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><channel><title>Xthetic&#187; Rottura protesi mammarie</title> <atom:link href="http://www.xthetic.com/tag/rottura-protesi-mammarie/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.xthetic.com</link> <description>The Ethics in Aesthetics</description> <lastBuildDate>Sun, 25 Jul 2010 15:25:23 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator> <item><title>Le protesi PIP ritirate dal mercato</title><link>http://www.xthetic.com/protesi-pip-silicone.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/protesi-pip-silicone.htm#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Apr 2010 16:39:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Chirurgia Estetica Seno]]></category> <category><![CDATA[Mastoplastica Additiva]]></category> <category><![CDATA[Protesi mammarie]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[Ingrandimento del seno]]></category> <category><![CDATA[Rischi della chirurgia estetica]]></category> <category><![CDATA[Rottura protesi mammarie]]></category> <category><![CDATA[Silicone]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=2322</guid> <description><![CDATA[Il Ministero della Salute ha emesso una circolare, in data 1.4.2010, che dispone il divieto di utilizzo, con effetto immediato, delle protesi mammarie in silicone PIP, prodotte dalla azienda francese Poly Implant Prothese (P.I.P) e commercializzate in Italia da G.F. Electromedics Srl con sede in Firenze. Allo stesso tempo, il Ministero ha disposta la quarantena [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero della Salute ha emesso una circolare, in data 1.4.2010, che dispone il divieto di utilizzo, con effetto immediato, delle <strong>protesi mammarie in silicone PIP</strong>, prodotte dalla azienda francese <strong>Poly Implant Prothese (P.I.P)</strong> e commercializzate in Italia da <strong>G.F. Electromedics Srl </strong>con sede in Firenze. Allo stesso tempo, il Ministero ha disposta la quarantena di tutte le protesi mammarie PIP eventualmente disponibili e non ancora impiantate.</p><h3>Perchè le protesi PIP sono state ritirate</h3><p>L&#8217; Agenzia francese responsabile per i dispositivi medici (AFSSAPS) ha informato tutte le autorità europee di aver effettuato un controllo negli impianti produttivi della PIP, in seguito a ripetute segnalazioni di rotture precoci delle protesi di questa società. In seguito ai controlli, è emerso che a partire dal 2001 la maggior parte delle protesi PIP è stata riempita con un gel di silicone differente da quello autorizzato.</p><h3>I rischi per le pazienti</h3><p>Al momento in cui scriviamo l&#8217; AFSSAPS sta ancora effettuando i test di tossicità sul gel di silicone impiegato senza autorizzazione, per cui non è possibile dare una chiara indicazione dei rischi per le pazienti con protesi PIP.</p><h3>La posizione di Xthetic</h3><p>Xthetic non ha mai utilizzato nè raccomandato le protesi PIP, che in passato hanno avuto altri problemi sia sul mercato europeo (<a
title="Protesi PIP Hydrogel" href="http://www.xthetic.com/hydrogel.htm">protesi PIP in hydrogel</a>) che su quello americano (protesi PIP in soluzione salina). Nessuna delle pazienti di Xthetic ha mai avuto impiantate protesi PIP.</p><h3>I consigli per le pazienti</h3><p>Se si è effettuata una mastoplastica additiva con protesi PIP potrebbe essere consigliabile una sostituzione delle protesi con altre di qualità superiore, indipendentemente dalla tossicità del gel di silicone utilizzato. L&#8217; American Society for Testing and Material (ASTM) ha riscontrato un&#8217; eccessiva trasudazione di silicone nelle protesi PIP, con conseguente indebolimento del guscio delle protesi. Questo meccanismo sarebbe alla base del numero elevato di rotture riscontrate nelle protesi mammarie PIP, e di per se stesso, può rappresentare un buon motivo per cambiare al più presto le protesi precedentemente impiantate.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/protesi-pip-silicone.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Mastoplastica additiva: Domande frequenti</title><link>http://www.xthetic.com/mastoplastica-additiva-domande.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/mastoplastica-additiva-domande.htm#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Jun 2009 14:36:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Chirurgia Estetica Seno]]></category> <category><![CDATA[Domande Frequenti]]></category> <category><![CDATA[Mastoplastica Additiva]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[Cicatrici]]></category> <category><![CDATA[Ingrandimento del seno]]></category> <category><![CDATA[Protesi mammarie]]></category> <category><![CDATA[Rottura protesi mammarie]]></category> <category><![CDATA[Silicone]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=1440</guid> <description><![CDATA[E&#8217; vero che le protesi mammarie aumentano il rischio di cancro? Nonostante sia stato fatto molto clamore a proposito dell&#8217; argomento, studi effettuati in diversi paesi hanno mostrato con chiarezza che le protesi mammarie non aumentano il rischio di tumore della mammella. Come effetto secondario si è visto che, nel caso di tumore mammario, le [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h4>E&#8217; vero che le protesi mammarie aumentano il rischio di cancro?</h4><p>Nonostante sia stato fatto molto clamore a proposito dell&#8217; argomento, studi effettuati in diversi paesi hanno mostrato con chiarezza che le protesi mammarie non aumentano il rischio di tumore della mammella. Come effetto secondario si è visto che, nel caso di tumore mammario, le pazienti portatrici di protesi lo notano generalmente in una fase iniziale e più curabile, e questo probabilmente perchè sono sottoposte a controlli più frequenti rispetto alle altre donne.</p><h4>Quanto durano le protesi mammarie?</h4><p>Purtroppo non esistono dati certi sui limiti di durata delle protesi attualmente in uso. Considerati i dati sui modelli precedenti, è possibile supporre conservativamente una durata di circa 10-15 anni.</p><h4>Come sono fatte le protesi?</h4><p>Il tipo più comunemente usato in Europa è costituito da un involucro in silicone solido al cui interno si trova altro silicone in forma di gel. L&#8217; involucro può essere liscio o rugoso, e di forma circolare o a goccia.</p><h4>Esistono protesi senza silicone?</h4><p>L&#8217;involucro delle protesi è sempre realizzato in elastomero di silicone. Il materiale di riempimento può essere sostituito con altri, tra cui principalmente la soluzione salina.</p><h4>E&#8217; vero che andando in aereo le protesi possono scoppiare?</h4><p>Si tratta di un&#8217; autentica leggenda metropolitana, dura a morire. Le protesi mammarie possono resistere a forti traumi e manipolazioni, ed in ogni caso nessun aereo per uso civile sottopone i passeggeri a forti sbalzi di pressione.</p><h4>E&#8217; possibile fare immersioni subacque se si hanno protesi mammarie?</h4><p>Le immersioni subacque rappresentano sicuramente una sollecitazione severa per le protesi mammarie, in particolare alle alte profondità. Studi effettuati hanno tuttavia evidenziato l&#8217; assenza di rotture anche in protesi sottoposte ad immersioni profonde e subito dopo a voli aerei.</p><h4>Cosa è la contrattura capsulare?</h4><p>La contrattura capsulare è la formazione di una capsula connettivale intorno alla protesi impiantata, che tende ad indurirsi e, nei casi più gravi, a deformare l&#8217; aspetto esterno della mammella ed a causare dolore. La causa della contrattura capsulare è al momento non conosciuta con certezza, e la sua frequenza, nelle mani dei migliori chirurghi, oscilla intorno all&#8217; 4-14% delle pazienti. Nei casi più gravi richiede la rimozione della capsula e la sostituzione delle protesi.</p><h4>E&#8217; possibile l&#8217; allattamento dopo una mastoplastica additiva?</h4><p>Poichè le protesi vengono poste al di sotto della ghiandola mammaria (o ancora più profondamente, al di sotto del muscolo pettorale), non interferiscono con l&#8217; allattamento, che resta in genere possibile. Il rischio di non poter allattare al seno dopo una mastoplastica additiva è considerato pari al 5-6% nella maggior parte degli studi.</p><h4>E&#8217; preferibile avere le protesi al di sotto o al di sopra del muscolo         pettorale?</h4><p>Non esiste un posizionamento perfetto per tutte le paziente. In generale, donne magre e con mammelle piccole possono richiedere l&#8217; impianto sottomuscolare o Dual Plane. La scelta del posizionamento andrebbe discussa con il proprio chirurgo e fatta dopo aver valutato attentamente vantaggi e svantaggi di ciascun posizionamento.</p><h4>Quali cicatrici sono preferibili? E&#8217; vero che la cicatrice ascellare         è la migliore perchè meno visibile?</h4><p>Come per il posizionamento delle protesi, non esiste un&#8217; incisione chirurgica migliore in assoluto. La cicatrice ascellare è normalmente più nascosta, ma comporta alcune limitazioni di tecnica chirurgica e rischi specifici, come la malposizione delle protesi. La cicatrice sottomammaria è normalmente considerata la più versatile, mentre l&#8217; incisione periareolare comporta rischi maggiori per la possibilità di allattare al seno e per la sensibilità dei capezzoli. La scelta migliore è quella presa in accordo con il proprio chirurgo, dopo aver adeguatamente discusso i vantaggi e gli svantaggi di tutte le opzioni nel proprio caso specifico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/mastoplastica-additiva-domande.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le complicanze della mastoplastica additiva</title><link>http://www.xthetic.com/2006_complicanze_mastoplastica.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/2006_complicanze_mastoplastica.htm#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 May 2007 19:40:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Chirurgia Estetica Seno]]></category> <category><![CDATA[Mastoplastica Additiva]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[Contrattura capsulare]]></category> <category><![CDATA[Ingrandimento del seno]]></category> <category><![CDATA[Protesi mammarie]]></category> <category><![CDATA[Rippling]]></category> <category><![CDATA[Rischi della chirurgia estetica]]></category> <category><![CDATA[Rottura protesi mammarie]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=457</guid> <description><![CDATA[Ogni intervento chirugico comporta il rischio di complicanze che devono essere valutate in rapporto ai benefici che si intende ottenere. Alcune complicanze sono generiche, e si applicano più o meno a tutti gli interventi chirurgici (rischio anestesiologico, infezione, sanguinamento, ecc.), mentre altre sono specifiche per ogni procedura. Nel caso della Mastoplastica Additiva le complicanze dell&#8217; [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ogni intervento chirugico comporta il rischio di complicanze che devono         essere valutate in rapporto ai benefici che si intende ottenere. Alcune         complicanze sono generiche, e si applicano più o meno a tutti gli         interventi chirurgici (rischio anestesiologico, infezione, sanguinamento,         ecc.), mentre altre sono specifiche per ogni procedura. Nel caso della <a
title="Mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/interventi/mastoplastica_additiva.htm">Mastoplastica         Additiva</a> le complicanze dell&#8217; <strong>ingrandimento del seno con protesi         mammarie in silicone</strong> sono state oggetto di studi approfonditi         per diversi anni, e sono ormai ben conosciute. Sfortunatamente, la chirurgia         estetica viene sempre più spesso proposta come un prodotto di largo         consumo, e per ragioni di marketing poco spazio viene dedicato alla diffusione         delle conoscenze in materia di rischi. Se state valutando una mastoplastica         additiva vi consigliamo di leggere attentamente questo articolo, e di         discutere i rischi dell&#8217; ingrandimento del seno con il vostro chirurgo,         informandovi non solo sulla loro probabilità reale, ma anche sui         trattamenti eventualmente necessari e sui costi aggiuntivi che potreste         dover sostenere.</p><h3>Rottura delle protesi mammarie</h3><p><strong>Le protesi mammarie non sono progettate per durare tutta la vita</strong>.         Sebbene venga comunemente detto che la durata delle protesi in gel di         silicone è di circa 10-15 anni, la rottura delle protesi può         verificarsi prima o dopo questo intervallo di tempo. La rottura di una         protesi mammaria di nuovo tipo in gel di silicone ad alta coesività         può essere difficile da riconoscere, poichè la protesi rotta         mantiene la propria forma. Al momento, tuttavia, nessuno studio ha evidenziato         rischi legati al mancato riconoscimento della rottura di una protesi mammaria         in silicone.</p><h6>Cosa succede in caso di rottura</h6><p><strong>In caso di rottura di una protesi mammaria è necessaria         la sostituzione</strong> o la rimozione completa, se non si desidera avere         nuovamente delle protesi mammarie (in questo caso il seno potrebbe risultare         svuotato e potrebbe essere necessaria una mastopessi per la correzione         della forma).</p><h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6><p>L&#8217; intevento di sostituzione delle protesi mammarie ha un <a
title="Costo mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/costo_interventi.htm">costo</a> simile a quello della mastoplastica additiva originale.</p><h3>Contrattura capsulare</h3><p>Una volta inserita, la protesi mammaria viene circondata da un sottile         tessuto cicatriziale, comunemente definito capsula periprotesica. La capsula         rimane normalmente molto sottile e soffice, tranne in alcune donne, che         tendono a formare una capsula più spessa e con tendenza alla retrazione.         Non sono note con esattezza le ragioni per cui questo accade e pertanto         non è possibile garantire con certezza che il problema non si verificherà.         Il rischio di <strong>contrattura capsulare</strong> (a volte definita         assai impropriamente &#8216;<strong>rigetto delle protesi</strong>&#8216;) varia in         base al <a
title="Tipi di protesi mammarie" href="http://www.xthetic.com/protesi.htm">tipo di         protesi</a>, alla <a
title="Posizioni delle protesi mammarie" href="http://www.xthetic.com/pos_prot.htm">posizione delle protesi</a>,         ed anche in base al verificarsi o meno di altre complicanze come ematoma         o seroma. Nella maggior parte degli studi disponibili la frequenza di         contrattura capsulare è compresa tra il 4% ed il 14% per la mastoplastica         additiva estetica effettuata per la prima volta.</p><h6>Cosa succede in caso di contrattura capsulare</h6><p>La contrattura capsulare viene classificata in base alla severità         in quattro diversi gradi (classificazione di Baker). Segni di contrattura         capsulare severa (gradi 3 e 4 della classificazione) sono le modifiche         di forma e dimensione della protesi, la durezza del seno, il dolore e         la visibilità della protesi. Le contratture capsulari di grado         lieve non vengono normalmente trattate, mentre per le contratture capsulari         di grado 3 e 4 è necessaria la sostituzione della protesi mammaria         con contemporanea <strong>capsulectomia</strong> (rimozione chirurgica         della capsula periprotesica). Sebbene efficace in una buona percentuale         di casi, la correzione chirurgica della contrattura capsulare comporta         un alto rischio di recidiva (30-50%).</p><h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6><p>Il costo dell&#8217; intervento di capsulectomia e sostituzione delle protesi         mammarie è paragonabile a quello della mastoplastica additiva iniziale.         Durante la visita preoperatoria con il chirurgo è altamente consigliabile         chiedere se il costo di revisione in caso di contrattura capsulare è         compreso nel costo dell&#8217; intervento, e per quanto tempo verrà fornita         questa copertura.</p><h3>Infezione</h3><p>Sebbene l&#8217; <strong>infezione</strong> sia una complicanza generica di         ogni intervento chirurgico, nel caso della mastoplastica additiva la presenza         delle protesi può complicare il decorso ed il trattamento. Il rischio         di infezione è basso e principalmente limitato alle prime settimane         dopo la mastoplastica, ma alcune circostanze (in particolare piercing         ed allattamento al seno) potrebbero determinare un&#8217; infezione anche a         distanza di anni dall&#8217; ingrandimento del seno.</p><h6>Cosa succede in caso di infezione</h6><p>Normalmente la presenza di un&#8217; infezione estesa alla cavità che         contiene la protesi mammaria comporta un intervento chirurgico di <strong>rimozione         della protesi</strong> stessa, seguito da un periodo di attesa di diversi         mesi prima di poter impiantare una nuova protesi mammaria.</p><h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6><p>L&#8217; infezione comporta le spese di due interventi chirugici (rimozione         e reimpianto della nuova protesi), più il costo della nuova protesi.         Pochi chirurghi includono questi costi potenziali in quello dell&#8217; intervento         primario.</p><h3>Ematoma</h3><p>Un ematoma è una raccolta di sangue all&#8217; interno dello spazio         che contiene la protesi mammaria, conseguente a sanguinamento postoperatorio.         Normalmente un ematoma può verificarsi nelle prime ore dopo una         mastoplastica additiva o, più raramente, a distanza di giorni,         ed il rischio relativo è inferiore all&#8217; 1%.</p><h6>Cosa succede in caso di ematoma</h6><p>Un ematoma nelle prime ore dopo la mastoplastica additiva comporta normalmente         il ritorno in sala operatoria per un <strong>intervento di drenaggio</strong>.         Se l&#8217; ematoma è di piccole dimensioni e/o si verifica a distanza         di giorni dalla mastoplastica può normalmente essere trattato in         maniera conservativa, lasciando che venga riassorbito spontaneamente.         Diversi studi hanno associato l&#8217; ematoma ad un aumentato rischio di contrattura         capsulare e infezione.</p><h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6><p>L&#8217; ematoma comporta normalmente le spese relative all&#8217; intervento chirurgico         di drenaggio, variabili in base al tipo di struttura dove si è         effettuata la mastoplastica additiva. Se la mastoplastica additiva era         stata programmata in day hospital senza ricovero, è di norma necessario         aggiungere il costo di una notte di ricovero.</p><h3>Malposizione o rotazione delle protesi mammarie</h3><p>Le protesi mammarie possono ruotare all&#8217; interno della loro tasca, o         anche spostarsi lentamente nel tempo per effetto dell&#8217; azione del muscolo         pettorale, se posizionate in posizione sottomuscolare. Il rischio legato         alla rotazione è specifico delle <strong>protesi mammarie anatomiche</strong> o &#8216;a goccia&#8217;, la cui forma asimmetrica comporta modifiche della forma         del seno in caso di spostamento. La malposizione delle protesi si verifica         più comunemente con l&#8217; inserimento delle protesi in posizione sottomuscolare         per via ascellare.</p><h6>Cosa succede in caso di malposizione/rotazione della protesi</h6><p>La posizione delle protesi può essere modificata con un nuovo         intervento chirurgico, ma la correzione può a volte risultare solo         temporanea (la rotazione può recidivare) o incompleta (nel caso         di spostamento dovuto all&#8217; azione muscolare).</p><h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6><p>Il costo dell&#8217; intervento di correzione dovrebbe essere leggermente inferiore         al costo della mastoplastica additiva iniziale, e solo in pochi casi viene         incluso nelle coperture fornite con l&#8217; intervento principale.</p><h3>Insoddisfazione</h3><p>Il rischio di insoddisfazione è principalmente legato al risultato         ottenuto in termini di <a
title="Misura del seno" href="http://www.xthetic.com/reggiseno.htm">taglia del         seno</a> e forma delle mammelle. Scegliere un chirurgo esperto e discutere         tutti gli aspetti dell&#8217; intervento riduce grandemente ma non elimina completamente         il rischio di restare insoddisfatte dopo la mastoplastica additiva. In         studi recenti circa il 5% delle pazienti ha richiesto una modifica della         misura delle protesi (generalmente un incremento di taglia) nei primi         quattro anni dopo l&#8217; ingrandimento del seno.</p><h6>Cosa succede in caso di insoddisfazione</h6><p>In caso di insoddisfazione per la taglia raggiunta con la mastoplastica         additiva, il risultato va discusso con il proprio chirurgo. In alcuni         casi è possibile effettuare una seconda mastoplastica additiva         per un ulteriore incremento di volume, ma non è mai possibile garantire         una specifica misura di reggiseno. In alcune pazienti la ptosi mammaria         (mammelle troppo basse) diviene più evidente dopo l&#8217; ingrandimento         del seno. Poichè la mastoplastica additiva non corregge la ptosi         mammaria, questo aspetto va assolutamente discusso prima dell&#8217; intervento,         associando, se necessario, una <a
title="Mastopessi" href="http://www.xthetic.com/interventi/mastopessi.htm">mastopessi</a> all&#8217; ingradimento del seno.</p><h6>Potenziali costi aggiuntivi</h6><p>I costi sono legati agli interventi che verranno effettuati. Di norma         non sono mai compresi nel costo della mastoplastica additiva iniziale.</p><h3>Rischi per l&#8217; allattamento al seno</h3><p>Il rischio di problemi per l&#8217; <strong>allattamento al seno</strong> dopo         mastoplastica additiva (impossibilità completa di allattare al         seno o riduzione della quantità di latte prodotta) è normalmente         del 5-6%. L&#8217; utilizzo dell&#8217; <a
title="Le incisioni per la mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/cicatrici_mastoplastica.htm">incisione         periareolare</a> per l&#8217; inserimento delle protesi mammarie comporta un         aumento di questo rischio.</p><h3>Dolore persistente</h3><p>La presenza di protesi mammarie può determinare <strong>dolore         persistente</strong> di intensità e durata variabile anche a distanza         di anni dalla mastoplastica additiva. Normalmente il dolore può         essere controllato con brevi cicli di trattamento con farmaci antinfiammatorii.</p><h3>Alterazioni della sensibilità</h3><p>Alterazioni temporanee della sensibilità dei capezzoli sono normali         dopo una mastoplastica additiva, e si verificano praticamente nella totalità         dei casi. La <strong>sensibilità dei capezzoli</strong> può         essere aumentata o ridotta per un periodo variabile da alcuni mesi ad         un anno dopo l&#8217; ingrandimento del seno. Assai raramente la riduzione di         sensibilità può essere permanente, e ad essa può         associarsi la perdita della <strong>capacità erettile</strong> del capezzolo.</p><h3>Cicatrizzazione ipertrofica</h3><p>Di norma assai rara, la formazione di <strong>cicatrici ipertrofiche</strong> o cheloidee dopo mastoplastica additiva può richiedere il trattamento         con infiltrazioni locali di corticosteroidi. Va notato che la qualità         finale di una cicatrice dipende principalmente dal tipo di pelle della         paziente, più che dall&#8217; operato del chirurgo. Complicanze infettive         possono ritardare la guarigione e peggiorare la qualità della cicatrice.</p><h3>Interferenza con la mammografia</h3><p>Le protesi mammarie non sono radiotrasparenti e possono mascherare parte         del tessuto mammario alla <strong>mammografia</strong>. Questo potrebbe         rendere più difficile il riconoscimento precoce del cancro al seno.         La maggior parte degli studi scientifici, tuttavia, ha evidenziato come         la presenza di protesi mammarie non ritardi normalmente l&#8217; identificazione         del cancro al seno e non ne alteri in maniera sfavorevole il decorso.         Quando si esegue una mammografia dopo una mastoplastica additiva è         comunque necessario avvisare il radiologo della presenza di protesi mammarie,         che, sebbene assai raramente, possono essere danneggiate dalla procedura.</p><h3>Visibilità delle protesi, Rippling</h3><p>Anche nel caso di mastoplastiche additive perfettamente eseguite, le         protesi mammarie possono diventare maggiormente visibili con il tempo,         per effetto del naturale invecchiamento dei tessuti o di altri fattori         concomitanti (ad esempio perdite di peso, gravidanze ed allattamento al         seno, trattamento con farmaci cortisonici). Nel caso di pelle particolarmente         sottile, è spesso possibile notare alcune irregolarità ed         ondulazioni cutanee, comunemente definite con il termine inglese <strong>rippling</strong>.         In molti casi guadagnare peso corregge almeno in parte il problema, ma         a volte è necessario ricorrere ad interventi di mastopessi associati         alla sostituzione delle protesi con altre di volume inferiore.</p><h3>Link utili</h3><p><a
title="Costo mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/costo_interventi.htm">Costo della mastoplastica additiva         e garanzie incluse</a></p><p><a
title="Mastoplastica additiva" href="http://www.xthetic.com/interventi/info_additiva.htm">Informazioni sulla mastoplastica         additiva</a></p><p
class="piccolo">Data di prima pubblicazione di questo articolo: Dicembre         2006<br
/> Ultimo aggiornamento: Ottobre 2007</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/2006_complicanze_mastoplastica.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Protesi mammarie ed aerei: anatomia di una leggenda metropolitana</title><link>http://www.xthetic.com/protesi_e_aerei.htm</link> <comments>http://www.xthetic.com/protesi_e_aerei.htm#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 May 2009 22:47:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Jena</dc:creator> <category><![CDATA[Chirurgia Estetica Seno]]></category> <category><![CDATA[Mastoplastica Additiva]]></category> <category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category> <category><![CDATA[Ingrandimento del seno]]></category> <category><![CDATA[Protesi mammarie]]></category> <category><![CDATA[Rottura protesi mammarie]]></category> <category><![CDATA[Silicone]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.xthetic.com/?p=524</guid> <description><![CDATA[Di tanto in tanto si rinnova la storia, ormai famosa, dell&#8217; attrice o della modella che, durante un volo in aereo, ha riportato la infelice complicanza dello scoppio di una protesi mammaria in conseguenza dello sbalzo di pressione in cabina. In realtà, si tratta di un&#8217; evenienza mai verificatasi, e che, per i motivi che [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Di tanto in tanto si rinnova la storia, ormai famosa, dell&#8217; attrice o         della modella che, durante un volo in aereo, ha riportato la infelice         complicanza dello <strong>scoppio di una protesi mammaria</strong> in         conseguenza dello sbalzo di pressione in cabina. In realtà, si tratta         di un&#8217; evenienza mai verificatasi, e che, per i motivi che seguono, difficilmente         si potrà mai verificare.</p><h4>Come è fatta una protesi</h4><p>Esistono molti tipi di protesi, che differiscono per forma, volume, materiale         impiegato ed anche per la qualità della produzione. I dati più importanti,         tuttavia, sono comuni e sono rappresentati dal guscio, in silicone per         praticamente tutti i tipi di protesi mammaria, e dal fatto che il contenuto         della protesi non è sotto pressione o, per i tipi riempiti con soluzione         fisiologica, sotto pressioni modeste. Il 90% delle protesi impiegate da         qualche anno a questa parte, almeno in Italia ed in Europa, utilizza come         materiale di riempimento un gel di silicone ad alta coesività, che non         fuoriesce in caso di rottura del guscio e che, soprattutto, non è utile         porre sotto pressione. Nel caso delle protesi con soluzione fisiologica,         utilizzate quasi esclusivamente in America, il chirurgo è costretto a         gonfiare il guscio fino, e spesso oltre, il limite indicato dal costruttore         della protesi, e questo per compensare sia il fatto che questo tipo di         protesi si &#8220;sgonfia&#8221; naturalmente nel tempo, sia l&#8217; effetto         sgradevole che un guscio non perfettamente pieno causa, creando delle         pieghe palpabili sotto la pelle.</p><h4>Perchè non scoppia</h4><p>Una protesi mammaria in buone condizioni può essere schiacciata e maltrattata         senza che si causi alcun danno. Al limite, una protesi è in grado di resistere         ad un ciclo di sterilizzazione in autoclave, dove è sottoposta ad alte         temperature e a pressioni elevate, il tutto senza la protezione che il         torace di una donna comunque assicura. In ogni caso, la cabina degli aerei         di linea mantiene una pressione equivalente a quella che si trova a 1500         metri di altezza, con sbalzi modesti e graduali nelle fasi di decollo         ed atterraggio. Se questo non dovesse bastare, si consideri che le protesi,         prima di giungere al chirurgo, vengono normalmente spedite per via aerea,         e viaggiano, come bagaglio, in una stiva non pressurizzata.</p><h4>Qual è il rischio di rottura per altre cause</h4><p>E&#8217; un dato clinico accertato che alcune protesi, una piccola percentuale         del totale, vanno incontro a rottura dopo un certo periodo di tempo, richiedendo         la sostituzione. Molto spesso la rottura della protesi, soprattutto per         i tipi più recenti, non causa alcun sintomo, e viene riconosciuta solo         se associata ad altre complicanze, come la contrattura capsulare. Va notato         che, anche se non abbiamo dati certi sulla durata di una protesi, 10-15         anni sono considerati un valore minimo prudenziale ed attendibile. Prima         di questo periodo, la rottura avviene generalmente per problemi non correlati         all&#8217; invecchiamento della protesi, e tra questi è bene ricordare il rischio         che la protesi sia stata inavvertitamente danneggiata durante l&#8217; inserimento,         che è, in effetti, la manovra più rischiosa e delicata che il chirurgo         compie durante la mastoplastica additiva.</p><h4>Cosa succede se una protesi si rompe</h4><p>Come già detto, molto spesso la paziente non si rende neanche conto dell&#8217;         avvenuta rottura, per assenza di sintomi specifici. Nel caso delle moderne         protesi con gel coesivo, inoltre, il silicone non fuoriesce dal guscio,         e la forma della protesi non si modifica. La rottura di una protesi non         comporta rischi particolari, ed anche la fuoriuscita del silicone impiegato         nei modelli più vecchi non espone a patologie autoimmuni o neoplastiche,         come per un periodo si era temuto. Di norma, una volta diagnosticata la         rottura di una protesi, si procede comunque alla sua sostituzione, sia         per motivi estetici sia per la frequente presenza di contrattura capsulare.</p><h4>Conclusioni</h4><p>A volte, storie dichiaratamente inverosimili stimolano la fantasia e vengono utilizzate da alcuni per ottenere una facile, sia pur momentanea, pubblicità. Lo scoppio delle protesi in aereo fa parte di diritto delle leggende metropolitane più diffuse, ma non dovrebbe causare preoccupazione in tutte le donne che hanno già, o pensano di avere presto, delle protesi mammarie. E&#8217; un dato obbiettivo che le protesi resistano benissimo a maltrattamenti estremi, incluse le immersioni subacquee in profondità.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.xthetic.com/protesi_e_aerei.htm/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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