispensabili per una         valutazione delle proposte di trattamento ed una scelta finale serena         e corretta: il consenso informato all&#8217; intervento non fa altro che elencare         le informazioni ricevute e certificare che queste sono effettivamente         state comprese, oltre che semplicemente fornite. Contestualmente, il consenso         informato viene generalmente utilizzato per la richiesta di una serie         di autorizzazioni, soprattutto relative ad eventuali procedure di emergenza         o specifici usi della documentazione clinica e fotografica.</p>
<h4>Le informazioni che deve contenere</h4>
<p>In base ai correnti standard di buona pratica clinica, il chirurgo ha         l&#8217; obbligo di fornire le seguenti informazioni:</p>
<ul>
<li> <strong>Tecniche disponibili</strong> per la soluzione del problema           posto dal paziente, con indicazione dei vantaggi e degli svantaggi di           ognuna (nel caso di procedure con finalità terapeutiche e non estetiche,           nella discussione deve essere anche inclusa la possibilità di           non sottoporsi ad intervento, e devono essere chiarite le conseguenze           derivanti da questa scelta);</li>
<li><strong>Alternative all&#8217; intervento chirurgico in esame</strong> (nel           caso della chirurgia estetica normalmente rappresentate dall&#8217; accetazione           della condizione esistente);</li>
<li> <strong>Descrizione dei rischi</strong> degli interventi chirurgici           in generale, ed esposizione dettagliata delle complicanze connesse specificamente           alla procedura desiderata dal paziente. La lista di queste deve essere           chiaramente riportata nel documento;</li>
<li> Oltre alla frequenza con cui si verificano le <strong>possibili complicanze</strong>,           è necessario dare indicazione delle terapie che si possono rendere necessarie           a seguito del verificarsi di queste, e, preferibilmente, chiarire come           saranno ripartite le eventuali maggiori spese da sostenere;</li>
<li> Descrizione del <strong>tipo di anestesia</strong> da impiegare durante           l&#8217; intervento, e discussione dei rischi connessi;</li>
<li> <strong>Spiegazione delle terapie e dei controlli clinici</strong> da eseguire dopo l&#8217; intervento, nonchè dei rischi connessi con l&#8217; abbandono           dei controlli clinici postoperatori;</li>
<li> Modalità di utilizzo ed archiviazione della <strong>documentazione           clinica e fotografica</strong>.</li>
</ul>
<h4>Le autorizzazioni normalmente richieste</h4>
<p>In genere è necessario che il chirurgo, per sicurezza propria e del paziente,         richieda anticipatamente le seguenti autorizzazioni:</p>
<ul>
<li> Autorizzazione ad eseguire l&#8217; intervento o la procedura in questione,             normalmente estesa ai propri collaboratori;</li>
<li> Autorizzazione alla eventuale conversione dell&#8217; anestesia locale             in anestesia generale, ove se ne creasse la necessità;</li>
<li> Autorizzazione ad effettuare tutte le terapie di emergenza che si             rendessero necessarie per la sicurezza del paziente durante l&#8217; intervento,             incluse le trasfusioni di sangue da donatore;</li>
<li> Autorizzazione alla ripresa ed archiviazione di immagini pre, intra           e postoperatorie del paziente (deve essere specificato l&#8217; uso che sarà           consentito farne).</li>
</ul>
<h4>Come devono essere fornite le informazioni</h4>
<p>Le informazioni devono essere fornite in linguaggio chiaro e pienamente comprensibile         al paziente, preferibilmente con l&#8217; ausilio di materiale illustrativo.         Se vengono mostrate foto di altri pazienti che hanno subito interventi         simili è necessario che sia chiaro che i risultati differiscono da paziente         a paziente, e, soprattutto, che il chirurgo abbia ricevuto l&#8217; autorizzazione         a mostrare le foto da parte dei pazienti i cui casi vengono utilizzati         per finalità divulgative. Quando si utilizzino elaborazioni grafiche computerizzate         deve essere specificato che il loro scopo è di facilitare la discussione         e la comprensione dei risultati di una specifica tecnica, ma che le elaborazioni         proposte non possono essere intese in nessun modo come un impegno all&#8217;         ottenimento di quell&#8217; esatto risultato.</p>
<h4>Quando firmare il consenso informato</h4>
<p>Al paziente deve essere lasciato tempo sufficiente per la valutazione         delle informazioni fornite: di conseguenza, il consenso informato non         dovrebbe essere firmato nel corso della prima visita, ma durante un secondo         incontro a distanza di 7-14 giorni dal primo. In questa occasione il chirurgo         potrà anche rispondere a tutte le domande eventualmente poste dal paziente         e relative ai dubbi sorti dopo la prima discussione. Se il consenso informato         viene firmato nei giorni precedenti all&#8217; intervento, questo potrà         ovviamente essere ritirato dal paziente fino all&#8217; ultimo momento. Per         questo motivo, se avete firmato il vostro consenso informato con anticipo,         il giorno del vostro intervento vi verrà richiesto di firmare un         modello di &#8216;conferma del consenso&#8217;, attestante che non abbiate cambiato         la vostra opinione.</p>
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